Rassegna Stampa estera

E’ triste constatare che nulla cambia. Almeno così sembra a chi ci osserva da fuori. Nonostante i salti mortali fatti dal nostro Primo Ministro, che sta facendo di tutto per dimostrare al Mondo che ci stiamo impegnando a far cambiare le cose e che l’impantanamento dell’Italia, sia in campo economico che politico, è in via di risoluzione, c’è chi, dall’altra parte, sembra stia facendo di tutto per mettere in evidenza solo i lati negativi della Storia e alla stampa estera piace moltissimo far risaltare questo lato oscuro del nostro Paese.

Con la solita pungente ironia, Philippe Ridet riprende, dopo la pausa estiva, il suo blog pubblicato per Le Monde. Nel suo pezzo Silvio Berlusconi ou comment (ne pas) s’en débarasser (Le Monde 25 Agosto 2013), scrive: “ Avevamo lasciato l’Italia, un mese fa, vagamente preoccupati. La ritroveremo come l’avevamo lasciata? Silvio Berlusconi minacciava allora (ogni giorno) di far cadere il Governo nel caso in cui la Cassazione avesse confermato la sua condanna (…) Il Governo Letta era appeso ad un filo, sul punto di spezzarsi. Eccoci rassicurati. Definitivamente condannato, il 1° Agosto, l’ex Cavaliere (ha perso il suo titolo e il suo passaporto), continua a minacciare (ogni ora) di far saltare l’esecutivo se i senatori di sinistra voteranno la sua esclusione dal Senato. Tagliando corto, nulla è cambiato”.

Adam Taylor sul Business Insider del 24 Agosto titola il suo articolo Silvio Berlusconi Is Holding Italy Hostage. Il giornalista afferma che “l’ex Primo Ministro italiano e uno degli uomini più ricchi del Paese, è stato da poco condannato ad un anno di prigione. Se è improbabile che veda l’interno di un carcere per limiti di età, questa sentenza significherebbe per lui anche la fine della sua carriera politica. Almeno, lo sarebbe in qualsiasi moderna democrazia normalmente funzionante. In Italia le cose sono diverse (…). L’aspetto veramente inquietante dell’attuale situazione in Italia non è tanto la sfacciataggine di Berlusconi, ma che il suo ricatto sia possibile e ammissibile, che abbia il controllo totale su di un partito così grande e che continui ad ottenere un considerevole supporto popolare.”

Di tono ancor più insolente è l’analisi di Michael Day scritta per The Indipendent il 24 Agosto. Nel suo articolo Amazons will fight tooth and claw to save Silvio Berlusconi as former PM counts on close female associates, Day mette in evidenza come, ancora una volta, saranno le donne, in qualità di sue “amazzoni” a combattere per lui con le unghie (sicuramente) e con i denti per salvare Berlusconi. “In un Paese dove tutto va vanti per devozione tribale, può ancora fare appello ad alcuni grintosi amici. Può essere stato colpito da una sentenza penale definitiva, ma Silvio Berlusconi continua ad avere il controllo in Italia. E’ stata un’estate torrida, anche per la media stagionale. In Giugno si è avuta la condanna, da portare in appello, per istigazione di minore alla prostituzione. Il mogul deve anche affrontare 12 mesi di arresti domiciliari o servizi socialmente utili, ora che la Suprema Corte ha confermato la sua condanna per frode fiscale. E, peggio ancora, potrebbe essere cacciato dal Parlamento. Questa eventualità ha acceso per lui uno scenario da incubo nel quale l’umiliazione e il pericolo giudiziario si mescolano in egual misura (…). Ma se la debolezza per il fascino femminile è stato la fonte di tutti i suoi problemi, Berlusconi conta proprio sull’aiuto di alcune sue vicine compagne di Partito per salvarlo. Il libico Gheddafi aveva la sua Sicurezza, tutta al femminile, in berretto rosso, la versione di Berlusconi, Le Amazzoni, sono le eccessivamente propagandate ministre e parlamentari con i tacchi a spillo che agiscono come sue guardie del corpo politiche”.

Il libanese L’Orient-Le Jour ricordava nel suo numero dello scorso 18 Agosto quanto cruciale fosse per la ripresa la sopravvivenza del Governo, riprendendo il monito di Letta che Domenica scorsa ha affermato che “nessuno deve sabotare gli sforzi dell’Italia per uscire dalla crisi”. Se Berlusconi rimane il numero uno nella classifica dei giornalisti stranieri, anche la sinistra riesce a non passare “inosservata”. Epifani? Renzi? Congresso? No, in un Paese ancora pericolosamente sull’orlo del baratro, i deputati del PD non si asciano sfugge  la pericolosa “affaire Monopoly” . Come scrive Jaris Karl sul blog di Boulevard Voltaire, “riuniti in conclave in una villa lontana dagli USA e dalla NSA,  i sette samurai hanno scritto all’Ambasciatore degli Stati Uniti a Roma una di quelle missive atte a far traballare i grandi equilibri internazionali”. Molta ironia, troppa se pensiamo agli sforzi reali che il Paese fa.

© Futuro Europa

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