Quale futuro per il Governo

La sentenza di condanna caduta su Berlusconi apre diversi scenari per il Governo Letta, il quale, ogni giorno che passa, sembra avere sempre più vita breve.

Ma quali sono le carte che la Corte di Cassazione ha scoperto sul tavolo? La prima e meno auspicata è il voto già in Ottobre. L’obiettivo sarebbe quello di prolungare i lavori della Giunta per le Elezioni di Palazzo Madama, convocata per il 9 di settembre, in modo tale da permettere a Berlusconi di candidarsi e far decadere l’inagibilità politica richiesta. Questa ipotesi però è stata allontanata oltre che dallo stesso Berlusconi, il quale ha confermato pieno sostegno al Governo, dallo stesso Letta. Infatti l’inquilino di Palazzo Chigi ha fatto notare che con questa legge elettorale si andrebbe incontro ancora ad un governo di larghe intese.

A rafforzare ulteriormente l’impossibilità di questa opzione c’è la sentenza della Corte Costituzionale sull’incostituzionalità dell’attuale Legge elettorale. Il nuovo parlamento rischierebbe di essere eletto con una legge elettorale dichiarata illegale, costringendo ad andare di nuovo al voto. L’altra ipotesi è il voto al termine del semestre italiano di Presidenza della Commissione Europea, quindi prima dei 18 mesi di lavoro prefissati da Letta al momento dell’insediamento. Nel frattempo PDL e PD avrebbero il tempo di riorganizzarsi: Berlusconi ha già lanciato la nascita di Forza Italia 2.0 abbandonando così l’esperienza del predellino di Piazzale San Babila, nella speranza di riuscire una volta per tutte a rilanciare quella rivoluzione liberale che tanto aspetta il nostro paese.

I Democratici, indaffarati in agguerrite lotte per la segreteria si trovano al bivio tra il mantenimento dello status quo con la vecchia guardia o l’evoluzione socialdemocratica con la svolta renziana. Il sindaco di Firenze, dopo l’exploit delle scorse primarie è ormai messo alla sbarra dai “senatori” democratici restii ad abbandonare la vecchia scuola del PCI.

Insomma questo governo proprio non s’ha da farsi, la sua breve vita è già ricca di storie travagliate e di continui litigi sulle principali linee di riforme. Ora, mentre si cerca di capire quale sarà il destino, sia del centrodestra (ineleggibilità o grazia per Berlusconi) che del centrosinistra (le Primarie probabilmente a Novembre), il governo deve andare avanti nel tentativo di riformare il vecchio paese.

Due test importanti saranno la riforma dell’IMU che si contende la possibilità di rimodulazione o la totale abolizione e la nuova legge elettorale, anche perché, con estrema probabilità, il 3 Dicembre la Corte la dichiarerà incostituzionale. Il semestre di Presidenza  europeo potrebbe ridare un po’ di pace al governo e forse anche il coraggio di intraprendere la strada delle riforme con la possibilità di alzare un po’ la voce anche grazie alla sicurezza di non poter cadere.

Il mondo resta a guardare e benché ci siano timidi segnali di ripresa, i bilanci dello Stato prendono una boccata d’aria e lo spread continua la sua lenta discesa, il debito pubblico aumenta e la capacità di immettere il giusto carburante nel motore economico stabilirà la crescita o il baratro per il nostro paese.

© Futuro Europa

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