MES, pro e contro

MES sta per Meccanismo Europeo di Stabilità, per cercare di comprendere cosa significhi dobbiamo tornare un passo indietro e riprendere in mano il Fiscal Compact. Questi servirà, una volta a regime, ad assicurare un corretto rapporto tra PIL e debito pubblico, fissato al 60%, quindi ad evitare crisi da eccesso di spesa pubblica. Il MES (oltralpe, ESM European Stability Mechanism) va a sostituire i due organismi che finora intervenivano in caso di crisi di debito sovrano, il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e il Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF). Esaurita la necessaria spiegazione filologica, nel merito, se il Fiscal Compact agisce in via preventiva per cercare di evitare crisi, il MES sarà il salvagente per i paesi in difficoltà, dove il FS non ha potuto svolgere il suo compito interviene il MES. Dotato di un fondo di 650 miliardi che, previa richiesta da parte dello stato a rischio default, verrà utilizzato per prestiti a tasso d’interesse e acquisto di titoli di stato sul mercato.

Sgombriamo subito il campo dal dubbio che Stati poco virtuosi possano lanciarsi in spese dissennate sapendo di contare sul MES. In caso di intervento del fondo, il richiedente dovrà sottostare, oltre al pagamento degli interessi, ad una serie di condizioni che vanno da tagli drastici alla spesa a regole di comportamento virtuoso. Se inadempiente nel pagamento delle rate o non diligente nell’attuazione degli accordi firmati, l’insolvente verrà sanzionato pesantemente fino a venire privato del diritto di voto in sede europea.

E’ giusto porre attenzione ad alcuni dettagli relativi al funzionamento del meccanismo del MES: la governance è affidata ai Ministri Finanziari dell’Eurozona, integrati da un direttore generale, con diritto di voto, nonché dal Commissario UE agli Affari economico-monetari e dal Presidente della BCE nel ruolo di osservatori. Il MES è basato sul diritto internazionale ed ha sede in Lussemburgo, ma il Fondo e il suo personale sono immuni da qualunque procedimento legale relativo alle funzioni espletate e tutti gli atti sono secretati. E’ stato comunque istituito un Collegio di cinque revisori indipendenti con potere di accesso e controllo ai movimenti contabili.

Detti i pro, come sempre è bene valutare i contro: ogni paese contribuisce quota parte, ad esempio l’Italia deve conferire per il 18% un ammontare di 125 miliardi. Ovviamente il nostro paese non tale cifra disponibile in cassa e, a parte la florida Germania, non è che gli altri membri della UE se la passino molto meglio. Quindi il fondo viene alimentato tramite ulteriore indebitamento, l’ossimoro è evidente, si finanzia un fondo salva-debiti sottoscrivendo nuove poste al passivo. E se il fondo non viene utilizzato non risulta quindi un deposito infruttifero ed quindi uno spreco immotivato di risorse?

©Futuro Europa®

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