Guidi, ticket al Cavaliere?

Se non è il ministro più chiacchierato dal nuovo esecutivo targato Matteo Renzi, poco ci manca. Federica Guidi, Ministro dello Sviluppo economico – figlia di Guidalberto, fondatore di Ducati Energia, già vicepresidente di Confindustria – appena nominata si è dimessa dagli incarichi ricoperti nell’azienda di famiglia. La Ducati Energia ha commesse con Poste, Fs ed Enel. “C’è un evidente conflitto di interessi”, ha subito commentato Stefano Fassina, ex vice ministro all’Economia, oggi esponente di minoranza del Pd. Silvio Berlusconi, scriveva La Repubblica qualche giorni fa, avrebbe detto: “Ho anche io un ministro”. Insomma, scoppia il “caso Guidi”.

“Le dimissioni sono irrilevanti rispetto al conflitto”, perché “lei e la famiglia restano proprietari di un’azienda che ha molte commesse dalla pubblica amministrazione”, ha argomentato Fassina che non è andato troppo per il sottile: “E’ inadeguata in un governo a guida Pd” e in particolare “non era necessario chiedere alla Guidi per chi vota, visto che da mesi compare sui giornali come uno dei volti nuovi che Silvio Berlusconi avrebbe voluto in Fi”. La querelle politica è servita: “Il governo ha voluto dare un messaggio chiaro a Berlusconi scegliendo questa persona per un ministero che ha competenza anche sulle telecomunicazioni”.

Giochi di Palazzo o meno, la Guidi non si può certo definire un nome che mette d’accordo tutti. Il neo ministro ha immediatamente precisato che “la Ducati Energia ha in Italia solo il 20 per cento del fatturato e che partecipa ad appalti privati e pubblici in tutto il mondo dove esporta in 140 Paesi”. Sarà sicuramente così, ma qualche problemino lo potrebbe anche avere perché l’azienda dei Guidi opera in tutti i settori controllati dal ministero dello Sviluppo: energia elettrica, eolico, meccanica di precisione, elettronica. Fornisce i suoi prodotti ai grandi gruppi pubblici, attraverso il ministero del Tesoro: Enel, Poste, Ferrovie dello Stato. La questione delle frequenze tv, che interessa anche a Mediaset, e di rimando il rapporto con Berlusconi.

Il Consiglio dei ministri, intanto, dovrà decidere sulla sua delega alle Comunicazioni. Il terreno è scivoloso e creare polemiche ancora prima di mettersi al lavoro, non è certo un bel segnale. Tra l’altro, la Ducati Energia è un’azienda che ha molto delocalizzato. Adesso il ministro dovrà, invece, chiedere agli imprenditori di restare in Italia. “Io ho sempre parlato di multilocalizzazione e non di delocalizzazione”, ha precisato la Guidi in un’intervista a La Repubblica. “Se non l’avessimo fatto non saremmo riusciti a difendere l’occupazione”. Contraddizioni, magari solo apparenti, ma difficilmente superabili senza qualche chiarimento. Anche perché Silvio Berlusconi dopo la nomina ha chiamato il ministro Guidi: “Sì, ma come tanti altri, per dirmi in bocca al lupo”, ha fatto sapere lei. Ne avrà certamente bisogno.

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