Rassegna stampa estera

Nonostante le prime pagine dei giornali stranieri siano piene di notizie sull’ultima sentenza Knox-Sollecito, non ci occuperemo di questo caso di “cronaca” che stempera un po’ tutte le altre notizie che riguardano la politica. Sotto i riflettori della stampa internazionale troviamo i vergognosi comportamenti tenuti in Parlamento, l’impeachment richiesto dal M5S nei confronti del nostro Presidente, l’atto di forza che la Presidente della Camera ha dovuto fare per sbloccare uno sterile ostruzionismo portato avanti da parlamentari forse poco abituati al confronto e alla dialettica, il caso Fiat (sicuramente una partita a poker per un futuro tutto da giocare; ma Marchionne non è stato spesso definito un “abile giocatore di Poker”?) e ancora Renzi e Berlusconi in un interessante analisi di Tony Barber su Financial Time.

John Hooper, corrispondente da Roma per il Guardian nel suo articolo del 31 Gennaio, Italian parliament erupts amid vote on central bank capital, e scrive: “Ci sono state scene caotiche, con punte di violenza nel Parlamento italiano, dopo che il Presidente della Camera ha fatto un uso senza precedenti dei suoi poteri per dare un taglio all’ostruzionismo dei deputati del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Nella tarda serata di mercoledì, i parlamentari del M5S hanno preso d’assalto i banchi del Governo (…) dopo che Laura Boldrini, ha tagliato corto il dibattito e ordinato una votazione su di una misura controversa e complessa per far quadrare i conti pubblici dell’Italia (…) E’ la prima volta dalla nascita della Repubblica italiana dopo la seconda guerra mondiale che da un altoparlante si è messo in pratica il potere di interrompere un dibattito in questo modo.” (…) (J.Hooper,  The Guardian, 31 Gennaio 2014)

Anche sul Global Times riprendono la notizia dei tafferugli alla Camera, ma insistono sul blocco delle uscite della Commissione affari costituzionali che dovrebbe approvare il disegno della nuova legge elettorale e sull’occupazione dell’area dove lavoravano i membri della Commissione giustizia. Ma la notizia chiave dell’articolo è la richiesta di impeachment per il Presidente Napolitano. “Il Movimento anti-sistema ,M5S, il più grande gruppo di opposizione al Parlamento italiano, ha fatto giovedì una petizione formale per l’impeachment del presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano. Il M5S accusa Napolitano di “attaccare la Costituzione”, secondo una dichiarazione pubblicata sul sito web del Movimento basato su internet. Napolitano avrebbe fallito nel suo ruolo di essere un arbitro indipendente della politica italiana.” (…) (Xinshua per Global Times, Anti-establishment party accuses Italian president of ‘attacking Consitution’, 31 Gennaio 2014)

Anche il Tedesco Handelsblatt  scrive “Il movimento populista italiano ‘cinque stelle’ (M5S) mira a mettere sotto accusa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lancia su Napolitano l’accusa di ‘attacco alla Costituzione’ e di abuso di potere (…) A causa della maggioranza parlamentare, la domanda non avrà praticamente nessuna possibilità di essere ammessa (…) (Handelsbaltt, Populisten wollen Napolitano des amtes entheben, 30 Gennaio 2014)

Gherard Mmelter descrive, sull’austriaco der Standard, come Parlamento italiano sia sembrato un “manicomio”  mercoledì notte. “Appena il Presidente della Camera ha forzato la mano, in base ad precisa procedura, su di un voto sulla rivalutazione del capitale della Banca d’Italia, vi sono state proteste rabbiose del M5S e una situazione di conflitto tangibile (…) Giovedì il Movimento di Beppe Grillo ha ufficialmente presentato la domanda di impeachment per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che un deputato dei 5 Stelle aveva definito ‘boia che vuole decapitare l’opposizione’ (…) Napolitano ha ricevuto il sostegno del giurista Stefano Rodotà che aveva negli ultimi tempi dimostrato simpatie per Grillo e i suo 5 Stelle (…) ‘Non si può essere d’accordo con Napolitano, ma lui merita rispetto per l’incarico che ricopre’, ha detto Rodotà.” (…)  (G.Mumelter, Grillo Partei will Amtsenthebung con President Napolitano, der Satndard, 30 Gennaio 2014)

Italie: Ciao, Fiat! Titola Dominique Dunglas. “la casa automobilistica italiana trasferisce la sua sede sociale, il suo domicilio fiscale e la sua quotazione in Borsa fuori dalla Penisola: Fiat parla ancora italiano? (…) Il gruppo, che possiede 1063 fabbriche che impiegano 223 mila persone in 61 Paesi, cessa di essere italiano per diventare globale (…) Rimane il fatto che l’internazionalizzazione di un gruppo che ha dato e ha ricevuto molto dall’Italia – la politica industriale transalpina è stata a lungo dettata da Torino – è uno choc per la Penisola (…) Il Presidente John Elkann promette un nuovo capitolo nella storia della società. Ma quale capitolo? (…) Si evocano nuove alleanze, forse con la Francia. Dove da predatore FCA potrebbe diventare preda ed essere ricomprata da un concorrente arrivato da Oriente. L’identità italiana del marchio diventerebbe allora un lontano ricordo.” (…) (D. Dunglas, Le Point, 30 Gennaio 2014)

Tony Barber scrive sul Financial Time del 26 Gennaio: “ Fuori dall’Italia c’è un comprensibile entusiasmo per le proposte di riforma costituzionale ed elettorale di Matteo Renzi, leader del Partito Democratico di centro-sinistra. L’Italia sbloccata – finalmente! All’interno del Paese, vi è più cautela e scetticismo. Ciò è il riflesso dell’esperienza degli italiani che hanno già intrapreso tali strade in passato senza essere ricompensati con un Governo migliore e una migliore classe di dirigenti politici (…) Lascio per un’altra volta la questione se Berlusconi abbia messo o no il suo nome a queste proposte semplicemente come un modo per seminare ancora più divisioni tra i politici di centro-sinistra. Per il momento, è sufficiente dire che probabilmente vale la pena provare ad attuare idee di Renzi-Berlusconi  – che però non sono una panacea per i mali dell’Italia.” (T. Barber, Why the Renzi-Barlusconi deal is no panacea for Italy, Financial Time, 26 Gennaio 2014)

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