Nasce “Popolari per l’Italia”

Roma – Si è svolta a Palazzo Santa Chiara la Conferenza stampa di presentazione di “Popolari per l’Italia”, la nuova formazione politica presieduta dal Ministro Mario Mauro che intende costituire una casa comune per il Popolarismo italiano. Tra gli altri esponenti della politica nazionale ed europea, erano presenti il Sottosegretario Mario Giro, il sen. Aldo Di Biagio e gli europarlamentari del PPE Potito Salatto e Giuseppe Gargani. Al tavolo di presidenza, insieme a Mario Mauro, il sen. Andrea Olivero, l’on. Mario Marazziti, la sen. Angela D’Onghia e l’on. Fucsia Nissoli,

Il sen. Andrea Olivero, nell’intervento introduttivo, ha ricordato come in questo Palazzo Santa Chiara dove si è svolta la Conferenza stampa, nel gennaio del 1919 fu fondato da Don Luigi Sturzo il Partito Popolare Italiano lanciando l’Appello “Ai liberi ed ai forti”. Anche da questa coincidenza ci si augura che i Popolari per l’Italia possano attingere la giusta energia e l’entusiasmo per conferire di nuovo centralità agli elettori e fiducia agli attori economici. La nuova formazione politica intende intensificare il dialogo e coinvolgere nel proprio progetto associazioni, movimenti, realtà del volontariato e della società. A breve si svolgerà l’Assemblea costituente dei Popolari per l’Italia e verrà definito l’organigramma delle responsabilità con particolare attenzione alle realtà del territorio ed è intenzione dei Popolari assicurare una significativa presenza alle elezioni europee ed amministrative del maggio prossimo

Per l’on. Olivero le sfide cruciali sono rappresentate da precise regole di trasparenza e rigore morale nella vita e nella politica, lontano dal consenso a tutti i costi. Tra gli elementi che caratterizzeranno nell’immediato l’azione politica dei “Popolari per l’Italia”, la presentazione di emendamenti alla legge elettorale per l’introduzione delle preferenze, un deciso impegno contro la partitocrazia, il populismo ed il bipolarismo; ma anche la riforma del titolo 5 della Costituzione, la netta opposizione alla concorrenzialità tra Stato e Regioni e al centralismo, anche attraverso la cura della conoscenza del territorio.

Nel suo intervento, l’on. Mario Marazziti ha sottolineato l’esigenza di dare rappresentanza a chi non ce l’ha, ponendo concreto rimedio al declino dei più deboli. In una società che non si riconosce né nel polo di destra, né in quello di sinistra, questo impegno per costruire una nuova aggregazione politica è passato anche attraverso l’esperienza di Scelta Civica con l’esigenza di un riformismo equilibrato che conferisca di nuovo agli elettori la scelta dei propri candidati alla gestione della cosa pubblica.

I Popolari per l’Italia acquisiscono un nome antico e prestigioso perché la politica non sia fatta solo di sondaggi, la politica ha bisogno di visioni culturali e ideali, non di scelte limitate al presente. I Popolari, fedeli alle loro tradizioni, devono contribuire a nuove politiche sociali, detassando le famiglie e valorizzando la piccola e media impresa.

La sen. Fucsia Nissoli ha portato il contributo appassionato e prezioso degli eletti all’estero, della cultura qualificata nel mondo quale volano di sviluppo dello Stile italiano all’estero al di là degli stereotipi diffusi oltre confine.

La sen. Angela D’Onghia, imprenditrice sensibile alle problematiche dell’occupazione, non e’ d’accordo con le fibrillazioni al potere ma, invece, fautrice di una politica del fare, di una politica che si occupi e che risolva cose concrete. Occorre elaborare una nuova politica industriale, ritrovare coraggio per riformare il Paese, recuperare le menti più brillanti per non lasciar andare i giovani fuori dall’Italia ed essere aperti a tutte le energie migliori. I Popolari danno sostegno al governo e sollecitazione al cambio di passo sui problemi dei cittadini, lontano dalla demagogia del riformismo.

Il Ministro Mario Mauro: cosa vuol dire essere Popolari? Significa fare battaglie per la libertà, per migliorare, in particolare, la libertà di educazione e quella d’impresa. Se il popolo percepisce la fine delle prospettive di sviluppo e della speranza di migliorare, il presente rischia di minare il sistema democratico. Il peggiore dei regimi è quel sistema dove non si riesce ad elaborare decisioni, a non varare riforme necessarie perché la politica è paralizzata.

Come Popolari dobbiamo distinguerci – ha proseguito il Ministro Mauro – per fornire ai giovani buone ragioni per rischiare nell’impresa e per intraprendere un nuovo sviluppo fondato sul lavoro. Occorre creare spazi di dialogo con il tessuto associativo, vera ossatura del paese. La Proposta dei Popolari è indirizzata a tutti i partiti, ma senza logiche personalistiche. Non per nulla, l’esperienza popolare italiana può essere un faro per tutta l’Europa; quell’Europa che è strumento di pace e di sviluppo per i popoli.

Nel suo intervento, l’europarlamentare del PPE Potito Salatto si è detto onorato di offrire il proprio contributo al varo della nave Popolare che prende il via con questa iniziativa. Il Partito Popolare Europeo ha particolarmente bisogno di un partito italiano che possa svolgere il fondamentale ruolo di migliorare l’Europa di oggi, nella tradizione di un Padre dell’Unione europea quale seppe essere Alcide De Gasperi. Due gli obiettivi principali: è necessario contare come italiani ancora di più nel PPE (e quindi nel Parlamento Europeo) e realizzare una riforma elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti nel Parlamento. Lo slogan per battere chi vuole le liste bloccate dovrà essere “non votare chi non vuole il tuo voto”.

Rispondendo alla domanda di un giornalista sul sistema elettorale, il ministro Mario Mauro ha affermato che sinora l’elettorato si è disabituato alle preferenze solo alle elezioni politiche. Infatti, si vota con la preferenza per comuni, regionali ed europee. La democrazia si manifesta con il voto e la partecipazione; è così che si seleziona della classe dirigente di un Paese.

Alla domanda del nostro giornale se vi sia un dialogo in corso con l’UDC e se è previsto anche con il Nuovo Centro Destra di Alfano, il Ministro Mauro ha dichiarato che l’UDC (che comunque fa già parte dei Gruppi “Per l’Italia” di Camera e Senato) avrà modo di approfondire lo sviluppo di questo dialogo nel suo Congresso convocato il prossimo 21 febbraio. Anche con il Nuovo Centro Destra si sono stabiliti positivi rapporti di dialogo e di confronto, chiarendo che i Popolari per l’Italia non attueranno mai una politica populista, che è agli antipodi di quella tradizione popolarista dalla quale oggi il sistema Italia può trarre benefici in termini di partecipazione e di democrazia reale.

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