Rassegna stampa estera

Molta  economia legata alla politica questa settimana sulla stampa estera. Preoccupano le notizie sull’innalzamento della disoccupazione che, come abbiamo tutti letto sui nostri quotidiani, o sentito dai telegiornali, ha raggiunto un livello senza precedenti dal 1977. Onnipresente anche Matteo Renzi, ‘fenomeno’ politico allo studio di molti per la sua incredibile capacità di ‘dettar legge’ pur non essendo (ancora) membro del Governo. Ci sono poi le brutte storie di corruzione legate alla ricostruzione dell’Aquila riprese da tutti i media. Ci ha colpito anche un articolo scritto da Anne Le Nir per La Croix nel quale si racconta come, nel centenario della Grande Guerra, pochi in Italia siano coinvolti da un passato che fa parte della nostra memoria collettiva, un passato che fa parte del nostro patrimonio culturale e identitario.

Numerosi i flash apparsi sui più importanti quotidiani o media internazionali  sui dati inquietanti riguardanti i tassi di disoccupazione. Da Le Figaro (Italie: Chomaghe au plus haut depuis 1977) a Liberation (Italie ouvelle poussée du chmage en Novembre), da The Voice of Russia (Jobless rate hits new record in Italy – Istat)  al Wall Street Journal (Italy’s Unemployment Rate Hits New Hig of 12,7% in November). Tutti  sottolineano come il timido miglioramento dell’economia, percepito negli ultimo tempi, non abbia avuto nessun effetto sul mercato del lavoro. I numeri parlano chiaro: le sfide per il Primo Ministro, nonostante la luce intravista alla fine del tunnel della recessione,  sono belle impegnative. Scrive Christopher Emsden sul WSJ: “il Partito Democratico, la componente più importante della coalizione del Governo Letta, prevede di svelare a breve un ‘Job Act’ entro la fine della settimana, sebbene sia ancora in corso il dibattito su quali siano le ragioni principali dei problemi del mercato del lavoro italiano. Leggi sull’occupazione troppo rigide o inadeguata richiesta complessiva”.

Collegato al problema della disoccupazione l’articolo di Michele Azzu pubblicato da The Guardian lo scorso 6 Gennaio. Azzu ha creato nel 2010, con  un altro giovane giornalista (all’epoca praticante a El Mundo), un blog chiamato”L’isola dei cassaintegrati”. Il tutto è nato con l’occupazione dei cassaintegrati sardi del carcere dell’Asinara, come segno di protesta verso le nostre istituzioni e come grido di allarme sulla loro situazione. Per quanto riguarda la storia dell’Asinara basta andare sul sito del blog, oggi diventato il ‘Tazebao’ dei lavoratori in Italia. Quello che sottolinea il giornalista nel suo pezzo è che “i politici affermano che l’Italia sia sulla strada della ripresa (…) Nel suo discorso di Capodanno, il Presidente italiano, Giorgio Napolitano, ha riconosciuto la crisi della disoccupazione, ed ha letto delle lettere di persone che vivono questa tragedia. Eppure, a quanto pare gli altri membri del Governo italiano la pensano diversamente.” (…) Accuse pesanti, ma come non porsi domande davanti ai numeri pubblicati ieri dall’Istat? Azzu, attraverso il suo articolo e il suo blog accusa non solo i giornali e i politici di scarsa ‘partecipazione’, ma accusa anche i sindacati. Forse un esempio ‘estremo’ questo, ma  è anche un segno tangibile dell’estremo malessere che colpisce una parte di italiani sempre numericamente più importante, dato questo che può avere importanti conseguenze. (How a reality TV parody tells the story of Italy’s jobless, The Guardian, 6 gennaio 2014)

Più ‘tecnico’ Pierre de Gasquet su Les Echos,  dove parla di come “Enrico Letta voglia negoziare un nuovo patto di coalizione basato sulla riduzione delle spese e il calo delle imposte”. Spiega de Gasquet che “il rimodellamento della coalizione di Governo si annuncia delicata nella Penisola. All’indomani delle dimissioni del vice Ministro dell’Economia, Stefano Fassina, che ha gettato la spugna questo weekend, accusando il nuovo leader della sinistra Matteo Renzi, di ‘sabotare’ il lavoro del Governo, Enrico Letta ha dato ieri il via ai negoziati per un nuovo patto di coalizione per il 2014 (…) Il dibattito sulla sterzata ‘anti austerità’ fiscale arriva all’indomani della frase di Matteo Renzi sulla possibilità che l’Italia possa ‘superare il tetto del deficit, in caso di forte leadership, anche se si dovrà lottare per cambiare le regole’.” (…) (Rome veut tailler dans les depenses publiques, Les Echos, 8 Gennaio 2014)

Anche James Mackenzie su Reuters  torna sulle dimissioni di Fassina e sulle sue ‘accuse’ a Renzi “di voler minare il Governo alimentando le tensioni al suo interno”. In effetti le tensioni, che sono una realtà, potrebbero rendere più difficile il compito di Letta che sta lavorando ad un nuovo patto di coalizione da presentare nelle prossime settimane. “Le dimissioni di Fassina, che rappresenta una significativa fetta di opinione nel PD, e il suo conseguente criticismo su Renzi hanno messo a nudo le tensioni tra fazioni preannunciate all’indomani della vittoria del trentottenne sindaco di Firenze come Segretario del PD (…) Sebbene Renzi non sia nel Governo, ha promesso la revisione della criticata legge elettorale e un nuovo ‘Job Act’” (…) (Italian junior minister says Renzi undermines government, Reuters, 7 gennaio 2014). Due leader non possono coesistere. In effetti questa strana ‘alleanza’ tra leader  (Renzi e Letta) sembra portare ad un punto che va al di là delle riforme e dei tagli: dare la possibilità a Renzi di diventare un  play-maker  ufficiale della politica Italiana.

Per quanto riguarda l’Aquila, una mesta serie di titoli pieni di parole come “sospetti”, “corruzione”, “frode”, “arresti” sono apparsi in televisioni come ABCNews o BBC, e giornali come il Washington Post.  Già due mesi fa, come ricorda BBC, “un ispettore del Parlamento Europeo aveva espresso la sua preoccupazione davanti ai rapporti che denunciavano che soldi  spesi nella costruzione di case all’Aquila erano andati a ditte legate alla Mafia (…) Sondergaard aveva anche criticato la pericolosità e l’insalubrità di alcune nuove abitazioni costruite in città”. (…) (Fraud swoop in Italy’s L’Aquila earthquake zone, BBCNews, 8 Gennaio 2014)

Una riflessione nata dall’articolo di Anne Le Nir L’Italie tente de raviver la mémoire collective del 14-18. Il nostro passato, la nostra Storia è fondamentale per costruire il nostro futuro. Come dice Paolo Peruffo, membro del Comitato interministeriale per il centenario della prima Guerra Mondiale, citato nell’articolo della giornalista francese, “dobbiamo recuperare la memoria storica, promuovere la Pace, sensibilizzare i giovani attraverso attività pedagogiche. Capire ciò che è successo è essenziale nella costruzione dell’identità europea”. (…) (La Croix, 8 Gennaio 2014)

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