Rassegna stampa estera

Due eventi hanno caratterizzato questa settimana e fatto il giro del Mondo: la nomina di Renzi a Segretario del Partito Democratico e la fiducia accordata al Primo Ministro da parte del Parlamento. A margine di questi due eventi (ma poi neanche tanto in margine), hanno fatto abbastanza rumore anche la protesta dei Forconi, segno preoccupante di grande malessere sociale, e l’intervista rilasciata dall’ex Premier Silvio Berlusconi all’emittente francese Europe 1.

Di Renzi hanno parlato tutte le più grandi teste della Stampa internazionale, tutte notizie ampiamente riportate dai nostri media. Uno dei più eloquenti è l’articolo scritto da Bill Emmott sul Financial Times del 9 Dicembre dal titolo molto eloquente: Let us hope Renzi will become an Italian Blair. Afferma il giornalista che “l’Europa ha bisogno di politici che usano un linguaggio impregnato di speranza e di liberalismo”. La parola che riassume meglio le motivazioni della vittoria di Renzi è, per Emmott, la stessa che ha caratterizzato la vittoria di Blair nel 1997: “nuovo”. Questa sensazione di novità la danno anche Valerie Dupont che titola il suo pezzo Le pouvoir change de visage (La Libre 9 Dicembre 2013). Scrive la giornalista che “da due anni Matteo Renzi ha metodicamente costruito il suo personaggio basandosi sul rinnovamento: cambiare i dirigenti, le istituzioni e imporre le riforme necessarie all’Italia (…) Con l’elezione di Matteo Renzi, emerge una nuova classe politica, a sinistra come a destra.” Valerie Dupont riprende le parole scritte da Curzio Maltese su repubblica di Domenica scorsa con le quali affondava la “vecchia nomenclatura di sinistra sclerotizzata e che “bloccava il cambio generazionale che nel resto d’Europa avveniva con naturalezza”, commentando con un secco “L’Italia si sta forze semplicemente normalizzando!”  Meno entusiasta e forse più realista Holly Ellyatt della CNBC. La sua analisi parla del “Renzi Factor, ultimo elemento di rischio per la stabilità dell’Italia.” Per la Ellyatt “L’ultimo astro nascente della politica italiana è lo sfacciato sindaco di Firenze, che lo scorso fine settimana è diventato il capo del Partito più potente del Paese e l’ultimo mal di testa per il Primo Ministro Enrico Letta. Matteo Renzi ha guadagnato potere e influenza sul futuro della fragile coalizione di Governo nel momento in cui è stato eletto leader del Partito di centro-sinistra al quale appartiene anche Letta.” Se da una parte è vero che avevamo bisogno di una ventata di novità che smuovesse un mondo politico a dir poco polveroso, dall’altra è anche vero che le sfide che deve affrontare Renzi e la nuova classe dirigente che va delineandosi sono urgenti e necessarie, tutte. Gli ostacoli da superare tantissimi.

Altro “giovane” protagonista della settimana politica è Enrico Letta. Anche lui fa parte di quella che i media del Mondo intero chiamano la “nuova classe dirigente” dalla quale ci si aspetta tanto. La prima sfida Letta l’ha vinta con l’ottenimento della fiducia in Parlamento. Ma è ora che il gioco si fa duro e si fa duro anche e ancora per il ‘peso’ di Renzi, che offusca i ‘successi’ di chiunque gli stia intorno. Pierre de Gasquet su Les Echos del 12 Dicembre sottolinea nel titolo del suo articolo come questa vittoria sia stata ottenuta “su di uno sfondo di febbre sociale” (Letta obtient la confiance sur le fond de fièvre sociale, Les Echos, 12 Dicembre 2013). Scrive il giornalista francese: “l’Italia rimane una ‘società fragile’, ma i segni di ripresa sono tangibili. Questo è il cuore del messaggio del Presidente del Consiglio, Enrico Letta che ha ottenuto ieri la fiducia del Parlamento, per la terza volta in sette mesi di governo, per quanto riguarda la stabilizzazione dell’economia. Confortato dall’uscita (probabile) della recessione nel quarto trimestre  dopo 8 trimestri di calo, essendosi il PIL stabilizzato sullo zero nel terzo trimestre secondo la seconda stima dell’Istat pubblicata martedì scorso – Enrico Letta si è impegnato ad accelerare le riforme istituzionali accedendo all’essenziale delle richieste del nuovo ‘campione’ della sinistra, Matteo Renzi. Ma il clima sociale rimane teso con la crescita del Movimento di protesta dei Forconi in diverse città della Penisola.” Letta, come ricorda tra gli altri Le Nouvel Observateur, “promette di salvare l’Italia affinché non ripiombi nella crisi ed ha stigmatizzato il populismo anti europeista sia nel suo Paese che in Europa (…) Letta ha voluto chiedere la fiducia per rafforzare la sua maggioranza e mostrare la ‘discontinuità’ e per imprimere un prima e un dopo in seguito alla defezione del Cavaliere (…) Ha anche promesso tagli nei costi della politica con l’abbassamento drastico del numero dei parlamentari, richiesto con forza dal nuovo Segretario del PD, l’ambizioso sindaco di Firenze Matteo Renzi.” (AFP per Le Nouvel Observateur, 12 Dicembre 2013). Letta è ottimista, Renzi carico a mille, Alfano è (almeno per ora) entusiasticamente  della partita. Si dovrebbe ripartire alla grande ma, come fa notare Lorenzo Totaro “il Primo Ministro Enrico Letta ha superato la fiducia posta in Parlamento sul suo nuovo programma di Governo, anche se il portavoce economico del suo stesso Partito ha detto che l’obbiettivo di crescita al 2% posto per il 2015 è fin troppo ottimistico” , mettendo in discussione, da subito, gli obbiettivi preposti, giudicati “ambiziosi”. (Letta Survives Vote as own Party Questions His Growth Tragets, Bloomberg, 11 Dicembre 2013) Ma non si dice che “l’audacia è la virtù dei forti”?

Chi di audacia ne ha usata fin troppa è Berlusconi che, assolutamente incapace di stare lontano dai riflettori, ha rilasciato un’intervista al vetriolo come invitato d’eccezione di Jean Pierre Elkabbach, giovedì mattina su Europe 1, primo media al quale ha concesso un’intervista dalla sua decadenza da senatore lo scorso 27 Novembre. “L’ex Presidente del Consiglio italiano ha esplicitamente detto che non aveva nessuna intenzione di lasciare la scena politica del suo Paese. Ma, quello che viene soprannominato il Cavaliere è oggi ineleggibile a vita in Italia. Sarà dunque al momento delle elezioni europee il prossimo 24 Maggio che potrebbe trovare una nuova ripartenza.” Le ultime parole dell’intervista? “Se mi mettono in prigione in Italia ci sarà una rivoluzione!”

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