Politici in TV

Settimana politica in TV tutta incentrata sul voto di decadenza  di Silvio Berlusconi. Forza Italia si è spostata all’opposizione, come spiega nei dettagli la puntata di Ballarò del 26 novembre: la dichiarazione è stata fatta in conferenza stampa dai capigruppo azzurri contestualmente all’ annuncio del voto contrario alla Legge di stabilità. Giovanni Floris ha presentato un cartello in cui si parla delle prospettive immediate del dopo-decadenza da senatore del Cavaliere: non essendoci più il godimento dell’immunità da senatore, Berlusconi, già condannato in ultimo grado e implicato in altri processi (Ruby 1 e 2, per la compravendita di senatori e per il processo Escort-Tarantini) rischierebbe il carcere.

Berlusconi, da parte sua, non sembra per nulla intimorito, passando all’opposizione del governo Letta: nel servizio si riportano le sue dichiarazioni durante l’incontro con i fedelissimi di Forza Italia il giorno della scissione da Alfano: “I signori della sinistra sappiano che questo soggetto non ha paura, che non ha niente da farsi perdonare – dice Berlusconi – che è completamente innocente e che è considerato come una bandiera dal suo popolo, il popolo degli italiani che amano la libertà”. La domanda che si pone la trasmissione è: se  il cavaliere decade ha paura che l’arrestano?

Gli ospiti in studio dicono la loro. Renata Polverini (Forza Italia): “Abbiamo posto le condizioni di chiarezza: anche Napolitano, come noi, ha chiesto la pacificazione nazionale, un governo che doveva compiere quelle riforme che nessuna maggioranza aveva realizzato, inoltre eravamo d’accordo per una svolta economica. Oggi abbiamo deciso di passare all’opposizione perché nulla di tutto ciò si è realizzato”.

Debora Serracchiani (pres. Regione Friuli Venezia Giulia, PD): “Si possono ricostruire i fatti in tanti modi. Il primo firmatario della Legge Severino è stato Alfano, tutto il centrodestra disse che era un ottimo passo avanti.  C’è una sentenza che è diventata definitiva dopo 3 gradi di giudizio, c’è una commissione che, semplicemente, sta applicando la legge. Sono passati 4 mesi, non mi pare che ci sia stata un’accelerazione sul voto di decadenza”. Casini (UDC):. “Io ho contrastato Berlusconi  quando era al top del consenso, non nell’anticamera com’è oggi, per cui non accetto lezioni da nessuno, la gente forte va contrastata quando è forte; se tutto il contesto mira  a dire che 20 anni d’Italia sono stati una storia criminale questo è offensivo per milioni di elettori e per chi ha contrastato Berlusconi in tempi non sospetti. Voto per la decadenza ma mi pongo alcune domande: i costituzionalisti hanno detto che forse, a garanzia di un procedimento che deve essere trasparente, non è male se si chiede parere alla Corte Costituzionale sulla retroattività delle Legge Severino. Così, ugualmente, sono contrario al voto palese”.

Altro tema uscito in TV è stato quello delle spese dei consigli regionali. Secondo il TGCOM24 “il governatore del Piemonte, Roberto Cota, preferisce il fast food ai ristoranti stellati. Lo si scopre dai suoi rimborsi: 25mila 400 euro per spese personali che, a detta degli inquirenti, non sono legate alla sua attività politica. Cota, accusato di peculato, è chiamato a fare chiarezza su 592 scontrini: dai 233 euro per le bistecche ai pochi euro per hamburger e patatine”. Le colpe? “Non sono stato io. E’ colpa della mia segretaria (Michela Carossa, figlia di un consigliere regionale della Lega Nord, ndr)”, prova a difendersi Cota. “E’ lei che deve controllare gli scontrini delle spese confrontandoli con gli impegni segnati sulla mia agenda. E’ lei che deve spuntare quelli che non c’entrano nulla”.

Porta a Porta del 21 novembre, invece, ha parlato delle spese per la ricerca universitaria italiana nella puntata intitolata “Che futuro per l’Italia?”. Il ministro Maria Chiara Carrozza si è confrontata, principalmente, con il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. “La ricerca è un investimento e non una spesa – dice il ministro – ma nel mondo in cui viviamo oggi la ricerca è considerata una spesa. Quando sono diventata ministro mi hanno detto  che i ministeri sanità, cultura e scuola erano di spesa. La legge di Stabilità dà 150 milioni di euro in più per l’Università e, per la prima volta, nel 2014 prevede una crescita. Il budget totale è molto basso, di 6 miliardi di euro compreso il personale, che occupa l’80-90% della spesa”. Il presidente di Confindustria Squinzi si è detto del tutto insoddisfatto per i soldi investiti sulla ricerca chiarendo che “lo sviluppo può esserci solo basandosi su tutt’altre cifre per investimenti in questa materia”.

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