Assolutamente no Marina B., forse

“Per la politica ho grande rispetto, ma amo moltissimo il mio lavoro e le aziende nelle quali sono impegnata da ormai vent’anni. Questo è il mio passato e il mio presente, e questo sarà anche il mio futuro. Vi prego di prenderne atto”. Marina Berlusconi risponde così alle voci, a dire il vero sempre più insistenti, che la vorrebbero alla guida della nuova Forza Italia, come successore del padre, Silvio Berlusconi. Lei smentisce puntualmente ogni articolo di giornale, ogni ipotesi, qualsivoglia illazione che l’accosti alla politica. Prima della discesa in campo, segnata dal video “L’Italia è il paese che amo” del 26 gennaio 1994, il Cavaliere diceva: “Non c’è nessun partito di Berlusconi”.

A dare manforte alla tesi della sorella, ci si mette anche Barbara Berlusconi: “Né io né Marina scenderemo in campo”. Un sì e un no. O, meglio, un forse. Perché in politica mai dire mai, sarebbe da sprovveduti fidarsi solo delle dichiarazioni di facciata, quelle ufficiali che, spesso, vengono poi puntualmente smentite. Il futuro del centrodestra è ancora un rebus. C’è da capire se il PdL lascerà il passo al ritorno di Forza Italia – a proposito, il Consiglio nazionale potrebbe essere anticipato di un paio di settimane rispetto all’8 dicembre e addio concomitanza con le primarie del Pd – ma soprattutto chi guiderà la nuova formazione politica e chi resterà. Qualcuno, probabilmente, se ne andrà. Lo scontro tra falchi e colombe continua, anche se tutti nelle ultime ore cercano di abbassare i toni. In realtà ognuno continua a lavorare: chi per ricucire, altri per rompere definitivamente. Magari sperando nelle urne a gennaio.

Tornando a Marina Berlusconi, la figlia dell’ex premier è stata molto chiara: “Di fronte alle ennesime voci e a ricostruzioni giornalistiche totalmente lontane da ogni pur minimo collegamento con la realtà, ancora una volta – afferma la presidente di Finivest – mi vedo costretta a smentire, e nel modo più tassativo. Non ho mai avuto e non ho alcuna intenzione di impegnarmi in politica”. L’ipotesi, insomma, sembra assolutamente da escludere. Con tutte le cautele del caso. Molto dipenderà dalle decisioni del Consiglio nazionale. Nell’attesa della resa dei conti, il vicepremier e ministro degli Interni, Angelino Alfano rassicura: “I sottoscritti consiglieri nazionali si riconoscono nella leadership di Silvio Berlusconi, ovviamente a cominciare da me. Questo sarebbe il primo rigo di ogni documento che io dovessi sottoscrivere”. Il condizionale è d’obbligo.

©Futuro Europa®

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