Ripartire da Collemaggio

Procedono le fasi preliminari del restauro dell’aquilana Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Il progetto del 2012 Ripartire da Collemaggio è stato finalmente approvato e firmato da Eni, l’ente finanziatore. Si avvia così il recupero architettonico e urbanistico che restituirà la Basilica romanica alla comunità dell’Aquila, dopo il sisma del 6 aprile 2009.

Il transetto, con tanto di archi e volte sovrastanti, non ha retto al terremoto, ceduti 2 pilastroni portanti di epoca settecentesca a causa della debolezza delle sezioni murarie che presentavano una composizione troppo varia per resistere. Ulteriori gravi dissesti sono quelli relativi alle strutture portanti, ovvero i pilastri delle navate e le volte ogivali delle absidi. Traumi invece di entità relativi riguardano le murature perimetrali.

Solo grazie ai ponteggi previsti dal restauro in corso si sono salvati la facciata e l’ampio rosone frontale. Per un favore della sorte non è andata perduta la facciata marmorea dallo straordinario e raffinato equilibrio dicromatico, realizzata nel 1424 come ex-voto a Papa Celestino V (1209/1215-1296) per scongiurare il sacco e la distruzione per mano di Braccio da Montone (1368-1424).

È di dovere la fase di indagini tecniche, specialistiche e liturgico-funzionali, a cura di un comitato scientifico poliedrico capeggiato da Giovanni Carbonara, professore ordinario di Restauro Architettonico presso l’università di Roma La Sapienza. Tra conoscenza e cooperazione si punta alla fruibilità e alla messa in sicurezza (anche contro possibili scosse telluriche importanti), attraverso una soluzione di restauro strutturale efficace, che rispetti la sacralità e la storia e che non sia invasiva.

Eni ha così portato a termine le trattative e definitivamente accettato l’offerta dell’Amministrazione Comunale del capoluogo abruzzese. La cifra ammonta a ben 12 milioni di euro per la Basilica, a cui aggiungerne altri 2 per il Parco del Sole, antistante la chiesa.

Prima dei lavori della Basilica verranno operati quelli di riqualificazione relativi il Parco, allo scopo di riqualificare il prima possibile un luogo di aggregazione. Lo spazio verde verrà dotato dei vari sottoservizi previsti, di un planetario, di un bar caffetteria, di un ristorante e di un teatro all’aperto, il Teatro Verde. Degno di nota è il progetto del Teatro donato dalla scultrice statunitense ambientalista Beverly Pepper.

I lavori effettivi della Basilica partiranno solo nel 2014 e, secondo i tempi di consegna stabiliti, si concluderanno entro il 2016. Il piano preliminare è già stato redatto e in primavera sarà pronto quello esecutivo per dare il via alle gare d’appalto. Il progetto si presenta fattibile e innovativo e proprio l’intervento di Eni non dovrebbe permettere di andare fuori rotta.

Eni presta infatti tutte le sue competenze tecniche, di project management e gestionali. Quella che è stata dal sisma ad oggi la concattedrale e ha funzionato come cattedrale al posto del Duomo di San Massimo ha bisogno di essere risanata e tornare a essere la sede a tutti gli effetti della secolare Perdonanza Celestiana. Eni ha tutte le carte in regola per condurre l’operazione: dice di sé di essere adatta poiché sente l’«italianità», poiché è dotata della «capacità di dialogare con il territorio» e poiché è capace di «concretezza».

È stato elaborato un attento schema organizzativo, costituito da una rete di collaborazioni tra il pubblico e il privato. Un metodo strategico risponderà alle necessità e alle fonti di finanziamento. Il valore materiale combacerà con quello immateriale per appunto Ripartire da Collemaggio verso lo sviluppo in unica realtà culturale e sociale, almeno fino al prossimo terremoto da esorcizzare: difatti si riconosco 5 diversi edifici a matrioska, attestanti i sismi precedenti che hanno colpito la Basilica.

©Futuro Europa®

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