Tonelli (SAP): poliziotti con la “penna-cam”, trasparenza e garanzia per tutti

Laureato in Giurisprudenza e Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia-SAP, Ispettore di Polizia, molto amato nell’ambito della comunità in divisa per la sua attività, è certamente uno dei protagonisti più apprezzati del comparto sicurezza italiano. Stiamo parlando di Gianni Tonelli, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla proposta di introdurre, concluso il periodo di sperimentazione, la videoregistrazione delle attività delle Forze di Polizia.

Lei ha esposto questa idea di videoregistrare le attività degli agenti.

La nostra idea è di registrare completamente l’attività delle forze di polizia, di certificare ogni respiro, in modo da renderla più trasparente e garantita anche per l’operatore. In Italia l’anomalia nasce dal fatto che è avvenuta in maniera avveniristica in concomitanza con gli Stati Uniti, ma la cosa curiosa è che nasca proprio dalle forze di polizia. In genere queste richieste nascono dalle persone che vengono a contatto con gli organi di sicurezza. In questo caso invece nasce da noi direttamente.

Quindi a garanzia anche degli operatori?

Appunto, il fatto che con le telecamere installate nelle celle di sicurezza crollino del 100% gli episodi di auto-lesionismo, che poi verrebbero scaricati ovviamente sugli operatori ingiustamente ed indebitamente, è significativo.

Anche per gli episodi in strada dunque?

Non stiamo più a discutere su cosa è successo, eventualmente si potrebbe fare una valutazione su eccessi o possibili miglioramenti, ma non su cosa è successo. Avremmo fatti oggettivi da valutare, su una verità e decidere sul processo, non discutere se quell’evento si è sviluppato o meno.

Il dubbio che potrebbe venire è se l’operatore delle forze dell’ordine sa di essere filmato, questo potrebbe influire sulle sue azioni?

E’ chiaro che andrebbero adattate le norme, lasciando un margine di discrezionalità nell’applicazione perché anche una banale infrazione non potrebbe essere tralasciata se il buon senso lo richiedesse perché allo stato attuale si configurerebbe una omissione di atti d’ufficio. Nel momento in cui la dinamica degli eventi è registrata si eviterebbe il dubbio che la discrezionalità si “pelosa” o meno, nel senso che l’operatore potrebbe valutare l’infrazione a seconda delle condizioni.

Negli Stati Uniti è già in atto questa procedura registrata.

Poter prevenire gli eventuali problemi registrando quello che accade, a prescindere da chi ha ragione o torto, sarebbe molto importante.

La proposta è nata da voi come SAP?

Sì come SAP, dando questa penna-cam, che chiaramente non è uno strumento professionale, ma ha la possibilità di video-registrare. Poi da questo profilo abbiamo convinto il Dipartimento della P.S. del Ministero ad iniziare questa sperimentazione, la prima fase per i reparti mobili è terminata e quindi tutti i reparti mobili nel servizio di ordine pubblico ce l’avranno, l’appalto è già partito e li stanno acquistando. Poi partiranno le sperimentazioni sulle volanti nel servizio di controllo del territorio, e poi la cosa che vorremmo noi negli ambienti interni, è difficile negli uffici, ma almeno nelle celle di sicurezza, in quegli uffici dove transitano persone che magari vengono accompagnate perché hanno commesso un reato, per un controllo o perché sono sottoposte ad un fermo. Il tutto per fare un passo in avanti verso i cittadini, e credo che questo abbia tagliato le gambe al cosiddetto partito anti-polizia e degli allergici alle divise, perché di fronte a tale disponibilità si sentono disarmati, ma tutti lavoriamo per il progresso e per i cittadini e non c’è contrapposizione.

©Futuro Europa®

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