Banca europea per gli investimenti

Conosciuta anche con l’acronimo BEI (Banque Européenne d’Investissement in francese o in inglese European Investment Bank EIB), la Banca europea per gli investimenti è l’istituzione finanziaria dell’Unione europea. Creata nel 1958 dal Trattato di Roma, dal 1968 ha la sede in Lussemburgo e dal 2012, la sua governance si struttura su di un Consiglio d’amministrazione, che ha in carico l’applicazione della politica della BEI, composto da 28 membri designati dagli Stati membri e da uno designato dalla Commissione europea, questi è presieduto dal Presidente della Banca, dal 2012 il tedesco Werner Hoyer. il Consiglio d’amministrazione è responsabile per la conformità della gestione della BEI con gli obiettivi che le sono assegnati e approva le operazioni di acquisizione e concessione dei prestiti.

La BEI si finanzia attraverso l’acquisizione di prestiti sui mercati dei capitali, non usa quindi Fondi Europei, ma con la sua azione si affianca ai Fondi Strutturali Europei per contribuire al raggiungimento degli obiettivi politici della UE. La BEI è una istituzione che è allo stesso tempo  “banca” e “organo” dell’Unione europea, la sua mission è favorire l’integrazione europea, lo sviluppo equilibrato, la coesione economica e sociale, lo sviluppo di un’economia fondata sulle conoscenze e sull’innovazione. A differenza delle banche classiche, non dispone di risorse commerciali provenienti da depositi di risparmio o da conti correnti. Oggi in posizione di assoluta preminenza nella classifica mondiale degli emittenti non sovrani, la BEI beneficia sui mercati dei capitali del migliore rating di credito, la “tripla A”. Tale rating le consente di agire in condizioni fortemente competitive, i flussi finanziari necessari al sostegno degli investimenti.

Sono azionisti della BEI gli Stati membri dell’Unione europea (l’Italia oggi vi partecipa per il 16%), sebbene inserita nel sistema normativo comunitario (lo Statuto della Banca è oggetto di uno dei protocolli allegati al Trattato CEE) la BEI è dotata, rispetto alla UE, di autonoma personalità giuridica di diritto internazionale . La sua azione si attua tramite  la concessione di prestiti su progetti a medio-lungo termine a banche e intermediari finanziari che agiscono a livello nazionale. I suoi campi di azione si sviluppano su una definita serie di target, sviluppo economico delle regioni meno favorite; rafforzamento della competitività delle industrie europee e delle piccole e medie imprese (PMI); miglioramento e modernizzazione delle infrastrutture nei settori dell’educazione e della sanità; creazione e manutenzione di infrastrutture nell’ambito dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia; tutela dell’ambiente naturale e urbano.

Possono beneficiare dei prestiti BEI le Piccole e Medie Imprese (PMI) industriali, artigianali, cooperative, servizi, turistiche, commerciali, agricole, in tutto il territorio nazionale. I progetti finanziati devono avere le caratteristiche di sostenibilità sotto il profilo economico, finanziario, tecnico e ambientale. Sono finanziabili nuovi investimenti produttivi, destinati quindi ad aumentare la capacità produttiva, modernizzare impianti o attrezzature, miglioramenti delle prestazioni ambientali, progetti di ricerca e sviluppo; non sono ammissibili programmi puramente finanziari. Oltre alle PMI, a cui è data priorità,  possono accedere ai prestiti BEI anche le imprese Midcaps, ovvero le imprese autonome di dimensioni comprese tra 250 e 3000 dipendenti.

Al di fuori dei paesi dell’UE, la Banca contribuisce all’attuazione delle politiche comunitarie relative alla cooperazione in accordo ai termini ed alle norme contenuti nei diversi trattati ed accordi che legano l’Unione Europea a circa 130 paesi, sia dell’Europa centrale ed orientale che dell’area del Mediterraneo come anche in Africa, Asia, America Latina, nei Caraibi e dell’area del Pacifico. In quest’ambito la BEI è, insieme all’Unione Europea, membro fondatore della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).

Sono da poco stati approvati due nuovi strumenti che agiscono nell’ambito del progetto UE Life 2020, volto alla sostenibilità ambientale, il Private Finance for Energy Efficiency che prevede finanziamenti per un totale di 80 milioni di euro per il triennio 2014-2017 ed il Natural Capital Financing Facility con un budget fra i 100 e i 125 milioni di euro fino al 2017, i finanziamenti servono a sostenere progetti legati a infrastrutture verdi, conservazione ecosistemi, adattamento climatico e sono destinati in particolare a PMI, privati e Comuni, enti pubblici e privati, proprietari terrieri, che investono nell’efficienza energetica, infrastrutture verdi, conservazione ecosistemi, adattamento climatico.

©Futuro Europa®

Condividi
precedente

Italia delle Regioni

successivo

Governo, Popolari per l’Italia escono dalla maggioranza

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *