G20, restano le divisioni sulla Siria

Ieri, un’ intera giornata di febbrili consultazioni e di incontri trasversali non è bastata a far desistere Washington e Parigi dall’intervento militare in Siria. Ormai i margini sono ridottissimi.

La fotografia esatta dopo il primo giorno del G20 l’ha scattata Enrico Letta con un messaggio twitter a mezzanotte: “conclusa la sessione serale – ha scritto il premier – certificata la divisione sulla Siria”. Talvolta durante le cene di questi mega-vertici mondiali gli animi si stemperano un po’ e magari un bicchiere di vino pregiato può compiere miracoli diplomatici non riusciti agli sforzi delle cancellerie. Stavolta no. E pochi speravano che la cena offerta dal padrone di casa, Putin, non sarebbe stata indigesta per Francia e Stati Uniti: a tavola, infatti, c’era l’appello piuttosto pressante a fermare le armi franco-americane. Letta ha tirato fuori anche la lettera accorata del Papa con cui Francesco ha indetto la giornata di preghiera mondiale per domani. Niente da fare: Obama e Hollande non hanno mandato giù il boccone amaro del passo indietro e hanno confermato che Damasco merita una punizione esemplare.

A Washington, però, sono ancora molti i passi procedurali da compiere: oggi il leader della maggioranza deposita nell’aula del Senato il via libera all’intervento armato ratificato dalla Commissione Esteri del Senato stesso. Il voto dell’aula senatoriale potrebbe arrivare la settimana prossima. Ma anche la Commissione Esteri della Camera dovrà dare il suo parere e poi passare il testo all’aula della Camera. Insomma, mancano tre voti prima che i pulsanti militari siano premuti. E oggi c’è una nuova tornata di colloqui febbrili e consultazioni trasversali al G20 di San Pietroburgo.

[fonte rainews24.it]

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