Politica

Italia delle Regioni

Il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi è intervenuto agli Stati generali dei Borghi beneficiari del PNRR Cultura, evento promosso dal Ministero della Cultura, che ha riunito i rappresentanti delle istituzioni, degli enti territoriali e dei Comuni coinvolti nell’investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”.

“È stato applicato un metodo di governo che ritengo molto positivo, basato su un coinvolgimento reale delle comunità. Non progetti calati dall’alto, ma progetti elaborati dalle comunità con un coinvolgimento ampio: non solo guardando alla rappresentanza politica, ma aprendosi al mondo delle imprese, delle associazioni culturali e del Terzo settore”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani Anci e Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto mercoledì 16 settembre, agli Stati generali dei Borghi beneficiari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicato alla Cultura, tenutosi sino a venerdì 18 settembre negli studi di Cinecittà, a Roma.

Per Manfredi, il successo della misura è legato anche a “un’azione amministrativa veramente efficace, che può rappresentare un esempio per il futuro”, soprattutto nel sostegno ai piccoli Comuni e alle aree interne. “C’è stato uno straordinario sforzo dei sindaci – ha evidenziato – che spesso non sono soltanto i rappresentanti politici delle loro comunità, ma devono svolgere contemporaneamente funzioni amministrative, tecniche ed operative”.

Il presidente dell’Anci ha quindi sottolineato l’importanza della filiera istituzionale costruita nell’attuazione del PNRR: “C’è stato un rapporto, direi mai visto prima, tra amministrazioni locali, Regioni, livello centrale, Governo ed Europa. Una filiera istituzionale che ha messo al centro non l’appartenenza politica, ma il raggiungimento del risultato”. “Credo che questa sia la più grande eredità del PNRR, oltre alle opere: il metodo”, ha aggiunto Manfredi, evidenziando la necessità di “preservarlo, replicarlo e continuare a tenerlo in campo”. Un metodo che, secondo il presidente dell’Anci, deve vedere i Comuni protagonisti, con una particolare attenzione alla capacità di costruire strategie condivise tra territori.

“Non tanti piccoli Comuni, ma sistemi di piccoli Comuni in grado di affrontare le complessità che abbiamo davanti”, ha spiegato Manfredi, sottolineando inoltre che le strategie per le aree interne e quelle per le aree urbane “non devono essere due compartimenti stagni”, ma devono dialogare e integrarsi in una visione territoriale più ampia e sistemica.

In questa prospettiva, un ruolo centrale spetta alla valorizzazione delle filiere territoriali, a partire da quella turistica.  “Abbiamo bisogno di una nuova dimensione del turismo – ha concluso Manfredi – che guardi ai luoghi delle aree interne come un’alternativa reale alle grandi città storiche e alle grandi aree costiere e montane”. Un turismo lento e sostenibile che può contribuire non solo a far conoscere le bellezze e le identità dei territori, ma anche a sostenere le economie locali e a “decomprimere” la pressione sulle destinazioni maggiormente interessate dai flussi turistici. “Credo che questo progetto, che ha avuto questo grande successo, sia andato esattamente in questa direzione: ha conservato una delle radici profonde del nostro Paese guardando al futuro. È quello che dobbiamo fare ogni giorno”.

In ambito Welfare e Salute, Matilde Celentano, sindaca di Latina e delegata Anci al Welfare, è intervenuta in occasione della XIX Giornata nazionale SLA, promossa da AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica lo scorso venerdì 18 settembre. “La XIX Giornata Nazionale SLA rappresenta un momento fondamentale per accendere i riflettori su una patologia complessa – Matilde Celentano – e per rinnovare una vicinanza concreta a chi ne è colpito e a chi, con profondo amore e sacrificio, se ne prende cura ogni giorno”.

Anci e i Comuni italiani rinnovano il proprio impegno al fianco delle persone con SLA e delle loro famiglie, aderendo alla mobilitazione nazionale che vedrà illuminati di verde monumenti, municipi e palazzi istituzionali in tutta Italia. “Come Comuni italiani e come Anci, sentiamo forte la responsabilità di non lasciare sole le persone con la SLA e le loro famiglie. La lotta a questa malattia non si combatte solo nelle aule della ricerca scientifica – a cui va il nostro totale e convinto sostegno – ma si misura quotidianamente nella capacità dei nostri territori di offrire risposte integrate, assistenza sociosanitaria all’altezza con una rete di assistenza domiciliare multidisciplinare capace di prendere in carico la persona nelle varie problematiche della malattia”. Al centro dell’impegno dei Comuni anche il sostegno a chi assiste quotidianamente le persone con SLA. “I caregiver familiari, in particolare, costituiscono un pilastro invisibile ma fondamentale della nostra comunità: a loro dobbiamo garantire tutele, supporto e momenti di sollievo strutturati”.

La Giornata si è svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari, Terzo Settore e comunità locali. “La luce con cui abbiamo Illuminati i nostri palazzi comunali in questa giornata – ha concluso Matilde Celentano – è il segno tangibile di una promessa: la promessa che i Comuni continueranno a lavorare insieme ad AISLA, alle istituzioni sanitarie e al Terzo Settore per abbattere le barriere burocratiche e garantire dignità, autonomia e diritto alla cura a ogni cittadino. Nessuno deve affrontare questo percorso nell’isolamento”.

L’edizione 2026 ha ricordato infine i vent’anni dalla manifestazione del 18 settembre 2006, quando le persone con SLA scesero in piazza a Roma per chiedere cure adeguate e uniformi sul territorio nazionale, assistenza domiciliare, accesso alla ricerca e riconoscimento dei propri diritti.

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