Cronache dai Palazzi
A proposito di immigrazione occorrerebbe agire “accantonando la logica dell’emergenza del tutto improduttiva”, afferma il Capo dello Stato citando Leone XIV e auspicando una progettualità più dettagliata per quanto riguarda i flussi migratori, anche sul fronte europeo. “Indiscutibile impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Strategia possibile e sostenibile. L’unica in grado di evitare l’altrimenti inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare – vanamente – di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene”, ha ammonito il presidente Sergio Mattarella ricevendo la stampa parlamentare al Quirinale.
L’emergenza migratoria – complice la stagione estiva – è tornata ad occupare i mezzi di comunicazione e le spiagge europee affacciate sul Mediterraneo. La premier Giorgia Meloni di fronte alle immagini delle spiagge di Ceuta non ha condiviso il “liberi tutti” della Spagna invocando la sospensione di Schengen. “Intanto rafforziamo sin da subito i controlli”, ha affermato la premier di fronte all’accaduto, sottolineando: “l’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti ad intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”.
Palazzo Chigi ha di seguito avviato la pratica scrivendo a Bruxelles e nel frattempo il Viminale sottolineava un -55% di sbarchi rispetto al 30 luglio dello scorso anno, risultati che il governo italiano non intende mandare in frantumi. Tecnicamente la sospensione di Schengen comporterebbe maggiori controlli alle frontiere via aerea, via mare e via terra come anche ai confini con la Francia. “Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo”, ammonisce Meloni.
A proposito degli ultimi eventi la premier italiana rimarca che “le immagini di Ceuta dimostrano che l’immigrazione clandestina è una minaccia per la sicurezza dei confini Ue”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”. E anche il ministro Piantedosi sottolinea che “l’Italia non resterà a guardare”. Per il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, a oltre 500 mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di esseri umani”. Tajani si dichiara “favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna” e sottolinea che “l’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale”. Il vicepremier leghista Matteo Salvini afferma a sua volta di aver già invocato, in passato, la sospensione di Schengen anche in polemica con il premier spagnolo. “Ho affrontato anni di processo per aver protetto i confini del mio Paese. Sánchez no. Sospendere Schengen. Difendere i confini”, ammonisce a sua volta Salvini.
Sull’onda delle suddette voci all’unisono Palazzo Chigi ritiene “urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina”. Nello specifico “l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali”. Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si tratta di “un segnale importante”, in pratica “la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee”. In definitiva “la difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”. Mentre la destra sovranista contrasta l’approccio spagnolo e del premier Sánchez per aver “spalancato le porte dell’Europa a ogni sorta di pericolo”, i governi di centrosinistra, tra cui Francia e Gran Bretagna, sostengono la scelta del premier spagnolo. Emmanuel Macron si dichiara a sua volta disponibile ad “offrire ogni assistenza necessaria, anche tramite Frontex”. Giorgia Meloni comunque chiarisce che si tratta di una misura “straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire ripercussioni per la nostra nazione” e “sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”.
Nel frattempo, anche a Bruxelles si rende manifesta la preoccupazione per i confini e si pensa come poterli difendere. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen sottolinea che “le immagini di Ceuta sono inaccettabili” e ammonisce: “Non possiamo permettere a nessuno di entrare nell’Unione europea senza rispettare le regole”.
“La protezione delle frontiere esterne dell’Unione europea è una componente fondamentale dei nostri sforzi per contrastare l’immigrazione irregolare: siamo in contatto con le autorità competenti riguardo l’evolversi della situazione a Ceuta”, spiega Magnus Brunner, commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione. Nel contempo Brunner ribadisce il sostegno dell’Ue alla Spagna anche attraverso Frontex e sottolinea: “Stiamo contattando le autorità marocchine per garantire che vengano compiuti tutti gli sforzi necessari per prevenire questi viaggi pericolosi”.
Un monito sovranista arriva anche dalla portavoce della Casa Bianca che non rinuncia a commentare gli episodi di Ceuta: “Il presidente Trump ha da tempo messo in guardia l’Europa sulle conseguenze del continuare ad attuare politiche globaliste di estrema sinistra, come quella di favorire l’immigrazione di massa”. Di seguito il monito, una stoccata più diretta con l’obiettivo di colpire le scelte politiche di alcune Nazioni del Vecchio Continente: “La Spagna e gli altri Paesi che hanno abbracciato questa filosofia distruttiva dovrebbero invertire immediatamente rotta o rischiano la propria scomparsa”.
In definitiva la sospensione temporanea del trattato di Schengen per chi arriva dalla Spagna – un precedente nell’ottobre 2023 quando furono chiuse le frontiere con la Slovenia – comporta fino al 31 agosto il ripristino dei controlli di polizia alle frontiere aeree e marittime con Madrid dato che Italia e Spagna non confinano. In aeroporti e porti gli agenti riprenderanno le verifiche serrate su carte di identità e passaporti. Non cambierà nulla per gli italiani diretti in Spagna e nel contempo il provvedimento non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei in arrivo in Italia, che potranno raggiungere il nostro Paese “senza alcun aggravio burocratico”. I controlli si concentreranno sui cittadini di Paesi terzi (extra Ue) provenienti dalla Spagna. Dal momento in cui è stato istituito il trattato di Schengen nel lontano 1985 (l’Italia dal 1990) sono stati circa cinquecento i provvedimenti adottati da diversi partner europei per sancirne l’interruzione seppur temporanea.
Sospensioni sono state tuttavia messe in campo non solo per contrastare i flussi migratori clandestini ma anche in occasione di importanti vertici internazionali, come il G8 e il G20, e nel periodo della stagione di attentati terroristici in Francia e in Belgio fra il 2015 e il 2016, ed ancora nel periodo della pandemia Covid. In generale, i singoli Paesi possono adottare la sospensione della libera circolazione di Schengen come misura di extrema ratio nel caso di serie minacce alla sicurezza interna, problemi di ordine pubblico, situazioni straordinarie e nel contempo organizzate, come manifestazioni più o meno importanti e di ampio raggio, eventi sportivi o politici.
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