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Ambiente – I comuni dell’Associazione Anci: il Piano ripristino della natura sia un alleato dei Comuni, serve confronto con il Ministero. “Condividiamo pienamente gli obiettivi europei di tutela della biodiversità e di contrasto ai cambiamenti climatici e crediamo che il Piano di Ripristino della Natura possa essere uno strumento alleato degli enti locali. Per questo chiediamo un confronto tecnico approfondito con il Ministero, con un periodo di transizione e meccanismi di aggiustamento come già previsto in altri Paesi europei”.

Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Ambiente e Territorio dell’Anci, Carlotta Bonvicini, assessora alle Politiche per il Clima del Comune di Reggio Emilia, in occasione dell’insediamento della Commissione cui ha preso parte anche il delegato Anci all’Ambiente e sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco.

“Pur condividendo gli obiettivi europei di tutela della biodiversità e di miglioramento della qualità ambientale delle città attualmente in fase di consultazione – ha spiegato Bonvicini – il Piano nazionale di ripristino della natura che attua in Italia il Regolamento UE presenta alcune criticità, ad iniziare dalle basi informative utilizzate per delimitare gli ecosistemi urbani. In particolare, sono state segnalate incongruenze che includono vaste aree agricole, forestali o naturali esterne ai centri abitati, con il rischio di produrre effetti distorsivi sulla pianificazione comunale”.

Tra i temi affrontati, particolare rilievo è stato dato poi al dissesto idrogeologico, con la necessità di rafforzare il coordinamento istituzionale e rendere più efficaci gli strumenti a disposizione degli enti locali, oltre che alle politiche per il verde urbano e alla definizione dei nuovi Criteri Ambientali Minimi. Su questo è intervenuto il delegato Anci all’Ambiente Giuseppe Sacco auspicando “un quadro attuativo più chiaro e adeguati strumenti di supporto. L’attribuzione diretta di responsabilità ai Comuni senza risorse e accompagnamento tecnico – ha aggiunto – rischia di generare difficoltà applicative e contenziosi. Va inoltre rafforzato il quadro normativo sul dissesto idrogeologico, per garantire un coordinamento più efficace tra tutti i livelli istituzionali”.

Personale dei Comuni. Contratto Collettivo Nazionale degli Enti Locali – Per Anci: “Bene rinnovo, ora Governo garantisca risorse strutturali ai Comuni. Senza nuove coperture sono a rischio i servizi ai cittadini”. “La firma del nuovo contratto per il triennio 2025-2027, che riguarda circa 404mila lavoratori dei Comuni e degli enti territoriali, è una buona notizia. Ora, però, il Governo deve garantire agli enti locali le risorse necessarie per sostenerne i costi”. Lo dichiara Mattia Palazzi, vicepresidente Anci. “Anci – afferma Palazzi – ha sempre sottolineato come il divario retributivo tra i dipendenti dei Comuni e quelli delle altre pubbliche amministrazioni rappresenti una delle principali cause della scarsa attrattività del lavoro negli enti locali e delle richieste di mobilità verso altre amministrazioni. Per assicurare un’effettiva perequazione salariale sarebbero necessarie risorse pari a circa un miliardo di euro”.

“Non possiamo però ignorare un punto fondamentale: il costo di questo rinnovo, il terzo in quattro anni, incide sulla spesa corrente dei Comuni, già fortemente appesantita dai tagli che, a partire dalla manovra del 2022, valgono circa due miliardi di euro. A questo si aggiungono l’aumento dei costi energetici, dei servizi e delle manutenzioni e una domanda sociale crescente, alla quale i Comuni sono chiamati a rispondere ogni giorno”. “Il contratto appena sottoscritto – evidenzia il vicepresidente Anci – comporta per i Comuni un costo di circa 740 milioni di euro l’anno, già a partire dal 2026. A fronte di questo impegno, il fondo stanziato dal Governo prevede 50 milioni di euro per il 2027 e 100 milioni a decorrere dal 2028. Si tratta di risorse insufficienti”. “Tra tagli, aumenti dei costi non coperti e nuovi costi il rischio concreto è che i Comuni siano costretti a ridurre i servizi oppure ad aumentare tasse e tariffe a carico dei cittadini”, sottolinea Palazzi.

“Chiediamo quindi al Governo di individuare con urgenza risorse aggiuntive e strutturali, pari ad almeno la metà del costo complessivo dei rinnovi contrattuali, oppure di recuperare integralmente i tagli alla spesa corrente dei Comuni previsti a partire dalla manovra del 2022”. “A breve inizierà il confronto sulla prossima legge di bilancio. La priorità deve essere garantire risorse certe per la spesa corrente, consentire ai Comuni di sostenere gli aumenti dei costi e continuare a rispondere alla crescente domanda sociale. Senza nuove risorse, sono a rischio i servizi ai cittadini”, conclude il vicepresidente Anci.

CCNL Funzioni Locali 2025-2027 – Arriva la firma sull’ipotesi di contratto per il personale del Comparto Funzioni Locali relativo al triennio 2025-2027. Il contratto sottoscritto in ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) prevede importanti novità economiche e normative per oltre 400mila lavoratrici e lavoratori delle Regioni e degli enti locali, con incrementi stipendiali, rafforzamento dei fondi destinati alla contrattazione integrativa e nuove misure di welfare e tutela sociale.

“Siamo davvero soddisfatti che il nuovo contratto giunga nei tempi di vigenza contrattuale, a pochi mesi dalla firma definitiva del CCNL del triennio precedente. È segnale di serietà di tutte le parti, che desidero ringraziare per il lavoro svolto, ed è esito di una negoziazione che riconosce l’importanza di avere tempi certi e garanzie forti. Lo consideriamo un risultato concreto per il lavoro pubblico che merita di essere valorizzato e di diventare maggiormente attrattivo”, dichiara Marco Alparone, Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità.

Per il personale regionale si tratta di incrementi retributivi medi mensili lordi di € 141 per tredici mensilità, pari al 5,7% sul monte salari 2023, oltre agli arretrati pari a € 1.136. Dal 1° luglio 2027, il contratto introduce, inoltre, un ulteriore intervento economico attraverso l’incremento dell’indennità di comparto.

Il rinnovo contrattuale combina adeguamenti retributivi, valorizzazione professionale e nuove misure di protezione sociale, con particolare attenzione al rafforzamento della contrattazione integrativa. Il Fondo Risorse Decentrate, dal 2027, sarà infatti alimentato da nuove risorse strutturali che potranno essere utilizzate per progressioni economiche, indennità, premi di performance e interventi di welfare.

Tra le misure di welfare e conciliazione vita-lavoro sono previste maggiori tutele per caregiver e maggiore flessibilità oraria con possibilità di collaborazione tra enti per welfare e formazione. Sul versante delle tutele viene confermata la nuova disciplina dedicata alle patologie oncologiche e croniche invalidanti, vengono introdotti specifici permessi aggiuntivi e si rafforzano i diritti legati alla genitorialità e alla conciliazione tra vita privata e lavoro.

Alcuni interventi riguardano l’ordinamento professionale con l’introduzione del profilo di Social Media e Digital Manager e la revisione di alcuni aspetti delle progressioni economiche e degli incarichi di Elevata Qualificazione (EQ). Per i neoassunti è stato previsto l’adeguamento dei giorni di ferie già previsti per il personale impiegato nelle Amministrazioni da almeno tre anni.

Inoltre, sono state introdotte misure volte a favorire percorsi di inserimento mirato per le persone con disabilità e di formazione accessibili nonché percorsi di mentoring e affiancamento anche tramite la valorizzazione di figure specialistiche che ne agevolino l’inserimento e la valorizzazione delle competenze distintive.

Per la prima volta viene dedicato un capitolo sull’Intelligenza artificiale con obbligo di informativa sindacale, diritto del lavoratore a conoscere i criteri di funzionamento dei sistemi e formazione specifica.

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