Politica

Italia delle Regioni

Sicurezza urbana. “Le città sicure sono quelle vive, presidiate e inclusive. La sicurezza urbana non è solo ordine pubblico: è qualità della vita, coesione sociale, fiducia nelle istituzioni. Se non garantiamo sicurezza e percezione di sicurezza, le città si spengono”. Lo ha dichiarato il vicepresidente dell’Anci Stefano Locatelli, intervenendo alla XIII edizione della Giornata della legalità promossa da Confcommercio, dedicata quest’anno ai temi della legalità e della sicurezza nelle città.

Locatelli ha portato la voce dei Comuni, sottolineando come “la sicurezza si costruisca attraverso un lavoro condiviso tra istituzioni, forze dell’ordine, sistema economico e società civile”. Un ruolo centrale, secondo il vicepresidente Anci, è svolto proprio dalle attività economiche: “I negozi, i pubblici esercizi e le imprese sono presìdi di legalità e punti di riferimento per i quartieri. Dove il commercio arretra, spesso avanzano degrado e insicurezza. Quando una serranda si abbassa non perdiamo solo economia e occupazione, ma anche presidio sociale, identità e sicurezza”.

Locatelli ha poi richiamato l’attenzione sul fenomeno della desertificazione commerciale e sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra Anci e Confcommercio per sostenere i quartieri e le economie urbane: “Le strade vive sono più sicure. Per questo serve una strategia condivisa capace di coniugare sostenibilità sociale, vivibilità urbana e rilancio economico dei territori”.

Ampio spazio anche al tema della movida e della gestione degli spazi urbani. “I sindaci conoscono bene il delicato equilibrio tra diritto al divertimento, iniziativa economica e tutela del riposo, della sicurezza e della qualità della vita dei residenti”, ha osservato Locatelli, ricordando “il lavoro svolto da Anci per accompagnare i Comuni nell’utilizzo degli strumenti previsti dalla normativa vigente e per promuovere un modello di sicurezza partecipata e collaborativa”.

Sul fronte della videosorveglianza, il vicepresidente Anci ha evidenziato il crescente impegno dei Comuni: “La videosorveglianza è diventata uno strumento indispensabile di prevenzione e controllo del territorio, ma servono risorse strutturali e regole più chiare. I Comuni chiedono un rifinanziamento stabile del Fondo nazionale e linee guida condivise con il Garante della Privacy per semplificare gli aspetti applicativi”.

In ambito regionale si è conclusa a Bologna la prima edizione di R2I – Research to Innovate Italy, l’evento promosso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e organizzato dalla Regione Emilia‑Romagna e da ART‑ER, che segna l’avvio di una collaborazione strutturata tra le Regioni sulle politiche per la ricerca e l’innovazione. Oltre 2.000 partecipanti, 30 eventi e 150 speaker hanno animato la due giorni con l’obiettivo di costruire un dialogo permanente e strategico tra Istituzioni a livello regionale, nazionale, europeo e internazionale.

Con il patrocinio e il coinvolgimento dei Ministeri degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, delle Imprese e del Made in Italy e dell’Università e della Ricerca, l’evento ha visto protagonisti Regioni, imprese, esperti del settore, innovatori, rappresentanti del mondo della ricerca, del business e della finanza.

Ad aprire R2I il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, e il Presidente della Regione Emilia‑Romagna, Michele de Pascale, insieme alla Commissaria europea per Startup, Ricerca e Innovazione, Ekaterina Zaharieva, al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione europea, Raffaele Fitto, e alla Presidente di ART‑ER, membro del Board dello European Innovation Council, Francesca Bria.

Nel corso della manifestazione sono emersi i principali temi dell’innovazione in Italia ed Europa, dalla sovranità tecnologica alle prospettive della ricerca nel post‑PNRR, fino al ruolo delle tecnologie di frontiera e al rafforzamento del legame tra ricerca e sistema produttivo. Tra i contenuti, spazio anche a una riflessione sullo stato della ricerca nel post‑PNRR e sul ruolo strategico delle tecnologie deep tech per la competitività europea, con particolare attenzione al trasferimento tecnologico e alla capacità dei sistemi produttivi di assorbire innovazione. Al centro della manifestazione, le tante esperienze regionali che hanno potuto condividere progetti, ricerche e sperimentazioni mostrando il contributo concreto dei territori ai processi di innovazione.

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