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Italia delle Regioni

Attività produttive. “Le Cooperative presidi essenziali contro lo spopolamento e la desertificazione commerciale”. Così Veronica Nicotra, Segretario generale Anci, è intervenuta all’assemblea di rinnovo cariche di Confcooperative Consumo e Utenza “Da 80 anni protagonisti dell’economia sociale. Le cooperative al servizio delle comunità”, tenutasi recentemente a Roma.

“Il tema dello spopolamento di alcune porzioni del nostro territorio tocca diversi aspetti e necessità di una visione complessiva, come sfida del sistema Paese. Oggi stiamo vivendo un’esperienza assolutamente straordinaria, che è quella del PNRR: abbiamo ora un nuovo modello, un nuovo paradigma, che ha cambiato la modalità di azione delle Pubbliche Amministrazioni attraverso un ottimo gioco di squadra”.

“Sulle aree interne – ha proseguito Nicotra – bisogna essere concreti e capire su cosa investire e serve supportare Confcooperative come realtà territoriali. Lavorare insieme è fondamentale per migliorare la vita dei cittadini italiani.  D’altronde, il legame tra Comuni e cooperative è storico e oggi, in una fase di grande incertezza globale, diventa ancora più importante per le nostre comunità”.

Nel portare i saluti del presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, Nicotra ha sottolineato il valore della cooperazione di consumo come “presenza territoriale insostituibile” e “presidio di democrazia economica”, evidenziando il forte radicamento delle cooperative nelle comunità locali. Radicamento che risale nel tempo, basti pensare all’esperienza delle comunità elettriche storiche.

Nel suo intervento, il segretario generale Anci ha infine richiamato il valore strategico del Piano nazionale dell’economia sociale, che rappresenta un’occasione importante per rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese cooperative, terzo settore e comunità locali”. “È una sfida che dobbiamo cogliere – ha concluso – per tradurre i principi in azioni concrete”.

Edilizia l’Anci alla Camera: “Sì semplificazione ma senza indebolire la pianificazione urbanistica”. In audizione alla Commissione Ambiente della Camera, Anci ha espresso condivisione per il riordino del Testo unico ma chiede di salvaguardare le competenze urbanistiche dei Comuni, la certezza delle procedure e le risorse per gli investimenti territoriali.

“L’Anci condivide l’obiettivo di riscrivere in modo organico il Testo Unico dell’Edilizia, oggi frammentato da anni di norme stratificate. Ma la semplificazione non può ridurre le prerogative urbanistiche dei Comuni né comportare una perdita di risorse per gli enti locali”. Così Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza e presidente della commissione Urbanistica, rigenerazione urbana e periferie dell’Anci, intervenendo in audizione davanti alla Commissione Ambiente della Camera sul disegno di legge delega per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni.

Nel corso dell’audizione, Tarasconi ha espresso una valutazione positiva sull’obiettivo di riordino del Testo Unico dell’Edilizia, illustrando le osservazioni contenute nel documento Anci presentato alla Commissione. “Va però evitato – ha sottolineato – che la semplificazione produca una riduzione degli oneri di urbanizzazione e dei contributi di costruzione, risorse fondamentali per gli investimenti dei territori. La riscrittura del D.P.R. 380/2001 non può inoltre avvenire modificando contestualmente e solo in parte la disciplina urbanistica: edilizia e urbanistica rispondono infatti a logiche normative e competenze differenti. Sovrapporre i due piani rischierebbe di aumentare la disomogeneità anziché semplificare”.

“La ridefinizione delle categorie e dei titoli edilizi prevista dalla delega – ha aggiunto – è un elemento positivo, purché venga costruita con chiarezza sostanziale e procedurale per garantire ai Comuni un’applicazione univoca e certa delle norme. Permesso di costruire, Scia, Cila ed edilizia libera necessitano di una ricomposizione sistematica che chiarisca confini, condizioni e conseguenze giuridiche, rendendo più efficace l’azione amministrativa. Allo stesso tempo occorre risolvere le interpretazioni non omogenee del DM 1444/68, soprattutto su distanze e altezze”.
Nel corso dell’audizione è intervenuto anche Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati e delegato Anci all’Urbanistica, rigenerazione urbana e periferie, che ha evidenziato “la necessità di rafforzare gli uffici tecnici comunali con strumenti e incentivi adeguati al personale specializzato, anche per le attività di controllo sugli abusi edilizi. È inoltre importante che il testo distingua chiaramente urbanistica ed edilizia, evitando sovrapposizioni”.

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