Europa

Eurodeputate, voto per delega in gravidanza

Il Parlamento europeo, lo scorso 29 aprile, ha approvato una storica riforma dell’Atto elettorale dell’Unione europea che consentirà alle eurodeputate in gravidanza o nel periodo successivo al parto di delegare il proprio voto in Aula a un collega di fiducia. La riforma è stata approvata in plenaria con una larga maggioranza: 616 voti favorevoli, 24 contrari e 8 astensioni. Il nuovo sistema introduce una deroga temporanea all’obbligo di voto in presenza, finora previsto dalle norme del Parlamento europeo. La misura rappresenta un passo significativo verso una maggiore inclusione delle donne nella vita politica europea e punta a rafforzare la parità di genere nelle istituzioni comunitarie.

Dopo che il Parlamento ha avviato la revisione nel novembre 2025, il Consiglio ha concordato nel marzo 2026 di modificare la legge elettorale europea, introducendo disposizioni su trasparenza, responsabilità, tracciabilità e integrità del voto, definendo modalità dettagliate nel regolamento interno del Parlamento. La riforma si inserisce nell’impegno più ampio del Parlamento per la parità di genere e l’inclusione, garantendo che le responsabilità genitoriali non ostacolino la rappresentanza politica. Attualmente, solo i parlamenti di tre paesi dell’UE (Spagna, Grecia e Lussemburgo) prevedono formalmente il voto per delega per maternità. Un tema che ha visto fortemente impegnata l’eurodeputata Cristina Guarda, che nel corso del dibattito ha ricordato come le sia stato impedito perfino di intervenire online a un mese dal parto.

Secondo il testo approvato, le eurodeputate potranno delegare il proprio voto fino a tre mesi prima della data prevista del parto e fino a sei mesi dopo la nascita del figlio. Il voto verrà affidato a un altro deputato scelto dalla parlamentare interessata, garantendo così la continuità della rappresentanza democratica anche durante il periodo di maternità. La discussione su una deroga per maternità era aperta dagli anni ’90, ma solo ora ha trovato una traduzione normativa concreta. La riforma nasce anche da queste testimonianze, che hanno reso evidente l’urgenza di un adeguamento delle regole a una realtà lavorativa più inclusiva.

L’iter legislativo, tuttavia, non è ancora concluso. Dopo l’approvazione dell’Eurocamera, il testo dovrà essere adottato formalmente dal Consiglio dell’Unione europea e successivamente ratificato da tutti gli Stati membri secondo le rispettive procedure costituzionali nazionali. Solo allora la riforma entrerà ufficialmente in vigore.

Il provvedimento è stato accolto positivamente da numerosi gruppi politici e associazioni che si occupano di diritti delle donne, considerandolo come un segnale concreto di modernizzazione delle istituzioni europee. La possibilità di votare per delega durante la maternità potrebbe infatti contribuire ad aumentare la partecipazione femminile alla politica, eliminando uno degli ostacoli pratici che spesso penalizzano le donne impegnate in ruoli istituzionali.

La Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha avviato la riforma, ha dichiarato: “Sono orgogliosa del lavoro del Parlamento. È una tappa importante verso un’istituzione più moderna ed equa. Nessuna deputata dovrebbe perdere il diritto di voto perché diventa madre. Continuerò a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e i loro parlamenti per garantire una ratifica agevole di questa modifica dell’atto elettorale, così che i deputati possano beneficiare rapidamente dei cambiamenti”.

Il relatore Juan Fernando López Aguilar (S&D, Spagna) ha aggiunto: “Il voto storico di oggi avvicina in modo decisivo questa riforma mirata all’adozione definitiva. Il Parlamento ha prontamente accolto le aggiunte del Consiglio su trasparenza, responsabilità e integrità del voto – valori che abbiamo sempre sostenuto – per consentire un rapido avanzamento verso l’adozione finale e la ratifica nazionale. Si tratta di una modifica pratica e ben definita per tutelare la natura personale del mandato, garantendo al contempo che la maternità non costringa mai i rappresentanti eletti a scegliere tra il proprio voto e il proprio figlio. Auspichiamo che questa posizione sia condivisa nelle prossime fasi della procedura legislativa”.

©Futuro Europa® Riproduzione autorizzata citando la fonte. Eventuali immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione

Condividi
precedente

Italia delle Regioni

successivo

Tulpan – La ragazza che non c’era (Film, 2008)

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *