Area 51

New York, New York

Adoro New York; ci vado per motivi personali almeno una volta all’anno ed è sempre una gioia. Città difficile, enorme e piena di contraddizioni. Nella sua lunga storia ha visto tante amministrazioni succedersi e parlare di chi sia stato il migliore non è facile.

Quando si parla dei “migliori” sindaci di New York City, non esiste una classifica ufficiale, dipende dai criteri usati: sicurezza, sviluppo economico, inclusione sociale, gestione delle crisi, trasformazione urbana o capacità politica. Tuttavia, storici, analisti e opinione pubblica tendono a citare soprattutto alcuni nomi ricorrenti.

Cominciamo da Fiorello La Guardia: guidò la città durante la Grande Depressione e la Seconda guerra mondiale, modernizzando i servizi pubblici, combattendo corruzione e criminalità organizzata e investendo massicciamente in infrastrutture e trasporti. Ancora oggi il suo nome è sinonimo di amministrazione efficiente e popolare.

Poi mi piace ricordare Rudy Giuliani, figura molto divisiva ma spesso considerata tra i sindaci più influenti. È associato al forte calo della criminalità negli anni ’90 e alla gestione dell’emergenza dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. I sostenitori lo considerano il sindaco che rese New York più sicura; i critici contestano le sue politiche di polizia aggressive e l’aumento delle tensioni sociali.

Michael Bloomberg è stato probabilmente il sindaco contemporaneo più apprezzato dagli analisti economici e urbanistici. Ha puntato su innovazione, finanza, salute pubblica, sostenibilità urbana e sviluppo immobiliare. Sotto Bloomberg, New York consolidò la sua immagine globale post 11 settembre. Molti esperti considerano il suo mandato un periodo di forte crescita e stabilità amministrativa,

Ce ne sono molti altri, controversi o meno. Credo che a breve una posizione speciale la raggiungerà il nuovo sindaco, Zohran Mandani. Ha cavalcato l’onda della giustizia sociale, degli aiuti ai poveri, non tenendo conto del deficit in cui versa la città: aumenta le tasse ai ricchi ma non è Robin Hood e i ricchi lasciano Sherwood e gli fanno sberleffi. A Roma c’è un detto che è troppo volgare per riportarlo. Insomma, NY è nei guai.

E lui non mi sembra proprio abbia iniziato con il piede giusto. Ne conosco altri di sindaci giovani e arroganti che alla fine hanno distrutto le loro municipalità a colpi di incompetenza e prosopopea. Non è facile governare; ci vogliono capacità e squadra, umiltà e senso del dovere. Cose abbastanza rare di questi tempi.

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