Cultura

Un inverno in Corea (Film, 2024)

Hiver à Sokcho (titolo originale) è un ottimo film franco-coreano, tratto da un romanzo di successo di Elisa Shua Dusapin, girato dal debuttante Koya Kamura che sfoggia una classe da veterano, sia per i piani sequenza che nelle riprese in primo piano, muovendo la macchina da presa con tocco avvolgente e poetico.

Sokcho è la scenografia di un’insolita storia d’amore, una cittadina di pescatori al confine della Corea del Sud. Conosciamo la giovane franco-coreana Soo-ha (Bella Kim) – che ha un fidanzato modello di cui è abbastanza stufa – mentre lavora in una piccola pensione e vive con il sogno di ritrovare il padre che non ha mai conosciuto. Un giorno, nel piccolo albergo arriva un ospite importante, il disegnatore francese Yan Kerrand (Roschdy Zem), in cerca di idee per un graphic-novel. Il film descrive con delicatezza il rapporto che nasce tra la ragazza e l’uomo – figli di due culture diverse ma uniti dalla lingua francese – che potrebbe diventare amore ma resta solo una confidenza reciproca e sfuma nel sogno di poter cambiare le rispettive esistenze. Soo-ha rivive l’esperienza della madre, innamorata di un francese, forse cerca nell’ospite quel padre che non ha mai avuto, in ogni caso il rapporto si complica.

Un inverno in Corea racconta una storia che non giunge a conclusione, per volontà dell’uomo che comprende la debolezza della ragazza e le confessa di non essere la persona che cerca. Un film che parla di sentimenti e di cultura locale, approfondendo la conoscenza delle tradizioni coreane, come i vestiti indossati per Capodanno e l’importanza della cucina tipica. Vediamo la meticolosa preparazione di piatti a base di pesce, tra cui il pericoloso fugu (pesce palla), ma anche l’elaborazione di piatti francesi a base di carne stufata. Ottimi i disegni animati di Agnès Patron che traducono desideri e turbamenti della ragazza, la sua voglia di fuga che non riesce a concretizzarsi.

Scelta azzeccata doppiare in italiano la parte coreana e inserire sottotitoli per rendere i dialoghi francesi. Fotografia suggestiva di Sokcho, sia negli spaccati marini innevati, sia nelle escursioni montane; montaggio compassato, da cinema d’autore, ma 104’ servono tutti per analizzare una relazione tra due persone così diverse che si sentono reciprocamente attratte. Colonna sonora suadente, adeguata al tema.

Un bel film visto in provincia grazie alla programmazione d’autore del Cinema Astra di Follonica.

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Regia: Koya Kamura. Soggetto: Elisa Shua Dusapin (romanzo). Sceneggiatura: Koya Kamura, Stéphane Ly-Cuong. Fotografia: Élodie Tahtane. Montaggio: Antoine Flandre. Scenografia: Hyein Ki. Costumi: Sohee Hong. Musica: Delphine Malaussena. Suono: Martin Sadoux. Produttori: Yoon-Seok Nam, Fabrice Préel-Cléach. Interpreti: Bella Kim (Soo-ha), Roschdy Zem (Yan Kerrand), Mi-yheon Park (madre di Soo-ha), Ryu Tae-ho (Mr. Park), Gong Do-yu (Joon-oh), Kyung Soon Jung (zia di Soo-ha). Titolo Originale: Hiver à Sokcho. Lingua: Coreano, Francese. Genere: Drammatico. Paesi Produzione: Francia, Corea del Sud – 2024. Durata: 104’. Uscito in Italia: 11 dicembre 2025. Distribuzione (Italia): Wanted.

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