Europarlamento: proteggere il Diritto d’autore dall’AI
In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale generativa (GenAI) sembrava correre senza freni, il Parlamento Europeo ha tracciato una linea netta. Il 10 marzo scorso, con 460 voti favorevoli, 71 contrari e 88 astenuti, l’Europarlamento ha adottato la Risoluzione 2025/2058 (INI), che chiede alla Commissione Europea di introdurre norme più stringenti su trasparenza, licenze e compensi per l’uso delle opere protette durante l’addestramento dei modelli di IA. Si tratta di un documento che non si limita a osservare il fenomeno, ma pone le basi per una protezione ferrea del settore creativo. I deputati chiedono che l’uso di materiale protetto da copyright da parte della genAI debba essere equamente remunerato per tutelare il settore creativo dell’UE, che genera il 6,9% del prodotto interno lordo dell’Unione. Questa iniziativa nasce dalla consapevolezza che l’innovazione tecnologica non può e non deve avvenire a spese della proprietà intellettuale e della dignità degli autori.
La risoluzione, guidata dal relatore Axel Voss, introduce concetti che promettono di cambiare radicalmente il modo in cui i colossi del tech addestrano i propri modelli. I fornitori di sistemi di IA operanti nell’UE avranno l’obbligo di fornire un elenco dettagliato e pubblico di tutte le opere protette utilizzate per l’addestramento. La trasparenza non riguarda solo il futuro, la risoluzione chiede che vengano resi noti anche gli usi passati e propone la creazione di un vero mercato europeo delle licenze per l’IA, basato su accordi anche collettivi che includano autori, editori, creatori indipendenti e PMI. Chi non rispetta questi obblighi potrà incorrere in pesanti sanzioni legali. Uno dei problemi principali per gli artisti è stato finora l’impossibilità pratica di impedire che le proprie opere finissero nei database delle IA. Il Parlamento propone la creazione di un registro centralizzato gestito dall’EUIPO (Ufficio dell’UE per la proprietà intellettuale), dove gli autori potranno esercitare il loro diritto di esclusione (*opt-out*) in modo semplice e universale.
La risoluzione respinge l’idea di “licenze globali a forfait” che spesso penalizzano i piccoli creatori. Si punta a un mercato delle licenze settoriali che garantisca una remunerazione proporzionata all’uso effettivo dell’opera. Particolare attenzione è rivolta al settore della stampa e del giornalismo, spesso “saccheggiato” dalle chatbot per generare risposte informative. Gli artisti e designer avranno il diritto di negare l’uso delle proprie opere per generare stili simili. Giornalisti e editori potranno chiedere una compensazione per il traffico e i ricavi sottratti dagli aggregatori IA. Ai musicisti verrà data la protezione contro la clonazione vocale e l’uso non autorizzato di spartiti. A vantaggio dei cittadini si porrà l’obbligo di etichettatura per ogni contenuto generato o manipolato dall’IA (deepfake).
Il messaggio del Parlamento è inequivocabile, le regole europee si applicano a tutti. Anche se un modello è stato addestrato fuori dai confini dell’Unione (ad esempio negli USA o in Cina), se il servizio è offerto sul mercato europeo, deve rispettare gli standard di copyright dell’UE. Inoltre, il testo ribadisce che il copyright appartiene agli esseri umani. I contenuti generati puramente dall’IA, senza un contributo creativo umano significativo, non possono godere della protezione del diritto d’autore e i I fornitori di IA dovranno fornire elenchi dettagliati delle opere protette utilizzate per addestrare i modelli, insieme ai registri delle attività di raccolta dati.
Sebbene la risoluzione sia un atto politico non vincolante, essa rappresenta il mandato formale alla Commissione Europea per aggiornare la Direttiva sul Diritto d’Autore. Con l’entrata in vigore dei principali obblighi dell’AI Act prevista per agosto 2026, l’Europa si conferma come il regolatore globale più attivo nella difesa della cultura.
Nicola Zingaretti (S&D, Italia) ha sottolineato l’importanza del voto: “La rivoluzione dell’intelligenza artificiale offre grandi opportunità, ma non può avvenire a scapito dei diritti di autori, artisti e creatori”.
Dopo il voto, il relatore Axel Voss (PPE, Germania) ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di regole chiare sull’uso dei contenuti protetti da diritto d’autore per l’addestramento dell’IA. La certezza giuridica permetterebbe agli sviluppatori di IA di sapere quali contenuti possono essere utilizzati e come ottenere le licenze. Allo stesso tempo, i titolari dei diritti sarebbero protetti dall’uso non autorizzato dei loro contenuti e riceverebbero una remunerazione. Se vogliamo promuovere e sviluppare l’IA in Europa proteggendo allo stesso tempo i nostri creatori, queste disposizioni sono assolutamente indispensabili”.
©Futuro Europa® Riproduzione autorizzata citando la fonte. Eventuali immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione
