Politica

Cronache dai Palazzi

Fase difficile per l’impatto sui prezzi energetici, ripercussioni serie sull’economia e i conti pubblici. Come ribadito dal Ministero dell’Economia, occorre continuare ad agire con “serietà” e “responsabilità” considerando che le risorse nazionali sono limitate e che lo scenario geopolitico attuale, devastato da diversi conflitti, produce sfiducia e chiusura generando conseguenze immediate come impennate dei prezzi energetici e un consistente rischio inflazionistico sulle famiglie. In questo contesto il Mef ribadisce che l’Unione europea dovrebbe supportare i Paesi in difficoltà che soffrono della dipendenza energetica dall’estero cercando di alleviare l’impegnativo stress test per i conti pubblici.

Non si tratta di allarmismo. Via XX Settembre intende porre “grande attenzione” agli eventi che accadono e alle loro conseguenze nel nostro Paese “lontanissimo dall’autosufficienza energetica” e “gravato da un debito che ci espone a rischi pericolosi”. Nuove misure a sostegno di famiglie e imprese sono state attuate ma sempre con grande attenzione ai conti pubblici, cercando di “riportare il nostro Paese al livello di credibilità che merita”, e tenendo a bada rating e spread.

Il prezzo eccessivo dell’energia è stato uno dei problemi maggiormente dibattuti all’interno dell’ultimo Consiglio europeo, dato che rappresenta uno degli ostacoli principali per la competitività delle imprese dell’Unione. In questo contesto, in un Cdm straordinario, Palazzo Chigi ha a sua volta approvato il decreto legge sulle “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”, firmato nell’immediato dal presidente della Repubblica. Il decreto comporta una riduzione di 25 centesimi al litro del prezzo dei carburanti per 20 giorni, un credito d’imposta sull’acquisto di gasolio per autotrasportatori e pescatori ed inoltre un rafforzamento dei poteri di vigilanza e controllo del Garante per la sorveglianza dei prezzi che segnalerà alla Guardia di Finanza eventuali anomalie nel rialzo dei prezzi. Non è previsto invece alcun intervento sulla social card “dedicata a te” a favore dei redditi più bassi e in definitiva il taglio dei prezzi riguarderà tutte le fasce di reddito. L’obiettivo è evitare che l’aumento del prezzo di benzina e gasolio si trasferisca sui beni di consumo, introducendo infine delle sanzioni per contrastare eventuali speculazioni. Per gli impianti industriali ad alto consumo energetico, nell’ambito dell’Ets1 in sede europea è stato inoltre richiesto di estendere oltre la scadenza del 2034 la concessione delle quote gratuite di CO2, sospendendo o prolungando il termine per la loro eliminazione progressiva entro quella data prevista dalla legislazione europea attualmente in vigore.

Si tratta di provvedimenti messi in campo anche per rilanciare il mercato unico nel 2026-2027 e per rafforzare la competitività europea, obiettivi resi ancora più urgenti con il manifestarsi dell’ennesimo conflitto in Medio Oriente e ritenendo prioritaria la necessità di rendere più solida l’economia europea in un contesto globale sempre più complesso.

In definitiva secondo i leader europei il meccanismo dell’Emissions Trading System (Ets) andrebbe preservato ma, nel contempo, andrebbero introdotte delle espedienti di “flessibilità” che permettano ai Paesi membri dell’Ue di affrontare l’attuale situazione di “crisi”. Come spiegato dal presidente francese Macron, il cosiddetto meccanismo dell’Ets può essere considerato un “buon meccanismo, perché ci permette di effettuare la transizione preservando la competitività, conciliando così i nostri obiettivi di competitività e clima. Pertanto, deve essere preservato”. Tuttavia, ha aggiunto Macron, “nel contesto attuale dobbiamo trovare delle flessibilità, che ci permettano, nell’ambiente internazionale che conosciamo, di rispondere alla crisi. Ma dobbiamo mantenere la struttura, la filosofia, l’approccio e non perdere di vista ciò che è importante anche per gli europei”.

Altro nodo da sciogliere i dazi Ue-Usa: “Abbiamo fiducia nella relazione transatlantica per dare stabilità alle imprese”, ha affermato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, annunciando il voto in plenaria che si terrà la prossima settimana.

In definitiva serve “un grande passo in avanti” su competitività, energia e difesa, come ha sottolineato il cancelliere tedesco Friedrich Merz al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles, indicando come prioritaria la necessità di rafforzare l’economia europea in un contesto globale sempre più complesso. “Si tratta di affermare l’Europa in un mondo che si sta mostrando sempre più difficile e di fare in modo che possiamo tenere il passo”, ha spiegato Merz sottolineando che le sfide riguardano sia “la nostra capacità di difesa” sia “il nostro approvvigionamento energetico”. Rilanciare crescita e competitività è quindi una necessità, valorizzando inoltre il potenziale di innovazione che esiste in Europa e non trascurando la semplificazione normativa: “Questo riguarda anche la burocrazia europea”, osserva Merz mettendo in risalto una certa collaborazione da parte della Commissione Ue in questa direzione.

In ultima istanza il conflitto in Iran: “A Hormuz quando ci sono le condizioni”, è la conclusione dei leader europei. Il Consiglio Europeo mette in risalto “i maggiori sforzi annunciati dagli Stati membri, anche attraverso un coordinamento rafforzato con i partner della regione, per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, una volta che ci saranno le condizioni”. Il Consiglio inoltre “sottolinea il ruolo delle operazioni di difesa marittima dell’Ue, Aspides e Atalanta, e ne chiede il rafforzamento con ulteriori risorse, in linea con i rispettivi mandati”. Nelle conclusioni approvate sul Medio Oriente viene infine chiesta “una moratoria agli attacchi che colpiscono le infrastrutture energetiche e idriche” in quella zona. Un ulteriore obiettivo è evitare un’ennesima “crisi migratoria” in maniera analoga al 2015. “L’Ue è pronta a mobilitare pienamente i propri strumenti diplomatici, giuridici, operativi e finanziari per prevenire flussi migratori incontrollati verso l’Ue e preservare la sicurezza in Europa. La sicurezza e il controllo delle frontiere esterne dell’Ue continueranno a essere rafforzati”, come emerge dalle conclusioni del vertice riguardo alla situazione in Medio Oriente.

L’Europa “trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili”, ha ribadito e sottolineato il Presidente Mattarella a Salamanca dove ha ricevuto l’onorificenza accademica di Dottore Honoris causa. Nella concezione europea la “dignità umana” è un “valore intrinseco”, in questa prospettiva nello scenario geopolitico attuale occorre “prendere atto dei cambiamenti in corso e non limitarsi a subirli” ciò che nella realtà dei fatti “significa avere il coraggio di proporre una visione alternativa alla mera legge di chi appare più forte”. Questa è “la strada che l’Europa può e deve percorrere. Una visione e dei principi al cui servizio dobbiamo porre strumenti e modalità di azione nuovi e flessibili”.

In definitiva “l’orizzonte non può essere quello di un mondo con barriere di ogni genere” che impediscono alle persone di “scegliere”, “incontrarsi”, “conoscere”, “essere liberi”. In maniera comprensibile nel mondo occidentale la libertà è una condizione considerata “normale, acquisita, così come quella di vivere in pace”. In molti Paesi invece, ancora oggi, “l’emergere di conclamate questioni di sicurezza, i soprassalti di chiusure identitarie, la pongono a rischio”, sottolinea il Capo dello Stato, rimarcando: “Libertà è stata una conquista resa possibile e consolidata grazie al coraggio e alla visione dei padri d’Europa. Preservare e trasmettere gli spazi di libertà è compito di ogni generazione”.

È necessario infine colmare “la distanza tra la formulazione universalistica della norma e la realtà politica di questo periodo” nel quale “la frequenza di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l’efficacia dell’ordine internazionale e dei suoi principi”. Occorre porre rimedio ad “un presunto sovranismo assoluto” che sembra quasi ispirarsi al Leviatano invocato da Hobbes, in nome del diritto internazionale e compiendo una “storica scelta di civiltà”, che vuol dire anche non permettere che si assista alla “delegittimazione delle Corti internazionali” ne, tantomeno, alla “involuzione del sistema multilaterale di controllo degli armamenti e delle relative misure di fiducia reciproca”.

La pace, in definitiva, “non coincide con qualsiasi equilibrio ma si realizza in presenza di condizioni di giustizia e di inclusione” e il diritto internazionale si fonda su tre pilastri fondamentali: “il divieto dell’uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani”, nel tentativo di garantire pace e sicurezza all’ordine mondiale.

Non possiamo rischiare un’involuzione della Storia ripetendo le parole con cui, nel 1935, Johan Huizinga esordiva nel suo “Nelle ombre del domani”: “Vediamo distintamente come quasi tutte le cose, che altra volta ci apparivano salde e sacre, si siano messe a vacillare: verità e umanità, ragione e diritto”.

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