Area 51

Accesso alla giustizia e uguaglianza di genere

La 70ª sessione della Commission on the Status of Women che si è appena conclusa a New York, ha confermato che l’accesso alla giustizia è una precondizione per l’effettivo esercizio dei diritti e per la crescita inclusiva. Tuttavia, i dati mostrano che oltre 1 miliardo di donne nel mondo non accede pienamente alla giustizia, che in Europa persistono forti disuguaglianze territoriali e sociali e in Italia l’accesso è limitato da costi, tempi e barriere culturali. Serve quindi una strategia basata su evidenze e indicatori misurabili.

Il quadro dati globale secondo World Bank e UN Women è il seguente: 2,4 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso adeguato alla giustizia e le donne sono spesso persone senza tutela legale, vittime di discriminazione non denunciate poiché meno del 50% delle donne denuncia violenze o abusi. I dati parlano chiaro: solo il 57% delle donne ha accesso a diritti legali completi (indice Women, Business and the Law) e oltre 1/3 delle donne ha subito violenza almeno una volta nella vita

Diamo uno sguardo a cosa succede in Europa: secondo la Commissione Europea e l’European Institute for Gender Equality circa 1 cittadino su 3 in UE incontra difficoltà ad accedere alla giustizia; le principali barriere sono costi (60%) e la complessità delle procedure (50%).

In Italia le evidenze principali sono i tempi e costi della giustizia, la durata media processi civili che vanno oltre 500 giorni (primo grado). Questi dati ce li fornisce l’OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). C’è inoltre una alta percezione di inefficienza tra i cittadini, il patrocinio gratuito è sottoutilizzato e molte donne rinunciano ad agire per i costi legali e a causa della loro dipendenza economica. L’ISTAT ci dice che il 31,5% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale ma solo una minoranza denuncia, c’è infatti un forte gap tra denuncia e condanna.

Poi tocchiamo per mano le grandi differenze storiche tra Nord e Sud: ci sono forti disuguaglianze territoriali; infatti, c’è carenza di Centri antiviolenza e servizi legali integrati e la vulnerabilità nelle aree interne è ancora più evidente.

Dall’analisi dei dati emergono 5 gap principali: gap di accessibilità cioè distanza fisica dai servizi e carenza di sportelli locali; gap economico poiché i costi diretti e indiretti sono elevati. Poi c’è un gap culturale e cioè bassa alfabetizzazione legale e sfiducia nelle istituzioni. Non meno impattante è il gap istituzionale e cioè scarsa formazione su genere e presenza di bias nei processi decisionali. Bisogna anche tener conto di un gap digitale causato da una digitalizzazione non inclusiva e dall’esclusione di fasce vulnerabili.

Per questo noi come Women 20 richiediamo investimenti mirati per aumentare fondi per assistenza legale gratuita e di rafforzare servizi nel Mezzogiorno con campagne di alfabetizzazione legale e programmi di mentoring e supporto.

L’Italia e l’Europa dovrebbero adottare politiche basate su evidenze e misurare sistematicamente l’accesso alla giustizia investendo in infrastrutture territoriali e sociali.

[NdR – Elvira Marasco è Senior Gender Equality Advisor e Founder of the Italian Delegation Women20 W20/G20 – President AW20]

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