Cultura

Il mago del Cremlino – Le origini di Putin (Film, 2025)

Prendendo spunto da Il mago del Cremlino del saggista italo-svizzero Giuliano da Empoli, il regista francese Oliver Assayas aggiunge un tassello importante alla sua vasta produzione cinematografica con un lavoro fantapolitico – ma non troppo – che fa luce sulla Russia di oggi e sul potere di un politico come Putin.

Esordio narrativo per Giuliano da Empoli, il romanzo è uscito in Francia per Gallimard, tradotto in tutto il mondo (da noi Mondadori), ha venduto un milione di copie, per raccontare la vicenda politica di Vadim Baranov, prima produttore televisivo poi eminenza grigia di Putin. Il personaggio principale è ispirato a Vladislav Surkov, il vero consigliere di Putin, grimaldello efficace per penetrare nei misteri della storia russa e negli anfratti del potere politico ed economico. Un altro personaggio importante – realmente esistito – è l’oligarca Boris Berezovskj (Keen), responsabile di aver creato il mostro di nome Putin che in poco tempo si è liberato del suo artefice. Assayas sceneggia il romanzo, realizzando dialoghi e adattamento cinematografico in collaborazione con Emmanuel Carrére (interpreta un cameo da intellettuale francese).

Il regista seleziona un cast importante per portare su grande schermo i misteri dell’ascesa al potere di una spia del KGB. Jude Law è un Putin perfetto, con tutte le movenze e le smorfie facciali (senza eccedere con il trucco), mentre Paul Dano è un imperturbabile tessitore di trame politiche come Vadim Baranov. Alicia Vikander è la sensuale Ksenija che accompagna la vita pericolosa di Baranov, anche se lo tradisce con un amico, ma alla fine torna da lui e gli dà una figlia. Le riprese sono state effettuate in Lettonia, nella capitale Riga e dintorni boschivi, che presentano assonanze con la Russia, in particolare con Mosca, vista l’impossibilità politica di girare nei luoghi indicati dal soggetto.

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, in Italia non ha incassato molto ed è stato relegato ai circuiti FICE del cinema d’autore. Tra l’altro la critica non l’ha accolto con entusiasmo, cosa che mi lascia perplesso e mi fa riflettere su quanto sia poco affidabile la nostra letteratura cinematografica.

Il mago del Cremlino è un film che fa piena luce sul cambiamento politico della Russia, racconta l’esperimento democratico, il potere di Eltsin, le speranze dei giovani russi, l’ascesa degli oligarchi e la restaurazione verticale praticata da Putin. Lo spettatore esce dal cinema con le idee chiare sulla Russia contemporanea, grazie a una sceneggiatura lineare che spiega bene quel che c’è da spiegare e al tempo stesso avvince con i meccanismi del miglior cinema d’azione. Montaggio rapido e sincopato di Monnier, che non rende pesanti i 156 minuti di pellicola (non sono troppi, fidatevi!); fotografia livida e luminosa di Le Saux; effetti speciali dosati al punto giusto, senza spreco, ma efficaci; regia accorta che passa da piani sequenza a carrelli senza soluzione di continuità.

Visto in provincia al Cinema Astra di Follonica, una sala di qualità dotata di uno schermo panoramico. Da vedere senza mezzi termini, dove potete, anche su piattaforma, va da sé che al cinema è un’altra cosa, vista la potente messa in scena fotografica.

. . .

Regia: Olivier Assayas. Soggetto: dal romanzo Il mago del Cremlino di Giuliano da Empoli. Sceneggiatura: Olivier Assayas, Emmanuel Carrére.  Fotografia: Yorick Le Saux. Montaggio: Marin Monnier. Effetti Speciali: Guillaume Le Gouez, Alain Carsoux. Scenografia: Franҫois-Renaud Labarthe. Costumi: Jürgen Doering. Trucco: Frédérique Foglia. Produttori: Olivier Delbosc, Sidonie Dumas. Case di Produzione: Curiosa Films, Gaumont, France 2 Cinéma. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Francia, 2025. Durata: 156’. Titolo Originale: Le Mage du Kremlin. Genere: Thriller Politico Storico. Interpreti: Paul Dano (Vadim Baranov), Alicia Vikander (Ksenija), Jude Law (Vladimir Putin), Will Keen (Boris Berezovskij), Tom Sturridge (Dmitrij Sidorov), Jeffrey Wright (Lawrence Rowland), Andrei Zayats (Igor Sechin), Kaspars Kambala (Aleksandr Zaldostanov), Magne-Havard Brekke (Ėduard Limonov), Andris Keiss (Evgenij Prigožin), Emmanuel Carrére (intellettuale francese).

©Futuro Europa® Riproduzione autorizzata citando la fonte. Eventuali immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione

Condividi
precedente

Guerra del Golfo: variabile tempo determinante per le nostre PMI

successivo

Cronache dai Palazzi

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *