Europa

Eurobarometro 2026: le richieste dei cittadini UE

Le tensioni geopolitiche, le crisi globali e l’incertezza economica stanno alimentando un crescente senso di insicurezza tra i cittadini europei. È quanto emerge dall’ultima indagine Eurobarometro del Parlamento europeo, che evidenzia come una larga maggioranza della popolazione dell’Unione chieda una risposta più forte e coordinata da parte delle istituzioni europee e degli Stati membri. In un’epoca di scossoni geopolitici, gli europei sembrano vivere un paradosso: sebbene guardino all’orizzonte globale con crescente pessimismo, mantengono una sorprendente fiducia nella propria sfera privata. I risultati dell’ultima indagine Eurobarometro del Parlamento europeo (autunno 2025) delineano un continente che, stretto tra conflitti e carovita, chiede a gran voce un’Unione più unita, più forte e, soprattutto, più protettiva.

Il sondaggio, pubblicato nel novembre 2025, mostra che le principali preoccupazioni degli europei riguardano la sicurezza e le minacce globali. Il 72% degli intervistati indica come fonte di inquietudine i conflitti in corso nei paesi vicini all’UE, mentre il 67% teme il terrorismo. Allo stesso livello si collocano le minacce emergenti legate alla tecnologia e all’ambiente: il 66% degli europei è preoccupato per gli attacchi informatici provenienti da paesi esterni all’Unione e per le calamità naturali aggravate dai cambiamenti climatici. Anche i flussi migratori incontrollati rappresentano una fonte di apprensione per il 65% dei cittadini.

Accanto alle minacce tradizionali, cresce inoltre l’attenzione per i rischi legati alla comunicazione e al mondo digitale. Il 69% degli intervistati si dice preoccupato per la diffusione della disinformazione, mentre il 68% teme i contenuti falsi generati dall’intelligenza artificiale e l’istigazione all’odio online o offline. Percentuali simili si registrano per le politiche ritenute insufficienti in materia di protezione dei dati e per le possibili minacce alla libertà di espressione. Il quadro generale appare segnato da un certo pessimismo. Più della metà degli europei (52%) si dice pessimista sul futuro del mondo. Anche le prospettive sull’Unione europea e sui rispettivi paesi non appaiono particolarmente rosee: il 39% degli intervistati è pessimista sul futuro dell’UE e il 41% su quello del proprio Stato. Tuttavia, il clima cambia quando si guarda alla dimensione personale. Il 76% dei cittadini europei si dichiara infatti ottimista riguardo al proprio futuro e a quello della propria famiglia, segno che, nonostante le tensioni globali, la fiducia nella capacità individuale di affrontare le difficoltà resta relativamente solida.

Di fronte alle sfide globali, gli europei chiedono un rafforzamento dell’azione comune. Secondo l’indagine, l’89% degli intervistati ritiene che gli Stati membri dovrebbero essere più uniti nel contrasto alle minacce internazionali. Inoltre, l’86% auspica un ruolo più deciso dell’Unione sulla scena globale, mentre il 73% è convinto che siano necessarie maggiori risorse europee per affrontare le sfide geopolitiche e di sicurezza. Il 66% dei cittadini considera importante che l’UE contribuisca direttamente alla loro sicurezza. Per rafforzare la posizione dell’Europa nel mondo, gli intervistati indicano alcune priorità strategiche: difesa e sicurezza (40%), competitività economica e industriale (32%) e indipendenza energetica (29%).

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha commentato i risultati sottolineando che “Le tensioni geopolitiche influenzano il senso di sicurezza quotidiano degli europei. I cittadini si aspettano che l’Unione europea protegga, sia preparata e agisca insieme. L’Europa è il nostro scudo più forte”.

Oltre alla sicurezza internazionale, le questioni economiche continuano a pesare sulle preoccupazioni dei cittadini. L’inflazione, l’aumento dei prezzi e il costo della vita sono indicati come priorità dal 41% degli intervistati, seguiti dall’economia e dalla creazione di posti di lavoro (35%). Sebbene la maggioranza dei cittadini ritenga che il proprio tenore di vita resterà stabile nei prossimi cinque anni, circa il 28% teme un peggioramento. Questo timore è particolarmente diffuso in alcuni paesi europei con economie più fragili.

I cittadini italiani mostrano livelli di preoccupazione più elevati rispetto alla media europea per quasi tutte le questioni legate alla sicurezza. Allo stesso tempo, però, risultano più ottimisti rispetto alla media dell’UE sul futuro del mondo, dell’Europa e del proprio paese. In Italia, il sostegno a una maggiore integrazione europea appare molto forte: il 91% degli intervistati chiede maggiore unità tra gli Stati membri e il 67% sostiene un ruolo dell’UE più incisivo nella sicurezza. Per quanto riguarda le priorità interne, gli italiani indicano al primo posto l’economia e la creazione di posti di lavoro (41%), seguite dall’inflazione e dal caro vita (40%). Spicca inoltre la crescita dell’attenzione verso la sanità pubblica, considerata una priorità dal 37% degli intervistati, con un aumento significativo rispetto all’indagine precedente.

L’indagine conferma anche l’importanza attribuita ai valori fondanti dell’Unione. La pace è il valore che i cittadini ritengono debba essere maggiormente difeso dal Parlamento europeo (52%). Seguono la democrazia (35%), la libertà di parola (23%), i diritti umani (22%) e lo Stato di diritto (21%). Nonostante le difficoltà e il contesto internazionale complesso, il sostegno all’integrazione europea resta solido. Il 49% dei cittadini ha un’opinione positiva dell’UE, mentre solo il 17% ne ha una negativa. Inoltre, il 62% ritiene che l’appartenenza del proprio paese all’Unione sia una scelta positiva.

In Italia il 51% degli intervistati esprime un giudizio favorevole sull’UE, mentre il 52% considera l’adesione dell’Italia all’Unione un fatto positivo, con un significativo aumento rispetto alla precedente rilevazione. Particolarmente significativo è il sostegno dei giovani all’Unione europea. Tra i cittadini di età compresa tra i 15 e i 30 anni, il 58% ha un’immagine positiva dell’UE e il 68% vorrebbe un ruolo più incisivo per il Parlamento europeo. I giovani sono anche tra i più convinti sostenitori di una maggiore unità tra gli Stati membri (90%), di più risorse per l’UE (78%) e di un ruolo europeo più forte a livello internazionale (87%).

Il sondaggio, condotto dall’agenzia Verian tra il 6 e il 30 novembre 2025 in tutti i 27 Stati membri dell’Unione, si basa su oltre 26.000 interviste. I risultati delineano un quadro chiaro: di fronte a un mondo sempre più instabile, i cittadini europei chiedono un’Europa più unita, più forte e capace di agire con decisione sulla scena internazionale.

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