Area 51

Napolitan TikTok

Il fenomeno degli influencer napoletani è oggi uno dei casi più interessanti nel panorama digitale italiano, perché unisce identità territoriale forte, linguaggio popolare, imprenditorialità spontanea e dinamiche sociali complesse.

Molti influencer napoletani costruiscono il proprio successo su un uso esplicito del dialetto, una teatralità spontanea e la narrazione quotidiana (famiglia, quartiere, relazioni) condita spesso con autoironia e drammatizzazione. E anche esponendo quelli che potrebbero essere analizzati come veri casi. Il pubblico percepisce autenticità, non costruzione artificiale.

Il modello comunicativo richiama la tradizione della teatralità partenopea, da Eduardo De Filippo fino alla comicità contemporanea. E, non sottovalutabile, danno la possibilità a chiunque di insultare, esprimere dissenso e altro anche in termini forti e feroci. Il fenomeno si è sviluppato soprattutto su TikTok e Instagram; TikTok in particolare ha favorito contenuti brevi ed emotivi.  diretti e spesso sopra le righe.

Alcuni casi hanno avuto eco anche nelle cronache politiche o elettorali, come quello della tiktoker Rita De Crescenzo, che ha dichiarato un seguito politico influente, aprendo un dibattito sul rapporto tra popolarità social e consenso reale. Esprimendosi in un italiano che ha dato il via agli odiatori seriali, con il risultato più ridicolo che altro.

In questo modo però si sviluppa un’economia locale intorno a questa persona perché non si tratta solo di visibilità, ma di sponsorizzazioni di attività locali, eventi in piazza, presenza in inaugurazioni commerciali, merchandising e apparizioni televisive. Nasce così una microeconomia territoriale, spesso scollegata dai circuiti mainstream milanesi o romani.

C’è in tutto questo una narrazione del quartiere e delle difficoltà economiche fino a toccare i conflitti familiari, che di solito sono sempre gli stessi. Alcuni parlano di orgoglio identitario ma io credo sia più una forma di rivalsa dovuta a una situazione economica più stabile che genera anche critiche e accuse di spettacolarizzazione del disagio o di rafforzamento di stereotipi su Napoli. Nascono di fatto nuove leadership popolari a forza di clamorose sparizioni della grammatica italiana e nascita di nuove parole dialettali incomprensibili.

A mio avviso niente di buono, un degrado molto marcato che anche se testimonia la democratizzazione dell’accesso alla visibilità e la nascita di nuove leadership popolari, lo fa a scapito dell’educazione, della cultura, del buonsenso e della tradizione.

Il fenomeno degli influencer napoletani non è solo gossip digitale: è un laboratorio sociologico su identità, potere simbolico e comunicazione dal basso. Un caso di studio della trasformazione dello spazio pubblico digitale nelle aree urbane contemporanee.

[NdR – Elvira Marasco è Senior Gender Equality Advisor e Founder of the Italian Delegation Women20 W20/G20 – President AW20]

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