Politica

Italia delle Regioni

Sono state condivise strategia e programmazione delle attività 2026 nella riunione del Tavolo permanente per lo Sport che si è tenuta recentemente allo Stadio Olimpico di Roma, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, di concerto con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta dal coordinatore e presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

Al centro della riunione, alla quale hanno partecipato gli assessori regionali titolari della delega dello Sport, c’è stato un articolato confronto sulle azioni concrete da realizzare sui territori per rafforzare le politiche sportive e il relativo coordinamento tra sistema Regioni e gli altri attori del mondo sportivo, tra i quali il Dipartimento per lo Sport, Sport e Salute, Istituto per il Credito sportivo e culturale, Coni, Cip, Gestore Servizi Elettrici e, da oggi, anche Istat.

La discussione si è concentrata sul lavoro di censimento dell’impiantistica sportiva, che procede attraverso il coordinamento degli Assessorati regionali allo sport ed è finalizzato a mappare gli impianti attivi nei Comuni italiani per costruire una banca dati digitale sulle infrastrutture, non solo per monitorarne lo stato di salute, ma anche per orientare politiche e finanziamenti dove più necessario.

Altro tema affrontato dal Tavolo, i prossimi Giochi della Gioventù che meritano uno stretto e sinergico collegamento tra tutti gli interpreti. Le Regioni hanno altresì sottolineato la necessità di inserire una rappresentanza regionale all’interno della Commissione nazionale per i Giochi della Gioventù.

Infine, l’attenzione è stata rivolta ai progetti di inclusione sportiva che facilitino la fruizione di impianti e discipline sportive da parte delle persone con disabilità. Formazione degli allenatori e degli insegnanti, abbattimento delle barriere, avviamento allo sport in maniera capillare sul territorio sono tra i temi più stringenti evidenziati. La prossima riunione si terrà giovedì 9 aprile durante la quale si affronterà anche il tema delle misure di incentivazione allo sport dedicate alle famiglie.

In ambito Salute e sicurezza sul lavoro, Inail e Conferenza delle Regioni hanno esteso al 2026 le attività di formazione aggiuntiva per imprese e lavoratori. Con la proroga dell’Accordo quadro tra l’Inail e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome le imprese avranno maggiori possibilità di accedere agli avvisi pubblici di finanziamento

C’è più tempo per formare i lavoratori alla sicurezza e alla prevenzione, coinvolgendo il maggior numero di imprese nell’ottica di tutelare i lavoratori dal rischio di infortuni negli ambienti di lavoro. Con l’addendum all’accordo siglato nel 2023 tra l’Inail e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, sottoscritto a dicembre scorso dai presidenti Fabrizio D’Ascenzo e Massimiliano Fedriga, si estende a tutto il 2026 la possibilità per le imprese di accedere alla formazione finanziata in materia di salute e sicurezza, resa possibile grazie alla collaborazione fra i due enti.

Da Inail e Regioni risorse e interventi per promuovere la sicurezza sul lavoro. Attraverso gli avvisi pubblici di finanziamento dei programmi formativi resi disponibili dalle Regioni e sostenuti dall’Istituto con oltre dieci milioni di euro, le aziende possono disporre di occasioni aggiuntive per diffondere il trasferimento di conoscenze e adottare misure di prevenzione, rafforzando la consapevolezza dei rischi e favorendo l’adozione di misure di tutela più efficaci nei luoghi di lavoro. Un’opportunità alla base dell’Accordo quadro firmato il 13 luglio 2023, ora prorogato, con cui è stata avviata una campagna nazionale di rafforzamento della formazione prevista dalla normativa vigente con specifici interventi formativi per i cantieri finanziati con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Destinatari i lavoratori e i preposti impegnati nei cantieri Pnrr. Secondo l’Accordo, a beneficiare degli interventi formativi sono i lavoratori e i preposti dei contesti produttivi coinvolti nella realizzazione delle opere previste dal Piano, come la costruzione di edifici, le opere di ingegneria civile e i lavori specializzati di edilizia. A garantire la qualità e l’uniformità territoriale, la formazione viene svolta da soggetti accreditati e affidata a docenti qualificati ed è caratterizzata da standard comuni in termini di obiettivi, contenuti, durata e metodologie, come precisato nel Catalogo degli interventi formativi.

Nel Catalogo corsi interdisciplinari a supporto della prevenzione. Suddiviso in 14 corsi di formazione, il Catalogo individua tipologie differenti di intervento, che spaziano dalle tecnologie digitali all’innovazione tecnologica al monitoraggio della sicurezza tramite i near miss. Sono poi approfonditi gli aspetti operativi della gestione in sicurezza degli accessi in cantiere di aziende esterne e fornitori, del ciclo di smaltimento dei rifiuti da demolizione e costruzione, del ruolo e dei compiti del preposto e delle modalità di comunicazione con i lavoratori attraverso l’analisi di criticità e l’esposizione di buone prassi. Completa l’offerta del Catalogo la promozione della salute e degli stili di vita, la conoscenza degli effetti di alcol e droghe sui lavoratori impegnati in edilizia e l’apprendimento delle conseguenze che la mancata prevenzione dei rischi può avere sul benessere psicofisico.

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