Cronache dai Palazzi
In primo piano l’arrivo un nuovo pacchetto di provvedimenti sulla sicurezza che Palazzo Chigi varerà nei prossimi Consigli dei ministri. Gli uffici legislativi del Viminale hanno per l’appunto trasmesso un decreto-legge e un disegno di legge, il primo composto da 25 articoli e il secondo da 40. Si tratta di norme che intervengono su sicurezza pubblica, immigrazione internazionale e funzionalità delle forze di polizia con nuove assunzioni. Il pacchetto prevede inoltre delle zone rosse nelle città, in aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità e l’intervento dovrà basarsi su un chiaro allarme di sicurezza. Previsto anche un potenziamento dei daspo e delle misure di prevenzione; più fondi per la sicurezza urbana per i sindaci; contrasto all’immigrazione illegale; velocizzazione e maggior efficacia delle espulsioni e dei rimpatri. Nello specifico viene autorizzata una spesa complessiva di 8 milioni di euro per dare esecuzione ai rimpatri e per poter attuare il Patto europeo della migrazione e asilo. Definita inoltre “stretta anti ong” la possibilità di interdizione temporanea del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Il concetto di “Paese sicuro” entra in pratica a far parte del diritto interno e nel decreto si prevede che il trattenimento dei migranti sia disciplinato con norme di rango primario.
Il ddl prevede inoltre lo “scudo legale” per le forze dell’ordine, che consiste nella tutela processuale per le forze di polizia con l’estensione della legittima difesa per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Introdotto anche il divieto di porto di coltelli e di vendita di armi da taglio ai minori. Pene pecuniarie anche per i genitori di minorenni che commettono atti di violenza. II divieto assoluto di porto di strumenti con lama comporta in generale la reclusione da 1 a 3 anni. È prevista inoltre un’aggravante specifica, con aumento di pena da un terzo alla metà, qualora il reato sia commesso da persone travisate nelle immediate vicinanze di istituti di credito, parchi, stazioni ferroviarie e della metropolitana. Previsto infine l’arresto facoltativo in flagranza per gli under 18 per porto illecito di coltelli.
Il ddl prevede invece l’arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento in occasione di manifestazioni pubbliche e fermo di prevenzione nei confronti di persone sospette che potranno essere trattenute negli uffici della polizia fino a dodici ore. A proposito di manifestazioni saranno infine contemplate sanzioni amministrative pecuniarie, da un minimo di 3.500 euro ad un massimo di 20.000 euro, per chi non rispetta le prescrizioni della questura.
Per prevenire la violenza giovanile si prevede l’ampliamento del catalogo dei reati per i quali entra in campo l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni: lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto. Inoltre, i genitori dei minori che non hanno impedito il fatto dovranno corrispondere sanzioni pecuniarie da 200 a 1.000 euro. Sanzioni amministrative pecuniarie anche per i minorenni che hanno commesso atti persecutori o di cyberbullismo. Stop assoluto alla vendita di “armi improprie” – in particolare strumenti da punta e taglio – ai minorenni che sia anche attraverso il web e varie piattaforme elettroniche. In caso di violazione del divieto è prevista la revoca della licenza e sanzioni fino a 12.000 euro. All’interno degli impianti sportivi, a partire dagli stadi di calcio, in conformità con la normativa sulla protezione dei dati personali e in linea con la più recente e avanzata regolamentazione dell’Ue sull’Intelligenza Artificiale, si prevedono “sistemi di identificazione biometrica remota a posteriori”. Si tratta di sistemi di riconoscimento facciale integrata con componenti di Intelligenza Artificiale, che rappresenta una novità nel nostro Paese e che supporta le forze di Polizia nell’operazione di identificazione anche ai fini dell’adozione di misure come il daspo e l’arresto in flagranza differita nei confronti degli autori di atti inopportuni e perseguibili.
Sul fronte europeo e internazionale, per ciò che concerne la Groenlandia “abbiamo chiesto che fosse la Nato a coordinare. Bisogna unire e non spaccare”, ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto nell’Aula di Palazzo Madama. Dietro le quinte l’attento lavoro della Farnesina e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, di concerto con l’apparato diplomatico, la Nato e Bruxelles. Roma, in sintesi, non parteciperà all’operazione militare “Arctic Endurance” proposta dalla Danimarca e condivisa da alcuni Paesi europei, per fronteggiare le mire espansionistiche americane di Donald Trump.
“Considero molto difficile un intervento di terra, militare, sul tema della Groenlandia. Credo che la questione sia politica e credo che politicamente verrà risolta, anche con impegno maggiore di tutti gli Alleati su un’area che è strategica per tutti”, ha ribadito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal Giappone dove si è recata in visita ufficiale. Si tratta di un’area strategica “anche per noi e anche per l’Europa”, ha sottolineato la premier. In sostanza Roma sostiene una risposta responsabile, basata su deterrenza e cooperazione come emerge dal documento strategico elaborato dai ministeri Esteri e Difesa e dai ministri Tajani e Crosetto: “L’Italia, pur non essendo uno Stato artico, riconosce che la stabilità della regione ha implicazioni dirette per la sicurezza europea e per l’Alleanza atlantica. Per questo motivo, l’Italia intende contribuire alla sicurezza e alla difesa della regione artica nel quadro dei propri impegni multilaterali (Nato e Ue) e in modo coerente con una visione a 360 gradi della sicurezza atlantica”. L’Italia intende inoltre instaurare una “cooperazione sui sistemi satellitari per la sorveglianza marittima, il monitoraggio ambientale e il controllo delle rotte artiche”, ed in generale la “condivisione di best practices Nato-Ue contro interferenze ibride”. Si tratta di una “strategia delineata” attraverso la quale vengono messe “a sistema obiettivi di sicurezza nel medio-lungo periodo per tutelare l’Artico come bene pubblico internazionale, contribuendo al rafforzamento della deterrenza e difesa nel quadro euro-atlantico”. In definitiva la difesa della Groenlandia, oltre che nella “protezione della sovranità” del Paese, si concretizza in primo luogo nella “protezione delle sue risorse strategiche, delle infrastrutture e delle decisioni sovrane da interferenze esterne”. Per tali illustri motivi “l’Italia sostiene una risposta euroatlantica ferma ma responsabile, basata su deterrenza, cooperazione e sviluppo sostenibile”.
L’Italia infine è anche culla della cultura che, a sua volta, è “collante, e “motore, di civiltà”, come ha rimarcato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla Cerimonia d’inaugurazione de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. La cultura rappresenta “un patrimonio che dà pregio e significato agli stessi beni materiali di cui disponiamo. Alla stessa natura che ci circonda e che abbiamo il dovere di tutelare”. Un patrimonio “che si sviluppa nel dialogo e nel confronto. Che si arricchisce nello scambio, acquisendo il sapere degli altri e trasmettendo il proprio, ammirando la creatività e condividendola”, ha sottolineato il Capo dello Stato. Cultura vuol dire “crescita”, sedimentazione della “conoscenza” e incarnazione dell’“incontro”.
In un’epoca in cui imperversano “guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento”, esperienze che manifestano un pesante “carico di morte e devastazione”, la cultura “è strumento principe di convivenza, di dialogo, di impegno di ricerca comune e dunque di pace”. La responsabilità della società civile è quindi consentire alla cultura “di svilupparsi, di farsi strada, di seminare e lasciare tracce”. Nella pratica “investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile” e, in definitiva, “vuol dire investire in democrazia”.
©Futuro Europa® Riproduzione autorizzata citando la fonte. Eventuali immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione
