Il coraggio delle donne iraniane
Nel W20 sappiamo che non può esistere crescita inclusiva senza diritti. E sappiamo anche che, quando i diritti delle donne vengono sistematicamente negati, l’intero sistema economico e sociale ne paga il prezzo.
In Iran, oggi, le donne non sono escluse solo dall’economia o dalla leadership: sono private della libertà fondamentale di scegliere. Scegliere come vestirsi, come muoversi, come vivere. Il loro corpo è regolato dallo Stato, la loro autonomia ridotta per legge, la loro voce repressa con la forza. Eppure, sono proprio le donne iraniane a mostrarci cosa significhi leadership in condizioni estreme.
Quando una giovane donna decide di togliere il velo sapendo che rischia il carcere, non sta compiendo solo un atto personale. Sta affermando un principio universale: che la dignità umana non è negoziabile. Quando madri, studentesse, lavoratrici scendono in strada, non chiedono solo diritti civili: chiedono partecipazione, uguaglianza, futuro.
Sono questi gli stessi pilastri su cui si fonda il W20 che nasce per portare le istanze delle donne nei luoghi dove si decide l’economia globale. Ma l’economia non è neutra: prospera solo dove esistono libertà, stato di diritto, accesso alla giustizia. In Iran, l’esclusione delle donne dalla piena cittadinanza significa anche perdita di capitale umano, innovazione soffocata, povertà strutturale.
Difendere i diritti delle donne iraniane non è quindi un atto simbolico. È una scelta strategica. È riconoscere che non può esserci sviluppo sostenibile senza libertà personale.
Che non può esserci lavoro dignitoso senza sicurezza. Che non può esserci crescita inclusiva dove metà della popolazione vive sotto coercizione.
Come W20, abbiamo una responsabilità chiara: tenere alta l’attenzione internazionale, chiedere accountability, inserire la prospettiva dei diritti umani e di genere in ogni agenda economica. Perché, quando una donna viene silenziata, tutte perdiamo qualcosa.
La lotta delle donne iraniane ci ricorda che l’empowerment non nasce solo da politiche pubbliche ben disegnate, ma dal coraggio di chi rifiuta l’ingiustizia anche quando il costo è altissimo. E ci pone una domanda che il W20 non può eludere: che valore ha la nostra agenda, se non arriva anche a chi oggi rischia la vita per incarnarla?
La libertà delle donne non è un tema settoriale. È la misura della credibilità del nostro impegno globale.
[NdR – Elvira Marasco è Senior Gender Equality Advisor e Founder of the Italian Delegation Women20 W20/G20 – President AW20]
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