Europa

Premio Daphne Caruana Galizia 2025

Daphne Caruana Galizia era una giornalista, blogger e attivista anticorruzione maltese. È stata autrice di numerose inchieste sulla corruzione, il riciclaggio di denaro, la criminalità organizzata, la vendita della cittadinanza e i legami del governo maltese con i Panama Papers. È stata vittima di vessazioni e minacce, culminate nell’esplosione di una bomba nascosta nella sua auto il 16 ottobre 2017. Le proteste per il modo in cui le autorità hanno gestito le indagini sul suo omicidio hanno portato alle dimissioni del primo ministro Joseph Muscat. Critici di fronte alle lacune nelle indagini, nel dicembre 2019 i deputati hanno chiesto l’intervento della Commissione europea.

Il Premio, con il sostegno del Parlamento europeo, rende omaggio a Daphne Caruana Galizia, una giornalista investigativa e blogger maltese assassinata nel 2017. È un riconoscimento annuale per il giornalismo d’eccellenza che promuove e difende i principi e i valori fondamentali dell’Unione europea, quali dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e diritti umani. Il premio è aperto a giornalisti professionisti e gruppi di giornalisti professionisti di qualsiasi nazionalità, che possono presentare storie di approfondimento pubblicate o trasmesse da organi di informazione con sede in uno dei 27 Stati membri dell’Unione europea. Il premio e i 20.000 EUR in palio testimoniano il forte impegno del Parlamento europeo a favore del giornalismo d’inchiesta e della protezione dei giornalisti in tutto il mondo.

Per l’edizione del Premio 2025, centinaia di giornalisti provenienti dai 27 paesi dell’Unione europea hanno inviato le loro storie tra il 21 maggio e il 31 luglio 2025. Prima di decretare il vincitore, la giuria ha selezionato 10 storie fra le 316 presentate.

Follow the Money si è aggiudicata il Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo per aver svelato le reti che permettono alla Russia di evadere le sanzioni sul petrolio. L’inchiesta, coordinata dalla giornalista Birte Schohaus, sulla piattaforma per il giornalismo investigativo “Follow the Money” in collaborazione con mezzi d’informazione con sede in Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito, ha rivelato come gli armatori occidentali abbiano guadagnato più di 6 miliardi di USD dalla vendita di 230 petroliere obsolete alla flotta ombra russa.

L’inchiesta, realizzata dalla piattaforma Follow the Money in collaborazione con 13 redazioni e 40 giornalisti, rivela come armatori occidentali abbiano guadagnato più di 6 miliardi di USD dalla vendita di 230 petroliere obsolete alla flotta ombra russa. L’indagine ha portato alla luce un complesso sistema di vendita di petroliere obsolete da parte di armatori occidentali a intermediari russi. Gli armatori occidentali avrebbero ricavato oltre 6 miliardi di dollari dalla vendita di circa 230 petroliere vecchie e a fine vita; queste navi operano sotto una proprietà poco trasparente, formando la cosiddetta “flotta ombra” che permette alla Russia di aggirare le sanzioni imposte sul petrolio. L’inchiesta ha messo in evidenza che gran parte di queste petroliere, ormai obsolete, operano spesso senza adeguate coperture assicurative ambientali, rappresentando un grave rischio ecologico e per la sicurezza marittima, soprattutto in aree sensibili come il Mar Baltico.

Grazie alla combinazione di tecniche di giornalismo investigativo tradizionale, analisi dei dati e tracciamento satellitare, l’inchiesta getta luce su assetti proprietari complessi, analizza i flussi delle spedizioni e sul costo umano di questo commercio attraverso interviste con i membri dell’equipaggio, che lavorano in condizioni pericolose. Ne emerge una fitta rete di collaboratori europei che aiutano la Russia a evadere le sanzioni, comprese otto agenzie con sede in Europa che reclutano membri dell’equipaggio per la flotta ombra. Venti di questi collaboratori sono agenzie basate in Ucraina. L’inchiesta è riuscita a ricondurre i membri dell’equipaggio di 60 navi della flotta ombra a società con sede in diversi paesi europei, dimostrando come delle normali imprese europee siano rimaste coinvolte nell’economia di guerra russa.

L’inchiesta è stata pubblicata in collaborazione tra Follow the Money (Paesi Bassi), De Tijd (Belgio), Süddeutsche Zeitung (Germania), WDR (Germania), NDR (Germania), The Times (Regno Unito), SourceMaterial (Regno Unito), IRPIMedia (Italia), OCCRP, NRK (Norvegia), Danwatch (Danimarca), Solomon (Grecia), Inside Story (Grecia) e Dialogue Earth (Regno Unito).

Alla cerimonia di premiazione a Strasburgo (https://www.youtube.com/watch?v=pr5Jxbwy-Gk), tenutasi martedì pomeriggio nella sala stampa del Parlamento europeo intitolata proprio a Daphne Caruana Galizia, hanno partecipato Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, vicepresidente responsabile del premio, e i rappresentanti della giuria indipendente che ha decretato il vincitore. Vincitori delle edizioni precedenti: 2021: progetto Pegasus, coordinato dal consorzio Forbidden Stories; 2022: documentario “La Repubblica centrafricana sotto l’influenza russa”, di Clément Di Roma e Carol Valade (ARTE/France24/Le Monde); 2023: indagine congiunta sul naufragio dell’imbarcazione che trasportava migranti Pylos (Solomon, in collaborazione con Forensis, StrgF/ARD e The Guardian); 2024: inchiesta sui minori stranieri non accompagnati scomparsi (Lost in Europe).

La presidente Roberta Metsola ha dichiarato: “Il Premio Daphne Caruana Galizia testimonia il legame indissolubile tra stampa libera, democrazia e pace. In un momento in cui i regimi autoritari cercano di mettere a tacere la verità e distorcere la realtà, l’Europa resta unita a sostegno dei giornalisti che denunciano la corruzione e di tutti coloro che rifiutano di essere ridotti al silenzio“.

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