Area 51

C’è Natale e Natale

Dicembre è un bel mese; c’è il Natale, la possibilità di mangiare dolci fantastici e ingrassare allegramente. Quest’anno però c’è un alleato della linea perfetta ed è il costo eccessivo delle materie prime di questi tradizionali e buonissimi dolci che frena anche gli istinti più forti.

Facciamo chiarezza: volete un panettone artigianale? Quello, per intenderci, che ha lievitato settordici giorni cullato da canzoncine adatte; quello che è stato solo sfiorato da chef pluristellati che con un solo tocco gli hanno dato quel sapore speciale che ricorda, che ricorda… Mah, ecco non ricordo. Insomma, se volete questo invece del panettone in busta anonima in vendita da Achille tutto a Mille per 4 euro dovete rompere il salvadanaio.

Il panettone artigianale parte da 48 euro al kg e via salendo. Il più caro è quello con il pistacchio di Bronte, piccolo e grazioso paesino siciliano che produce, stando a tutte le sbandierate pubblicità, un triliardo di pistacchi al mese. Se comunque vi accontentate del semplice caro panettone con uvette e canditi delle marche da supermercato, partite dai 14 euro, costi – diciamo – alla portata di tutti.

Naturalmente la colpa è del mercato mondiale: il costo del cacao è altissimo e molto volatile, con i prezzi dei future che a inizio dicembre 2025 oscillano intorno ai 5.500-5.700 dollari per tonnellata, ma che hanno toccato picchi record oltre i 10.000 €/tonnellata a inizio 2025 a causa di pessimi raccolti, speculazione e instabilità climatica, rendendo difficile la programmazione per le imprese. Il cacao in polvere per uso domestico si trova a partire da circa 9-12 €/kg, ma i prezzi variano molto. E poi tutto il resto – che’ ormai è notorio – aumenta e basta; anche senza un motivo immediatamente evidente.

Allora cosa fare? Nemmeno la tradizione dei dolci poveri aiuta, anche perché di povero non hanno nulla. Quasi tutti i dolci tradizionali sono pieni di frutta secca e miele, nulla di economico insomma. In più c’è una bella discussione in atto sulla provenienza di questa frutta secca che ormai viaggia in ogni luogo e in ogni lago. E pare che abbia un trattamento conservativo che azzera in maniera drastica tutte le proprietà che invece avrebbe se fosse lasciata nature. Alla parola aflatossina se digitata in internet si apre un girone dell’inferno.

Conclusione? Dieta, fa bene alla salute. Per la magia natalizia bastano le palline scintillanti e pazienza se poi andrete a dormire pensando ad altri Natali quando eravamo… quando eravamo cosa? Più ricchi? Forse. Sicuramente impreparati a questa debacle globale.

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