G20 in Sudafrica
A breve ci sarà il summit del G20 in Sudafrica. Cosa aspettarsi e soprattutto, ci sarà una sedia vuota al posto di Donald Trump? Pare proprio di sì. Eppure, questo G20 è un evento significativo perché è la prima volta che il G20 si tiene su suolo africano (Johannesburg) e questo dà al Sudafrica un palco importante per porre le sfide del continente africano al centro del dibattito globale.
Il summit è organizzato attorno a tre pilastri, che riflettono le priorità dichiarate della presidenza sudafricana del G20 e si concentrerà su tre Task Force tematiche: Crescita economica inclusiva e riduzione delle disuguaglianze, Sicurezza alimentare, Intelligenza artificiale e innovazione per lo sviluppo sostenibile. Ci si aspetta che molte delle discussioni vertano su questioni di sviluppo sostenibile, giustizia sociale ed equità nelle relazioni internazionali.
Il governo sudafricano ha indicato alcune aree chiave: rafforzare la resilienza ai disastri, garantire la sostenibilità del debito per paesi in via di sviluppo, mobilitare finanziamenti per una transizione energetica giusta, e sfruttare le risorse minerarie critiche per una crescita inclusiva. Il B20 (la parte d’impresa del G20) ha presentato 30 raccomandazioni mirate su crescita inclusiva e sostenibile.
Non sarà certo facile gestire un Summit a Johannesburg. Alcuni report indicano che la città ha problemi di consegna di servizi di base: strade danneggiate, elettricità, acqua. La gestione logistica e la sicurezza saranno sotto osservazione, visto il grande afflusso di delegati e media.
Ci saranno assenze significative, è previsto un boicottaggio da parte degli Stati Uniti: secondo Donald Trump, “nessun funzionario governativo” USA parteciperà. Alcuni leader potrebbero essere assenti o mandare rappresentanti di secondo piano, il che potrebbe limitare la forza politica delle decisioni.
Il summit può dare un’importante piattaforma di visibilità per le sfide africane (cambiamento climatico, debito, sviluppo infrastrutturale) su scala globale ed è un potenziale di coalizioni tra paesi emergenti per chiedere maggiore equità nelle politiche globali (soprattutto finanziarie ed ecologiche).
Con il focus su “giusta transizione”, Sudafrica potrebbe usare il summit per promuovere progetti verdi, finanziamenti per energie rinnovabili, e partenariati per le risorse critiche (minerali). Purtroppo, data l’assenza dell’amministrazione USA (o di rappresentanti di alto livello), potrebbe essere difficile ottenere impegni forti su alcuni fronti (o almeno dichiarazioni molto vincolanti).
Non è detto che tutte le raccomandazioni del B20 vengano tradotte in azioni concrete subito; alcuni piani potrebbero rimanere su carta, soprattutto se mancassero investimenti massicci. Le disuguaglianze strutturali sudafricane (servizi, infrastrutture) potrebbero emergere ancora come problema e il summit non garantisce che tutti gli interventi fatti restino dopo la fine dell’evento.
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