Italia delle Regioni
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla 42ª Assemblea annuale dell’Anci a Bologna, ha espresso riconoscenza ai sindaci e agli amministratori locali, “base democratica delle nostre istituzioni repubblicane, solida rete di unità del Paese”.
Il Capo dello Stato ha ribadito che “i Comuni costituiscono la prima linea della nostra democrazia” e che “non possiamo accontentarci di una democrazia a bassa intensità”, sottolineando che “la riduzione dell’affluenza alle urne è una sfida per chi crede nel valore della partecipazione democratica”.
Mattarella ha richiamato il valore dell’autonomia locale, affermando che “valorizzarne le funzioni, rafforzarne la solidità, contribuire a migliorare le loro capacità nei servizi ai cittadini significa investire sul futuro”. Ha poi richiamato il tema dell’assemblea, ricordando che “Insieme è la prima parola del titolo di questa assemblea: un’ambizione carica di valori e significati importanti, da perseguire con determinazione tanto più in questo tempo di polarizzazione”. Sul fronte dell’innovazione, il Capo dello Stato ha osservato che “l’intelligenza artificiale può offrire straordinarie possibilità per rendere più efficienti e fruibili i servizi”, ma ha ammonito a non “far sorgere nuovi ambiti di esclusione, specialmente tra i cittadini più anziani”.
Ha poi affrontato il tema delle politiche abitative e della natalità, sottolineando che “si tratta di politiche basilari per incoraggiare le nuove famiglie, per favorire i giovani studenti, per includere i lavoratori che giungono in Italia”, ricordando che “integrare chi lavora è un moltiplicatore di sicurezza e di qualità della vita urbana”.
Parlando delle aree interne, Mattarella ha affermato che “i piccoli Comuni sono l’anticorpo dell’abbandono e vanno messi nelle condizioni di essere un motore di vitalità e di ripartenza”, e che “l’esistenza di servizi si pone prima del numero degli abitanti, perché ne costituisce una garanzia e, laddove viene meno, una causa del suo declino”.
Riguardo al rapporto con il Governo, ha auspicato che “il confronto sulle risorse a disposizione dei Comuni prosegua con spirito costruttivo e di corresponsabilità”, elogiando i risultati dell’Anci nell’attuazione del PNRR, che ha definito “una buona notizia per tutti”.
Infine, ha espresso vicinanza ai sindaci impegnati “in prima linea nella battaglia per la legalità”, ricordando che “le minacce e i tentativi di intimidazione agli amministratori locali sono crimini contro la comunità civile, contro l’Italia”. Ha concluso con un ringraziamento: “La Repubblica vi è riconoscente per ciò che fate ‘insieme’. E per l’immagine che la vostra unità offre al Paese”.
Il presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Gaetano Manfredi, nella sua relazione, ha ringraziato il Presidente della Repubblica per la sua costante presenza, che rappresenta il più alto riconoscimento del ruolo cruciale dei Sindaci nello sviluppo morale e materiale del Paese. Manfredi ha ribadito che “l’ANCI è una grande Istituzione del Paese, punto di riferimento formidabile per le altre Istituzioni”.
La sfida dei divari e la rigenerazione sociale. Il discorso del Presidente Manfredi ha messo al centro la necessità di riforme per l’equità e l’azione per ricucire gli strappi e le fratture sociali. “Il nostro obiettivo debbono essere riforme per l’equità. Perché senza equità, senza giustizia sociale, non c’è futuro per nessuno”. La soluzione è la rigenerazione, intesa come intervento per il Bene Comune nel suo senso più profondo: ricucire il tessuto sociale e ridare ossigeno ai quartieri dimenticati.
Emergenza Casa: appello per un Piano Nazionale
Un pilastro non negoziabile è il diritto all’abitare. Il Presidente ANCI ha definito “drammatici” i numeri dell’emergenza abitativa in Italia, dove circa 4 milioni di italiani sono in condizioni di povertà abitativa, a fronte di 9,6 milioni di abitazioni non occupate e 187 mila famiglie in attesa di una casa. Per questo, ha chiesto con urgenza un Piano Casa nazionale pluriennale da non intendere come una spesa, ma un investimento strategico per la coesione e il futuro produttivo del Paese. L’obiettivo è riqualificare l’edilizia residenziale pubblica e stimolare il social housing per dare risposte alla cosiddetta “classe grigia”.
Welfare, PNRR e Bilanci: la prossimità al centro. I Comuni sono i garanti della coesione sociale e il welfare di prossimità è l’antidoto all’indifferenza.
Scuola e Sanità. La priorità è investire nella scuola e garantire asili nido accessibili ovunque. Nonostante la creazione di 150 mila posti di nido in più grazie al PNRR, il Governo deve fornire le risorse correnti per aprirli e gestirli. Si chiede inoltre di rimettere al centro la sanità territoriale per portare i servizi vicino ai cittadini.
PNRR. I Comuni sono stati la struttura più efficiente e rapida del Paese. Sulla base degli ultimi dati, il 50% dei progetti PNRR è concluso, dimostrando che i Comuni sono il motore autentico di un Paese che cambia.
Finanza locale. Nonostante l’efficienza, i Sindaci combattono contro la precarietà dei bilanci, lavorando “con il freno a mano tirato”. La spesa corrente dei Comuni in rapporto al PIL è al 2,7%, il livello più basso da molti anni. Si chiede coerenza al Governo per sostenere i servizi essenziali.
Autonomia e Legalità. Sull’autonomia differenziata, la posizione ANCI è unanime e chiara: massimo rispetto delle norme costituzionali e salvaguardia delle funzioni fondamentali dei Comuni. L’autonomia non deve generare disparità.
Infine, il Presidente ha ribadito che “ogni attacco a un sindaco è un attacco allo Stato”: i Comuni sono per la legalità. Ha lanciato un appello per un impegno maggiore contro la violenza di genere e per la promozione del premio “Comune capitale della Repubblica italiana” nel 2026, in occasione dell’80° anniversario della Repubblica.
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