Cronache dai Palazzi
Continuano le critiche e i rilievi sulla nuova Legge di Bilancio. “Ho lo svantaggio di prendere le decisioni e non fare solo il professore rispetto a quello che fanno gli altri”, replica il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Critiche, in primo luogo, per quanto riguarda i benefici del taglio dell’Irpef, la cedolare secca sugli affitti brevi che rischia di favorire la non chiarezza fiscale e infine l’opportunità di una nuova rottamazione. Sono intervenuti Istat, Cnel, Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio Parlamentare di Bilancio. Nel mirino delle audizioni delle commissioni Bilancio di Camera e Senato in particolare la norma che riduce il prelievo fiscale nello scaglione di redditi tra 28 e 50 mila euro, tagliando l’aliquota dal 35% al 33%, una delle misure che connotano la manovra.
Secondo l’Istat “ordinando le famiglie in base al reddito disponibile equivalente e dividendole in cinque gruppi emerge che l’85% delle risorse” sono riservate alle fasce di reddito più alte, mentre “per tutte le classi di reddito il beneficio comporta una variazione inferiore all’1% sul reddito familiare”. Anche per la Corte dei Conti l’intervento sull’Irpef produrrebbe i maggiori effetti per i contribuenti con redditi oltre i 48 mila euro fino a i 200 mila euro.
Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, invece, il 50% dei fondi finisce all’8% dei contribuenti più ricchi ma prendendo in considerazione lo sgravio che scatta nel 2026 ne beneficiano soprattutto i redditi più bassi. Le nuove norme fanno parte, inoltre, di una più ampia riforma e riduzione dell’Irpef che ne primi anni dovrebbe favorire soprattutto i redditi più bassi.
Per quanto riguarda l’inflazione e gli effetti sul potere d’acquisto, secondo l’Upb solo i lavoratori dipendenti con redditi fino a 32 mila euro hanno recuperato interamente il fiscal drug degli ultimi anni, beneficiando degli effetti positivi delle aliquote ridotte e dei bonus generati dalla riforma dell’Irpef. I redditi tra i 32 e i 45 mila euro non otterrebbero grandi benefici mentre i redditi più alti avrebbero pareggiato il conto. Tra i lavoratori autonomi, infine, benefici solo per le fasce di reddito tra 40 e 70 mila. A proposito di bonus nel 2026 sarà inoltre rinnovato il bonus psicologo modulato in base all’Isee. Nello specifico, rispetto agli anni precedenti l’attuale Legge di Bilancio prevede una riduzione dell’importo totale dei fondi destinati al bonus psicologo e la gestione sarà affidata interamente all’Inps che riceverà circa 200 mila euro all’anno per adeguare e potenziare la piattaforma informatica e, nel contempo, semplificare le procedure di accesso al beneficio. L’entità e i requisiti Isee per poter ottenere il bonus rimangono gli stessi rispetto al 2025, fino ad un massimo di 50 mila euro. Si tratta di un bonus che si aggiunge al bonus energia e al bonus destinato alle mamme lavoratrici con almeno due figli e un reddito fino a 40 mila euro.
Bankitalia mette a sua volta in evidenza che la manovra non appiana le disuguaglianze dei redditi e, per di più, per le famiglie “dal 2019 al 2023 c’è stata un’ampia perdita di potere d’acquisto del 10%, recuperata solo di 3 punti”. Dubbi, inoltre, per quanto riguarda la rottamazione. Nello specifico “l’evasione fiscale danneggia la crescita e produce iniquità” e la definizione agevolata comporterebbe “una perdita di gettito di 1,5 miliardi nel 2026”. Per ciò che concerne il sistema bancario Bankitalia sottolinea che il sistema del credito è “solido” ma sarebbe auspicabile “evitare troppe modifiche inattese alla tassazione delle banche”.
Il ministro dell’Economia Giorgetti risponde ribadendo che l’intervento sull’Irpef “tutela i contribuenti con redditi medi, ed estendendo la platea di chi aveva beneficiato del cuneo fiscale coinvolge il 32% dei contribuenti”, generando un beneficio medio di 218 euro all’anno fino a 440 euro. Per ciò che concerne la rottamazione, rappresentando tutto il governo, Giorgetti puntualizza: “Non pensiamo di perdere gettito, naturalmente è distribuito diversamente. È una norma a favore di quelle imprese che non ce la fanno o non ce la farebbero a continuare l’attività se dovessero onorare tutto il debito subito”. Per quanto riguarda gli affitti invece “siamo intervenuti sulla cedolare secca, che gestisce Airbnb e non crediamo che abbiamo danneggiato nessuno di quelli che devono abitare nella propria abitazione”, sottolinea Giorgetti.
Una riforma che tiene i conti in ordine, “una manovra da austerità”, rimarca la dem Elly Schlein, “ma manca una visione sullo sviluppo del Paese, sulla politica industriale, su incentivi che rilancino l’economia”. In questo contesto si colloca il “grande piano Ue di investimenti pubblici e privati da 800 miliardi di euro”, in fase di elaborazione, con la collaborazione di Viale dell’Astronomia.
Su un altro fronte si fa strada la riforma della Pubblica amministrazione soprattutto per quanto riguarda i dirigenti “puntando moltissimo sulla formazione, in particolare su leadership e performance”, afferma il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ipotizzando “una sorta di percorso che porta il capo a diventare leader” dato che “un dirigente deve saper gestire”. Nello specifico “il capo è quello che dà ordini, il leader dà una visione, coinvolgendo le persone in un lavoro di squadra”, sottolinea Zangrillo.
Il disegno di legge sulla dirigenza è ancora fermo a Montecitorio ma “ha superato l’esame in commissione e presto verrà approvato dall’Aula per poi passare al Senato”, afferma il ministro della Pubblica amministrazione aggiungendo che “diventerà operativo l’anno prossimo” e “renderà possibile la promozione a dirigente con procedure extra concorso basate sulla valutazione del merito e dei risultati raggiunti sul lavoro”. L’intelligenza artificiale, inoltre, non rappresenta un impedimento o tantomeno una diminutio della forza lavoro, in sostanza l’AI non deve essere inquadrata “in una logica di sostituzione dei lavoratori” bensì di affrancamento da attività ripetitive per dedicarsi a quelle a più alto valore aggiunto”. L’intelligenza artificiale rappresenta un valido strumento per “migliorare l’affidabilità e i tempi” delle prestazioni all’interno della Pa rendendo nel contempo migliore il rapporto con gli utenti. Il messaggio fondamentale è ricominciare dalle persone integrando la tecnologia per una Pubblica amministrazione più efficiente e più agile e anche più giovane – comprese le posizioni apicali – dato che l’età media dei dipendenti scende da 52 a 48 anni.
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