Europa

UE, nuovo sistema alle frontiere esterne

Dal 12 ottobre scorso, l’Unione Europea ha ufficialmente avviato l’implementazione del nuovo sistema di controllo alle frontiere esterne, denominato Entry/Exit System (EES). Si tratta di una piattaforma digitale che sostituisce la tradizionale timbratura manuale dei passaporti con una registrazione elettronica avanzata, basata su dati biometrici e informazioni personali. Secondo il Consiglio dell’UE, l’EES mira a rafforzare la sicurezza dello spazio Schengen, prevenire la migrazione irregolare e ridurre le frodi di identità. Il sistema consente di monitorare con precisione il rispetto dei limiti di soggiorno e di identificare eventuali violazioni.

Il sistema EES si applica ai cittadini di Paesi terzi (esclusi Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein) che entrano nell’area Schengen per soggiorni brevi, fino a 90 giorni su un periodo di 180. Al primo ingresso, i viaggiatori dovranno fornire: Dati del passaporto; Impronte digitali; Foto del volto; Data e luogo di entrata/uscita; Eventuali respingimenti. Queste informazioni saranno archiviate in un fascicolo elettronico personale, consultabile in tempo reale dagli ufficiali di frontiera. Nei successivi attraversamenti, basterà una verifica rapida tramite impronte o riconoscimento facciale.

Non mancano le preoccupazioni, in particolare dal Regno Unito. Le associazioni di autotrasportatori britannici temono che il sistema possa penalizzare i conducenti che attraversano frequentemente le frontiere europee, rischiando di superare il limite dei 90 giorni e perdere commesse. Si invoca un permesso di lavoro specifico per i professionisti del settore.

L’EES sarà introdotto progressivamente nei 29 Paesi aderenti, con piena operatività prevista per il 10 aprile 2026. Alcuni valichi, come gli aeroporti e i porti di Genova e Civitavecchia, sono già in fase di sperimentazione. Con l’EES, l’UE compie un passo decisivo verso la digitalizzazione dei confini, con l’obiettivo di rendere i viaggi più sicuri, rapidi e trasparenti. I viaggiatori sono invitati a consultare il sito ufficiale Travel Europe per prepararsi alle nuove procedure.

Ci sono diverse particolarità rispetto le specifiche categorie interessate: Per i turisti il nuovo Entry/Exit System rappresenta un cambiamento logistico importante. Al primo ingresso nell’area Schengen, i turisti extra-Ue dovranno sottoporsi alla registrazione biometrica (impronte digitali e foto del volto), che sarà conservata per tre anni. Questo rende più fluido il passaggio alle frontiere successive, ma impone una maggiore pianificazione, i soggiorni saranno tracciati con precisione: massimo 90 giorni su 180. Le uscite e i rientri saranno registrati automaticamente, riducendo la possibilità di “sforare” involontariamente. I viaggiatori dovranno verificare con attenzione la durata del soggiorno residuo prima di ogni nuovo viaggio.

Per quanto riguarda i lavoratori si potrebbe presentare il rischio di sforamento e la necessità di permessi dedicati. Per chi lavora in modo intermittente o stagionale nell’UE, il sistema EES può diventare un ostacolo. In particolare gli autotrasportatori britannici e i lavoratori freelance rischiano di superare il limite dei 90 giorni, anche con brevi ingressi ripetuti. Le associazioni di categoria chiedono deroghe o permessi di lavoro specifici per chi opera regolarmente in ambito transfrontaliero. I datori di lavoro dovranno monitorare con attenzione i tempi di permanenza dei dipendenti extra-Ue, per evitare sanzioni.

Anche gli studenti extra-UE dovranno porre attenzione ai soggiorni brevi e ai visti multipli; in particolare quelli che frequentano corsi brevi, summer school o programmi intensivi sotto i 90 giorni saranno soggetti al sistema EES. Questo comporta la registrazione biometrica obbligatoria anche per brevi soggiorni. Necessità di calcolare con precisione il tempo trascorso nell’area Schengen, soprattutto in caso di viaggi turistici aggiuntivi. Per corsi più lunghi, il sistema EES non si applica e si entra nel regime dei visti nazionali o dei permessi di soggiorno.

Entrando nello specifico nazionale dell’Italia, a partire dal 12 ottobre 2025 in Italia (come negli altri Stati membri dell’area Schengen) inizia l’avvio graduale del sistema Entry/Exit System (EES). Il periodo di introduzione graduale dura circa 6 mesi: entro il 10 aprile 2026 tutti i valichi di frontiera esterni dovranno essere coperti dal sistema. Durante la fase transitoria, in molti punti di frontiera può ancora essere applicato il timbro manuale sul passaporto, ma progressivamente verrà sostituito dalla registrazione elettronica. In Italia, il sistema EES riguarda i cittadini di Paesi terzi (ossia non appartenenti all’UE o all’area Schengen/SEE) che accedono alle frontiere esterne dell’area Schengen per un soggiorno breve (massimo 90 giorni in un periodo di 180 giorni). Persone esenti da visto e persone soggette a visto per soggiorni brevi, entrambe coinvolte nel sistema. Non si applica a chi possiede un permesso di soggiorno di lungo periodo, un visto D, o a categorie speciali (membri di equipaggi, frontaliers, Capi di Stato, ecc.). All’ingresso in uno Stato membro (tra cui l’Italia) il viaggiatore sarà sottoposto a registrazione elettronica: dati del passaporto, impronte digitali, foto del volto, e registrazione dell’ingresso e all’uscita. Al termine della fase transitoria, il timbro manuale sul passaporto verrà sostituito dal sistema EES come modalità standard di registrazione. Le autorità italiane collaboreranno con i sistemi centralizzati dell’UE per lo scambio dei dati e la verifica del rispetto dei limiti di soggiorno. I viaggiatori non-UE che entrano in Italia per turismo, affari o breve soggiorno turistico/soggiorno tranquillo devono essere consapevoli che verranno rilevati anche biometria e registrati in ingresso/uscita. È importante prestare attenzione al calcolo del soggiorno: massimo 90 giorni ogni 180 giorni. Superare tale soglia può comportare problemi di legalità del soggiorno.

In fase iniziale (fino a piena operatività) potrebbero verificarsi tempi più lunghi ai controlli di frontiera in alcuni valichi, per via dell’adeguamento tecnico-operativo. L’Italia ha numerose “frontiere esterne”: molti aeroporti internazionali, porti turistici e commerciali, valichi terresti. L’adeguamento delle infrastrutture (scanner, lettori biometria, personale addestrato) sarà importante. È fondamentale che le informazioni vengano comunicate chiaramente ai viaggiatori e agli operatori del trasporto (aerei, navi, crociere) per evitare confusione o disservizi. Occorre assicurare che le procedure rispettino diritti fondamentali e protezione dei dati personali (in coerenza con il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR)). Il sito del Ministero ricorda questo aspetto. Per i cittadini dell’UE e i residenti in Italia con permesso di soggiorno, la libera circolazione all’interno dell’UE non viene modificata dal sistema EES: le nuove regole riguardano in primis i cittadini extra-UE che transitano o soggiornano brevemente. Però, indirettamente le procedure ai controlli di frontiera possono essere influenzate dalla nuova modalità operativa, anche per i cittadini UE o residenti che entrano da varchi misti.

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