Europa

Accordo commerciale UE-Indonesia

UE e Indonesia hanno concluso accordi commerciali e di investimento che dovrebbero stimolare le esportazioni dell’UE nella regione, garantendo al contempo il rispetto delle norme ambientali e sociali e hanno firmato l’accordo di partenariato economico globale (CEPA) e un accordo di protezione degli investimenti (IPA), un accordo di libero scambio che dovrebbe aprire un enorme mercato alle imprese dell’UE e apportare benefici agli agricoltori e ai produttori industriali dell’UE, salvaguardando al contempo i prodotti agricoli sensibili e garantendo il rispetto delle norme ambientali e sociali. L’accordo, raggiunto dopo nove anni di negoziati, offrirà agli agricoltori dell’UE migliori opportunità di vendere i propri prodotti in Indonesia grazie all’eliminazione dei dazi doganali su prodotti quali latticini, carne, frutta e verdura, proteggendo al contempo i prodotti agricoli più sensibili come il riso. Esso prevede inoltre disposizioni in materia ambientale e garantisce un migliore accesso alle materie prime essenziali dall’Indonesia al mercato dell’UE. La Commissione europea prevede che, complessivamente, gli esportatori dell’UE risparmieranno circa 600 milioni di euro all’anno in dazi pagati sulle loro merci che entrano nel mercato indonesiano.

L’Indonesia è un importante produttore di materie prime essenziali per l’industria europea, in particolare per le tecnologie pulite e l’acciaio. L’accordo garantisce un approvvigionamento stabile e prevedibile di queste risorse, fondamentali per la transizione verde e digitale dell’UE. Inoltre, si aprono nuove opportunità di investimento in settori strategici come veicoli elettrici, elettronica e prodotti farmaceutici. Il patto integra obiettivi climatici e ambientali, richiamando esplicitamente l’Accordo di Parigi e promuovendo commercio e investimenti in energie rinnovabili e tecnologie a basse emissioni. Vengono protette 221 indicazioni geografiche europee e 72 indonesiane, mentre prodotti sensibili come riso, zucchero e banane resteranno soggetti a tariffe o quote di salvaguardia. L’olio di palma è uno dei prodotti più controversi: anche con dazi ridotti, l’adesione al regolamento UE contro la deforestazione (EUDR) può rappresentare una barriera non daziaria significativa, specialmente per i piccoli coltivatori che potrebbero non avere documentazione o pratiche completamente tracciabili.

L’accordo è stato accelerato anche in risposta ai dazi imposti dagli Stati Uniti sia all’UE che all’Indonesia, che hanno spinto entrambi i partner a cercare alternative commerciali. L’UE, in particolare, sta diversificando i suoi legami commerciali per ridurre la dipendenza da mercati tradizionali e rafforzare la resilienza economica. L’accordo dovrà ora essere ratificato dal Consiglio e dal Parlamento europeo, nonché dall’Indonesia, prima di entrare in vigore. Una volta operativo, si prevede che il commercio bilaterale possa raddoppiare nel giro di cinque anni, portando benefici sia alle imprese che ai consumatori di entrambi i partner. Prevede l’eliminazione del 98,5% dei dazi doganali su quasi tutte le esportazioni europee verso l’Indonesia, con un risparmio stimato di oltre 600 milioni di euro all’anno per le imprese europee. Settori chiave come l’automobilistico, i macchinari, la chimica e il farmaceutico beneficeranno di riduzioni tariffarie significative, mentre per l’Indonesia verranno rimosse le barriere su circa l’80% dei suoi prodotti esportati verso l’UE.

L’intesa UE-Indonesia non è solo un accordo commerciale, ma un segnale politico forte: in un mondo sempre più frammentato, l’Europa e l’Indonesia scelgono l’apertura e la collaborazione, puntando su crescita, innovazione e sostenibilità. Questo accordo potrebbe anche aprire la strada a futuri patti con altri paesi del Sud-Est asiatico, consolidando ulteriormente la presenza europea nella regione. Ma come si colloca questo accordo rispetto ad altri trattati commerciali già firmati da Bruxelles negli ultimi anni? Con il Vietnam, l’UE ha un’intesa in vigore dal 2020: i dazi sono stati eliminati su oltre il 99% delle merci, con effetti immediati sul boom dell’export europeo di auto e macchinari. L’Indonesia offrirà percentuali simili di liberalizzazione (98-99%), ma in tempi più lunghi e con una maggiore gradualità. Diverso il caso di Singapore, dove l’accordo del 2019 ha soprattutto una dimensione simbolica e finanziaria: un hub regionale, ma senza il peso industriale e agricolo di Giacarta. Con l’Indonesia, al contrario, entrano in gioco prodotti sensibili come olio di palma, caffè, tessile e calzature, che hanno un impatto diretto su milioni di lavoratori. Un elemento distintivo del nuovo accordo è la protezione delle indicazioni geografiche: oltre 220 europee e 70 indonesiane. Si tratta di un numero superiore a quello garantito nei trattati con Vietnam e Giappone, e paragonabile solo alle intese con il Canada (CETA). Per l’Italia significa tutela di eccellenze come Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e vini DOC, in un mercato emergente di oltre 280 milioni di consumatori.

L’Italia ha attualmente un deficit commerciale con l’Indonesia, importando più di quanto esporti (soprattutto materie prime e prodotti tessili). L’accordo potrebbe aiutare a riequilibrare questo rapporto, offrendo nuove opportunità di vendita e riducendo i costi di importazione per le materie prime. L’Italia potrà beneficiare di un accesso facilitato al mercato indonesiano, che conta oltre 280 milioni di consumatori. Settori come la manifattura avanzata (auto, macchinari, elettronica), la moda, il design e i prodotti agroalimentari di qualità (latticini, vini, olio d’oliva) potranno vedere un aumento delle esportazioni, grazie alla riduzione o eliminazione dei dazi doganali. In particolare, l’Indonesia eliminerà gradualmente i dazi sulle automobili (attualmente al 50%), aprendo nuove opportunità per l’industria automobilistica italiana, anche nel settore dei veicoli elettrici.

Il presidente della Commissione per il commercio internazionale, Bernd Lange (S&D, DE), ha dichiarato: “L’UE e l’Indonesia sono partner commerciali affidabili in grado di garantire stabilità economica nell’attuale situazione geopolitica turbolenta. Sono quindi lieto che oggi siano stati conclusi i negoziati su un accordo commerciale. L’Indonesia è una potenza economica emergente che è già la più grande economia dei paesi dell’ASEAN e ha un mercato di oltre 280 milioni di consumatori. L’accordo migliora le condizioni di mercato di entrambe le parti e il potenziale di investimento per le imprese. Inoltre, è un prototipo degli accordi che l’UE sostiene: sviluppati congiuntamente su un piano di parità, a vantaggio reciproco e basati su regole“.

Il relatore permanente per l’Indonesia della Commissione per il commercio internazionale, Iuliu Winkler (PPE, RO), ha commentato: “La firma del CEPA UE-Indonesia è un’ottima notizia per le nostre relazioni bilaterali, per il futuro delle relazioni UE-ASEAN e, più in generale, per il commercio globale basato su regole. L’accordo aprirà nuovi mercati, creerà nuove opportunità e rafforzerà le catene di approvvigionamento di materie prime essenziali. Creerà nuovi posti di lavoro e rafforzerà la crescita economica sostenibile sia in Europa che in Indonesia, apportando benefici alle persone e alle imprese. In qualità di relatore INTA, sono determinato a lavorare con impegno al processo di ratifica del CEPA nel Parlamento europeo“.

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