Economia

Francia, debito e deficit fuori controllo?

Il debito pubblico – Il debito francese ha raggiunto nel primo trimestre del 2025 i 3.350 miliardi di euro, pari al 114 per cento del PIL, posizionandosi così al terzo posto in Europa dopo il debito greco e quello italiano. Ma ciò che preoccupa è che questo debito, raddoppiatosi negli ultimi vent’anni, continua a crescere e rischia di diventare ingovernabile in assenza di interventi che ne modifichino la traiettoria. Da non trascurare poi due fattori. Il primo fattore è che l’aumento del debito pesa sempre di più sulle casse statali a causa degli interessi che quest’anno raggiungeranno i 65 miliardi di euro, ma che verosimilmente toccheranno i 100 miliardi di euro prima del 2030: miliardi sottratti alle industrie, agli investimenti, alla tutela della salute. Il secondo fattore è che il debito francese è detenuto per oltre il 53 per cento da investitori esteri, solitamente più volatili rispetto agli investitori interni, e che fra questi investitori esteri sempre di più sono presenti gli hedge fund e i fondi speculativi. Questo, banalmente, vuol dire che il debito francese, in presenza di tensioni dei mercati, è maggiormente esposto a vendite massive e ad attacchi speculativi.

Il deficit – Bisogna evidenziare che questo debito, che cresce di 12 milioni all’ora, è costantemente alimentato da un deficit, inteso come differenza tra entrate ed uscite pubbliche, che ha toccato nel 2024 il 5,8 per cento del PIL, uno dei livelli più alti in Europa, quasi il doppio del deficit italiano. Da non trascurare, oltretutto, che il deficit francese è alimentato strutturalmente da uno squilibrio commerciale, inteso come differenza tra import ed export di merci, che è destinato verosimilmente a peggiorare a causa dei dazi imposti da Trump, ad esempio sui formaggi e sui vini francesi.

Il PIL – La Francia ha chiuso il 2024 con una crescita dell’1,1 per cento, mentre per il 2025 la Banca di Francia prevede una crescita limitata a un più 0,6 per cento. Si tratta di dati decisamente modesti, ma non lontani da quelli delle principali economie europee. Dunque, non esiste al momento un particolare allarme recessione, ma neanche un valido supporto ai pesanti dati relativi al debito e al deficit, senza contare che si tratta comunque di dati suscettibili di peggioramento in relazione all’attuale situazione di incertezza geopolitica generalizzata.

Conclusioni – Ciò detto, il vero rischio per la Francia non deriva né dal debito in aumento né da un deficit eccessivo; deriva piuttosto da una profonda e complessa instabilità politica che potrebbe far detonare queste variabili economiche. In sostanza, la Francia si trova attualmente davanti a un bivio: o trova un accordo politico in grado di rimettere in ordine i conti pubblici, oppure si espone al rischio di una crisi di sfiducia generalizzata da parte dei mercati. E con 3.350 miliardi di debito pubblico e tassi in rapida ascesa, questa crisi potrebbe non essere così facile da gestire.

[NdR – Fonte Teleborsa.it che si ringrazia per la collaborazione – Andrea Ferretti è docente al corso di Gestione delle Imprese Familiari – Università di Verona]

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