UE, in vigore European Media Freedom Act
A partire dall’8 agosto scorso, in tutti i paesi dell’UE sono entrate in vigore nuove norme volte a garantire una maggiore protezione dei giornalisti, delle loro fonti e della libertà di stampa nell’era digitale. Nel febbraio 2024 il Parlamento e il Consiglio hanno adottato nuove norme per proteggere la libertà dei media e l’indipendenza dei giornalisti nell’UE. Il regolamento è entrato progressivamente in vigore nei paesi dell’UE a partire dal maggio 2024, mentre le sue disposizioni principali inizieranno ad essere applicate dall’8 agosto 2025. La normativa dell’UE migliora la trasparenza della proprietà dei mezzi di comunicazione e dell’assegnazione della pubblicità statale, rafforza l’indipendenza dei media pubblici e garantisce una solida protezione ai giornalisti e alle loro fonti. Per garantire la visibilità e il pluralismo, le piattaforme digitali devono astenersi dal cancellare o limitare arbitrariamente i contenuti dei media indipendenti.
Con l’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act (EMFA), l’Unione Europea ha lanciato un messaggio chiaro e inequivocabile: la libertà di stampa non è una concessione, ma un diritto fondamentale da tutelare con forza e coerenza. Il regolamento, approvato dopo mesi di negoziati e pressioni da parte di giornalisti, associazioni e cittadini, rappresenta una svolta epocale per il panorama mediatico europeo. Ma come spesso accade, la vera sfida comincia ora. L’EMFA non è una direttiva da recepire con comodo: è un regolamento, e quindi vincolante e immediatamente applicabile in tutti gli Stati membri. Le sue disposizioni non lasciano spazio a interpretazioni ambigue.
L’EMFA si concentra su diversi aspetti cruciali per garantire un ecosistema mediatico sano e trasparente. Le sue disposizioni principali includono la Protezione dei giornalisti, dato che il regolamento vieta l’uso di software spia (spyware) contro i giornalisti, a meno che non ci siano motivazioni di sicurezza nazionale estremamente gravi, e in tal caso deve essere richiesta un’autorizzazione giudiziaria. Questa misura è stata introdotta per contrastare la sorveglianza illecita che ha preso di mira in passato numerosi professionisti dell’informazione. L’EMFA stabilisce l’indipendenza editoriale, gli editori e i direttori dei media devono essere liberi di prendere decisioni editoriali senza l’influenza di governi o interessi privati. Questo divieto di ingerenza mira a garantire che le notizie vengano riportate in modo obiettivo, senza favoritismi o distorsioni. Viene sancita la trasparenza sulla proprietà e i media dovranno divulgare informazioni dettagliate sui loro proprietari, inclusi i beneficiari effettivi. Ciò serve a prevenire la concentrazione della proprietà e a permettere al pubblico di sapere chi controlla le fonti di informazione che consuma. Le normative sul finanziamento pubblico dei media dovranno essere trasparenti, oggettive e non discriminatorie. Questo impedisce che i fondi statali vengano usati per premiare i media pro-governo o per penalizzare quelli critici. L’EMFA introduce il diritto per gli utenti di personalizzare i propri feed di notizie sui siti delle piattaforme online, dando loro un maggiore controllo sui contenuti che ricevono e contrastando la diffusione di algoritmi che spingono contenuti non verificati.
In questo contesto, l’Italia si trova sotto i riflettori. La governance della Rai, ancora legata a logiche di lottizzazione partitica, è incompatibile con lo spirito dell’EMFA. Il caso Paragon, che ha sollevato dubbi sull’uso di spyware contro giornalisti, non è stato chiarito in modo soddisfacente. E la distribuzione della pubblicità statale continua a favorire testate vicine al potere, penalizzando quelle indipendenti. Il governo italiano ha ora due strade davanti a sé. Può scegliere di adeguarsi con convinzione, riformando le istituzioni mediatiche e garantendo trasparenza e pluralismo. Oppure può tentare di aggirare lo spirito della legge, limitandosi a un’adesione formale e lasciando intatti i meccanismi di controllo e pressione. In quest’ultimo caso, la Commissione europea ha già fatto sapere che non esiterà ad avviare procedure di infrazione.
I governi nazionali devono garantire l’indipendenza dei media pubblici, proteggere i giornalisti da interferenze politiche e sorveglianza illegittima, e distribuire la pubblicità istituzionale in modo equo e trasparente. In altre parole, devono dimostrare che la democrazia non è solo una parola da usare nei discorsi, ma un principio da difendere nei fatti. La libertà di stampa non si difende solo con le leggi, ma con l’impegno quotidiano, con la vigilanza, con il coraggio di raccontare ciò che altri vorrebbero nascondere. L’Europa ha fatto la sua parte. Ora tocca all’Italia dimostrare da che parte sta: con la democrazia, o con il controllo. Con la trasparenza, o con l’opacità. Con i cittadini, o contro di loro. Inoltre, il regolamento affronta la crescente sfida delle piattaforme digitali, che dominano il panorama informativo. Le nuove norme pongono anche degli obblighi per i “very large online platforms” (come Facebook e Google), che devono garantire che i contenuti dei media registrati e conformi non vengano rimossi arbitrariamente, proteggendo così la libertà di espressione.
Sabine Veheyen, che presiede il gruppo di lavoro del Parlamento incaricato di esaminare l’attuazione della legge, ha dichiarato: “L’8 agosto 2025 segna l’entrata in vigore dell’EMFA, una pietra miliare per la libertà di stampa nell’UE. Ma il suo vero valore sarà misurato con i fatti, non con le parole. Ora inizia il vero lavoro: garantire che ogni Stato membro attui l’EMFA in modo completo e fedele. La libertà dei media non è negoziabile: è la spina dorsale della nostra democrazia”.
La presidente della commissione per la cultura e l’istruzione Nela Riehl, ha aggiunto: “Con la legge sulla libertà dei media, l’Europa ha fissato il punto di riferimento per la protezione della libertà di stampa e del lavoro giornalistico. Si tratta di un grande risultato, ma ha senso solo se lo rispettiamo. Guardo con preoccupazione al declino della libertà di stampa in diverse parti d’Europa e invito tutti gli Stati membri ad applicarla diligentemente”.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha definito l’EMFA una “legge storica” che rafforza la democrazia e protegge i giornalisti da minacce e interferenze. Anche la Commissione europea ha sottolineato che il regolamento offre “garanzie senza precedenti” per media e cittadini.
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