Ferrari (Unindustria): FARETE, un ponte verso il futuro

Si è svolta lunedì e martedì la terza edizione di FARETE, un contenitore realizzato congiuntamente da Unindustria Bologna e LegacoopBologna, un’insieme di eventi volto a realizzare una di quelle reti che sono nei programmi strutturali della UE per l’arco 2014-2020. Nei numeri del Presidente Alberto Vacchi, 13.000 visitatori con un aumento del 30%, 600 imprese e 2.980 ospiti. Abbiamo seguito la due giorni, registrando una serie di eventi e workshop di altissimo livello, con l’intervento di personaggi della statura del Presidente Romano Prodi e del Presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, oltre ad imprenditori e personalità del mondo della cultura. Si è svolta anche un’edizione di FARETE TALK, una carrellata di mini-interventi di 20 minuti per raccontare come le idee e le persone possono innovare ed introdurre nuovi modi di fare impresa. La manifestazione si è avvalsa di un’ottima organizzazione e regolata in tempi e modi precisi come il famoso orologio svizzero, il tutto coordinato dall’ufficio stampa di Unindustria, sempre pronto a rispondere ad ogni richiesta. Nell’occasione, abbiamo potuto intervistare l’ideatrice di FARETE Tiziana Ferrari, Direttore Generale di Unindustria Bologna.

Come è nata l’idea di questa manifestazione?

Fu tre anni fa che ipotizzammo di dare un format diverso alla nostra assemblea pubblica, e l’idea nacque fu di non chiuderci al nostro interno, ma di aprirci alla Lega delle Coop che fornisce molto lavoro alle nostre piccole imprese. Quindi chiedemmo a Calzolari, l’allora presidente, di fare questo matching,  e devo dire che è ben riuscito. Siamo partiti da un piattaforma di 150 imprese su 4.000 mq., l’anno scorso c’erano 300 imprese su 8.000 mq. Quest’anno più di 600 aziende su 24.000 mq. C’è stata una crescita esponenziale perché questo avvenimento viene vissuto non come una fiera, ma una piazza dove si va e per 2 giorni si instaurano relazioni.

All’interno di FARETE, avete proposto anche il format FARETE TALK.

È un altro esperimento , un contenitore che non é fatto solo di relazioni, ma anche di contenuti. Per 2 giorni si svolgono 45 workshop su tematiche diverse, poi abbiamo un palco centrale dove si svolgono grandi temi ed abbiamo provato a sviluppare la logica del TED, che magari non è tanto famigliare a molti imprenditori, ma può sviluppare un pensiero trasversale riguardo le loro attività. Abbiamo coinvolto gli organizzatori di TED a livello bolognese ed è nato questo esperimento, a mio avviso è andato molto bene, riuscendo a trasmettere dei messaggi molto forti. L’ultimo intervento di Beatrice Vio di ieri è stato molto toccante.

Anche l’intervento dell’economista prof. Andrea Fumagalli riguardo il reddito di cittadinanza è stato molto interessante.

Tutti sono stati scelti apposta per andare fuori dalle righe e dai contesti interni.

Il pensiero laterale ha potenzialità elevatissime, non pensa che sia ancora poco sfruttato in modalità d’impresa?

Devo dire che nelle aziende sempre di più si sta diffondendo questo modus, unendo anche merceologie diverse e facendo brainstorming e progettazione per arrivare a realizzare uno specifico prodotto.

Abbiamo visto una ampia partecipazione internazionale.

Verissimo, l’anno scorso abbiamo chiamato, all’inizio del mese di novembre scorso, i nostri associati e gli abbiamo chiesto “quali sono i buyers, le aziende straniere che vorreste raggiungere?”. Abbiamo poi fatto una prima scrematura, invitando quindi le prescelte a venire mandandogli i company profiles. Si sono presentate qui 30 aziende con uffici acquisti, e non con mediatori, che sono due cose molto diverse. per incontrare le nostre imprese.

Abbiamo già il riscontro di 300 incontri, uno ad uno, su cui si sono presentati e hanno capito cosa si può fare. Ci sono i russi, i paesi del nord, gli USA, il far east, insomma da tutto il mondo. Quest’altro anno investiremo molto perche io vorrei raddoppiare questi numeri

Vi attendete quindi riscontri anche pratici?

Vedremo con il tempo quanti incontri si tradurranno in ordini, le aziende dicono di avere incontrato la persona giusta, adesso vedremo se questo contatti si tradurranno in fatturato.

Il nuovo portale Unindustria rientra in questo discorso di tradurre interesse in ordini?

Serve alle piccole imprese per capire quale mercato è meglio aggredire, per evitare che si dirigano su mercati dove pensano di avere sbocchi, ad esempio in Cina, quando invece i dati dicono che il loro mercato potenziale è la Russia. È un portale assolutamente gratuito su cui i nostri associati non pagano nulla, e questo è molto raro ed importante.

Altri progetti all’orizzonte?

Nell’ambito dei fondi europei, il progetto Horizon 2020 ha chiuso la prima call a metà agosto con un bando rivolto alle PMI. Sono stati presentati  4.000 progetti, preselezionati dall’Unione Europea cui hanno partecipato 21 paesi, praticamente tutti quelli della UE, e l’Italia è stata assegnataria di 21 di questi. Ben due dei programmi approvati sono nostri, aziende piccole e medie che sono legate al settore manifatturiero che noi abbiamo sostenuto ed incentivato.

©Futuro Europa®

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