Pensieri di Ferro

Negli ultimi giorni, importanti esponenti dei Cinque Stelle hanno sbandierato, con la consueta “euforia da balcone”, di esser riusciti ad aumentare le tasse sulle banche e sul gioco d’azzardo. Ora il problema non è tanto l’aumento della tassazione, ma la ricomparsa di quella intima soddisfazione, già emersa più volte in passato, per essere riusciti a “punire” le banche, viste come fonte di ogni male. Ora è evidente che comportamenti deviati degli istituti di credito che danneggino il risparmiatore debbano essere condannati in ogni maniera ed i risparmiatori colpiti, al possibile, risarciti. Tuttavia, temo che agli organizzatori della crociata contro il sistema bancario italiano sfuggano 3 aspetti non proprio irrilevanti.

Il primo è che il finanziamento delle nostre PMI passa, per il 90%, dalle banche perché in Italia non si sono mai di fatto creati validi canali alternativi a quelli bancari quali un efficiente mercato dei corporate bond.

Il secondo è che le nostre aziende sono storicamente sottocapitalizzate per cui hanno bisogno di un forte appoggio del sistema bancario per resistere alla pressione dei competitor, ad esempio tedeschi, decisamente più solidi patrimonialmente.

Il terzo è che il sistema bancario italiano è già molto sotto pressione perché ha un pesante fardello di credito deteriorato che solo ora mostra i primi segni di cedimento. E questo proprio perché le nostre banche sostengono da 10 anni le PMI nel loro tentativo di uscire dalla più pesante crisi dei tempi moderni. E allora, non bisogna mai dimenticare che indiscriminate crociate anti banche forse, nell’immediato, portano a qualche consenso elettorale in più, ma nel medio termine finiscono per affossare il nostro sistema imprenditoriale ancora in debito di ossigeno.

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[NdR – Andrea Ferretti è economista bancario e giornalista economico]

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