Cronache dai Palazzi

“Un’esperienza di governo assolutamente innovativa – come l’ha definita il premier Giuseppe Conte durante la conferenza di fine anno – che scandisce un cambio di passo della politica italiana e condizionerà tutti in futuro”. Il presidente del Consiglio ha puntualizzato che “questo non è il governo delle lobby, la nostra agenda è dettata dai cittadini”, ha ribadito Conte.

“La manovra economica si pone in continuità e in coerenza con gli impegni presi nel contratto di governo. Niente “promesse non scritte” come in passato quando “non sempre si mantenevano gli impegni”, ha sottolineato il premier ai giornalisti. Il governo è populista in quanto è “fedele agli impegni presi”.

La manovra economica 2019 è “la prima tappa significativa di un ampio progetto di riforma. Non è stata scritta a Bruxelles ma in Italia”, ha sottolineato il premier. “Il negoziato con l’Europa ha riguardato solo il saldo finale, non i punti qualificativi del provvedimento”. Per quanto riguarda la legge di Bilancio il primo ministro ha inoltre specificato che girerà “tutta l’Italia per spiegarla alle imprese”, e per “recuperare il senso di una testimonianza civica” Conte ha inoltre annunciato di voler ricevere a Palazzo Chigi “delle persone normali che hanno compiuto dei gesti che possano essere di esempio per tutti”.

A gennaio il governo mira a sistemare anche la questione dell’Ires per il Terzo Settore. Si ristabilirà una tassazione favorevole per il non profit “con il primo provvedimento utile” a inizio anno. I vicepremier Di Maio e Salvini hanno puntualizzato che l’intenzione del provvedimento non era colpire il mondo della beneficienza e del volontariato, bensì i cosiddetti “furbetti che fanno altro”. In pratica l’intento era “quello di punire coloro che  fanno falso volontariato”. Nel 2019 l’aumento dell’Ires per il Terzo settore dal 12 al 24 per cento avrebbe dovuto portare nella casse dello Stato un introito di circa 118 milioni di euro.

“Faccio mea culpa, rimedieremo”, ha dichiarato Giuseppe Conte in conferenza stampa. “Devo assumermi le responsabilità sull’Ires al Terzo Settore, stavamo vagliando le ipotesi per recuperare dei fondi e questa soluzione mi era sembrata plausibile valutandola insieme ad altre misure per il non profit, al quale abbiamo dedicato un codice con un regime di agevolazioni varie”. Dopodiché, ha affermato il premier, “abbiamo valutato meglio, e d’accordo con Di Maio e Salvini abbiamo pensato che da gennaio raccoglieremo meglio le istanze del Terzo Settore e cercheremo di calibrare meglio l’intervento correttivo”.

La legge di Bilancio 2019 definisce il bilancio dello Stato riclassificato per “azioni politiche”. Alla spesa pubblica corrispondono in pratica delle funzioni a prescindere dal ministero “titolare”. Il bilancio viene suddiviso in 34 “azioni”, dal capitolo degli Organi Costituzionali a quello del Debito pubblico, per poi soddisfare tutti i principali obiettivi dello Stato.

Si prevedono dei tagli agli incentivi delle imprese (5 miliardi) e ai fondi destinati alla scuola (4 miliardi). Si spenderà meno anche per il soccorso civile (3,3 miliardi) e per l’immigrazione (da 3,3 a 2,9 miliardi). Nel prossimo triennio non è previsto alcun incremento delle risorse per ordine pubblico e sicurezza, giustizia, difesa, agricoltura, ricerca e beni culturali. Più fondi invece per le pensioni (da 84,9 a 88,7 miliardi), per le politiche sociali e la famiglia (da 40,2 a 41,8 miliardi). Nel prossimo triennio si prevede inoltre 1 miliardo in più per invalidi, disabili e non autosufficienti (da 19,6 a 20,6 miliardi).

“Non abbiamo attentato alle pensioni, siamo intervenuti sulle fasce più alte, con il taglio di quelle d’oro. E abbiamo introdotto un meccanismo di indicizzazione che è un po’ raffreddato ma che non tocca le pensioni fino a tre volte le minime”, ha puntualizzato il premier a proposito della riforma delle pensioni che ha scatenato le proteste di diverse sigle sindacali che rappresentano i pensionati. Nel complesso il costo delle pensioni volerà oltre “quota 100 miliardi”.

Il documento contabile di spese e entrate per il prossimo triennio sembra prevedere inoltre anche un rincaro della bolletta Ue, in quanto il costo della partecipazione italiana al bilancio dell’Unione europea aumenterà di oltre 3 miliardi nel periodo, da 20,8 a 23,9 miliardi. Aumenteranno anche i contributi statali a Regioni ed enti locali, compresi i fondi per la sanità che saliranno da 119,9 miliardi di euro nel 2019 a 121,1 nel 2021. Raddoppieranno gli stanziamenti per le infrastrutture, da 3,6 a 7,3 miliardi, per poi scendere a 5 miliardi nel 2021. Si prevedono inoltre 3,5 miliardi in più per strade e autostrade in gestione Anas, e 1,3 miliardi in più nel triennio per la mobilità e il trasporto pubblico.

Per quanto riguarda la Tav “siamo nell’ambito di una procedura istruttoria. La commissione di tecnici incaricata a fine anno ci consegnerà i risultati del loro studio e noi lo esamineremo”, ha dichiarato il premier Conte sottolineando che “questo governo non è contro le grandi opere e realizzerà un piano infrastrutturale poderoso, soprattutto contro il dissesto idrogeologico”.

Il reddito di cittadinanza assume a sua volta dei contorni più definiti e, insieme ai centri per l’impiego, il provvedimento mira a coinvolgere nel circuito della ricerca degli impieghi anche le imprese, le agenzie per il lavoro e gli enti di formazione lavoro. Il sussidio di 780 euro durerà al massimo 18 mesi e partirà a fine marzo 2019. Dopo una verifica dei dati tra Inps e Poste, nel mese di aprile verranno spedite le carte elettroniche per erogare gli importi che varieranno a seconda dei componenti del nucleo familiare e dal possesso o meno dell’abitazione.

“Non vorrei fosse dimenticato che in pochi mesi abbiamo dovuto reperire 12 miliardi per disinnescare gli aumenti Iva ereditati dal precedente governo”, nonostante tutto “ci impegniamo a disattivare gli aumenti dell’Iva, ha precisato il presidente del Consiglio aggiungendo che sono state create “tutte le premesse per favorire la crescita economica”.

In questo contesto, rispondendo alle domande dei giornalisti, Conte ha rassicurato: “Il debito pubblico è da tenere sotto controllo ma non è così spaventoso”. Non è possibile inoltre “che non si realizzi una crescita robusta. L’1% è la soglia minima, ma dobbiamo andare oltre”, ha affermato il premier annunciando una “task force che lavori in modo mirato sul taglio degli sprechi”.

Per quanto riguarda la pressione fiscale, l’eventuale aumento delle imposte di mezzo punto, come è stato calcolato dall’Ufficio parlamentare per il bilancio, non sarà a carico dei cittadini ma di banche e giganti del web. “La pressione fiscale per i cittadini l’abbiamo alleggerita attenuando il cuneo fiscale, portando l’Ires al 15%, la nuova cedolare secca al 21%. Abbiamo realizzato un’opera redistributiva privilegiando alcune fasce sociali”, ha dichiarato il presidente del Consiglio puntualizzando che “l’idea del governo è quella di realizzare una riforma complessiva della disciplina fiscale”, in quanto “il nostro sistema è iniquo e inefficiente”.

In definitiva, l’accordo con l’Ue ha permesso di raggiungere “il miglior risultato possibile sia dal punto di vista economico-finanziario che politico”, come ha dichiarato il ministro dell’Economia Giovanni Tria illustrando gli aspetti fondamentali della manovra la quale, in sostanza, si riferisce ad un livello di deficit più basso “di quello preventivato” e uno spread “più vicino ai fondamentali dell’Italia”.

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