Italia delle Regioni

“L’incontro è andato molto bene”.  Il professor Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), lo dichiara al termine dell’incontro con la Conferenza delle Regioni del 20 dicembre, spiegando di aver “presentato una serie di proposte alle Regioni, perché hanno un ruolo fondamentale nell’attuazione della strategia di sviluppo sostenibile, uno sviluppo sostenibile che non vuol dire solo ambiente, ma vuol dire anche lotta alla povertà, salute, economia, innovazione, tante delle materie che sono di competenza delle regioni”.

Giovannini ha quindi sostenuto che si lavora insieme per una collaborazione “a tutto campo, forte, con le Regioni che già è stata avviata quest’anno e che può diventare cruciale nel 2019, perché 22 dei 169 target dell’agenda 2030 l’Italia si è impegnata a realizzarli entro il 2020, e questo senso di urgenza va trasmesso ovunque”. La Conferenza delle Regioni ha inoltre accettato l’invito a partecipare al festival italiano dello Sviluppo Sostenibile che si terrà dal 21 maggio al 6 giugno 2019: “abbiamo proposto che ciascuna regione organizzi un grosso evento perché quello sarà il momento in cui ogni Regione dovrà fare le sue strategie”.

L’Asvis fa formazione nelle scuole e nelle università – spiega Giovannini – “e dunque formazione per i funzionari regionali in vista della preparazione di politiche integrate; terzo aspetto il coinvolgimento degli stakeholder, l’Asvis ha più di duecento organizzazioni aderenti, è la più grande rete della società civile mai realizzata in Italia e la mettiamo a disposizione delle Regioni perché queste politiche si fanno dal basso”.

Giovannini ha poi ricordato la “direttiva, firmata da Gentiloni prima che si concludesse la precedente legislatura, che attribuisce al premier il coordinamento di queste politiche anche con la partecipazione delle Regioni: abbiamo chiesto alle Regioni di scrivere al presidente del consiglio perché questa direttiva diventi operativa visto che è rimasta congelata”. Sul fronte  del trasporto pubblico locale e dell’acquisto di nuovi mezzi ecologici  per la tutela ambientale “Abbiamo convinto il governo a modificare il decreto che finanzia l’acquisto di bus urbani escludendo l’obbligo di cofinanziamento da parte dei Comuni per i mezzi a zero impatto ambientale. Daremo a tutti i Comuni la possibilità di accedere al finanziamento, conservando per le amministrazioni che potranno cofinanziare il beneficio di una premialità.

Perché il rinnovo del parco mezzi, da cui dipende un’aria meno inquinata, interessa tutte le città che ne hanno bisogno, non solo quelle economicamente più avvantaggiate”. Lo ha annunciato il presidente dell’Anci Antonio Decaro al termine della riunione della Conferenza Unificata, durante la quale l’Anci ha espresso il proprio assenso al Piano strategico nazionale per la mobilità sostenibile che stanzia 200 milioni di euro per il 2019 a favore dei Comuni che hanno già elaborato il Piano Urbano della mobilità sostenibile. “Se non avessimo tolto l’obbligo di cofinanziamento per accedere alle risorse – spiega Decaro – avremmo privilegiato solo chi già dispone di fondi. Ma ci sono tante amministrazioni, soprattutto nelle aree più deboli, che non hanno risorse da stanziare per l’acquisto degli autobus”.

Nel corso della Conferenza, l’Anci ha espresso l’intesa anche per altri due fondi: quello per la progettazione degli enti locali e quello per la fattibilità delle infrastrutture e gli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese. “Si tratta di fondi importanti che saranno assegnati alle città Metropolitane, alle città capoluogo delle città metropolitane e ai capoluogo sopra i centomila abitanti”, ha concluso Decaro.

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