Pensieri di Ferro

Dopo aver festeggiato la sconfitta della povertà, mi pare che ci stiamo di nuovo affacciando al balcone questa volta per festeggiare l’accordo trovato con l’Europa sull’improbabile manovra.

In realtà c’è ben poco da festeggiare per il semplice fatto che i tagli e gli aggiustamenti apportati di notte all’impalcatura della manovra sono serviti solo per partecipare alla corsa. La gara vera e propria deve ancora iniziare e consisterà nel tradurre in concreto le dichiarazioni di intenti sin qui fatte. E questo sarà complicatissimo perché gli aggiustamenti apportati sono in gran parte di natura squisitamente contabile e scompariranno per incanto con l’arrivo dell’imminente gelata economica.

Altro discorso è che i partner europei abbiano fatto finta di crederci solo per non aprire un terzo fronte, oltre alla Brexit ed ai francesi in giallo, prima delle elezioni.

E, comunque sia, i vincitori di questo pre-partita non sono affatto Conte, Tria, Moavero o Salvini. I veri vincitori sono il puro istinto di conservazione e la paura. E’ solo grazie ad essi che non siamo finiti fuori strada appena usciti dai box.

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[NdR – Andrea Ferretti è economista bancario e giornalista economico]

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