Oleg Sentsov, Premio Sacharov 2018

Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero è un riconoscimento dedicato allo scienziato e dissidente sovietico Andrej Dmitrievič Sacharov, istituito dal Parlamento europeo nel 1988 allo scopo di premiare personalità od organizzazioni che abbiano dedicato la loro vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali. Il “Premio per la difesa dei diritti dell’uomo” viene assegnato nel dicembre di ogni anno dal Parlamento Europeo, possibilmente il giorno 10, data che corrisponde al giorno della firma della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite nel 1948, in caso di impossibilità il più vicino possibile, il premio 2018 verrà assegnato il 12 dicembre. Le candidature vengono presentate da un gruppo politico del Parlamento europeo o da almeno 40 deputati. In seguito le commissioni parlamentari degli affari esteri (AFET) e dello sviluppo (DEVE) votano per sceglier tra i candidati i tre finalisti; il vincitore viene scelto dalla Conferenza dei Presidenti. L’anno scorso, il premio è stato assegnato all’opposizione democratica in Venezuela.

Il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha annunciato alla assemblea plenaria il vincitore: “Ho l’onore di annunciare che la conferenza dei presidenti dei gruppi politici ha appena deciso di attribuire il premio Sakharov 2018 a Oleg Sentsov. Il premio gli è stato assegnato per il suo coraggio e la sua determinazione. Il cineasta ucraino è diventato il simbolo per la lotta ai prigionieri politici in Russia e nel mondo. Il Parlamento esprime la sua solidarietà alla sua causa, chiediamo che sia immediatamente liberato. La sua liberazione è altresì urgente per le gravi condizioni di salute in cui versa Sentsov, a seguito di un lungo sciopero della fame. La sua battaglia condotta, mettendo a rischio la sua stessa vita, ci ricorda che è nostro dovere difendere il rispetto dei diritti umani ovunque nel mondo ed in qualsiasi circostanza. Il premio rappresenta uno dei momenti più simbolici del nostro Parlamento: essere sempre in prima linea a difendere e promuovere la libertà, la democrazia ed i diritti umani dentro e fuori i nostri confini. Naturalmente saranno invitati alla cerimonia, anche gli altri due candidati finalisti che hanno raccolto consensi all’interno della conferenza dei presidenti, vale a dire le Ong che si occupano del soccorso dei migranti e l’attivista marocchino Nasser Zefzafi”.

La nomina è stata favorevolmente accolta dal tedesco Udo Bullmann, presidente del gruppo socialdemocratico S&D: “Accogliamo con favore la scelta di Oleg Sentsov come premio Sakharov 2018. È un prigioniero politico, che non avrebbe mai dovuto trascorrere un solo giorno in prigione. La libertà di parola è un ideale cui rimarremo sempre legati e speriamo che questo premio guiderà le autorità russe sulla strada giusta per liberare immediatamente lui e tutti i giornalisti imprigionati ingiustamente”. Il leader del gruppo dei liberali Alde, Guy Verhofstadt, ha dichiarato che “la storia di Oleg Sentsov è quella di più di 65 altri cittadini ucraini imprigionati dal regime di Putin per ragioni puramente politiche, con l’obiettivo di mettere a tacere ogni cittadino della Crimea che oserebbe contestare o criticare l’annessione della Russia. Sentsov è stato rapito dal suo Paese, minacciato di tortura e incarcerato in Russia con accuse inventate, senza accesso a un processo equo. Spero che questo premio aiuti Sentsov e tutti gli ucraini arrestati o condannati in Russia per ragioni solo politiche a essere di nuovo liberi e in grado di tornare nel loro paese d’origine.”.

Oleg Sentsov è stato arrestato il 10 maggio 2014 dalle forze di sicurezza della FSB mentre protestava pacificamente contro l’annessione illegale illegale della Crimea da parte della Russia. Le autorità carcerarie lo hanno torturato per tre settimane, accusandolo di stupri e omicidi nel tentativo di convincerlo a “confessare” atti di terrorismo. Privato della sua cittadinanza ucraina, è stato processato come cittadino russo da un tribunale militare a Mosca. Sentsov è stato condannato per terrorismo e condannato a vent’anni di prigione da scontare in una colonia penale a Labytnangi, una piccola città siberiana sopra il Circolo Polare Artico; questo malgrado il testimone chiave dell’accusa abbia ammesso di avere testimoniato sotto tortura.

Andrej Sacharov (1921-1989), fu pioniere nel campo della fisica nucleare dell’URSS e paladino dei diritti civili. Nel 1970 divenne cofondatore della Commissione per i Diritti dell’uomo in Unione Sovietica e nel 1972 sposò Elena Bonner, anche lei attivista per i diritti umani. Nonostante le crescenti pressioni da parte del governo, Sacharov non solo si impegnò concretamente per la liberazione dei dissidenti nel proprio paese, ma divenne anche uno dei critici più coraggiosi del regime, il simbolo della lotta contro la negazione dei diritti fondamentali. Infatti nel 1975 vinse il Premio Nobel per la Pace, anche se non riuscì mai a ritirarlo. Fu arrestato nel 1980 durante una manifestazione contro l’entrata delle truppe sovietiche in Afghanistan e esiliato a Gorky dove l’unico contatto con il mondo esterno fu sua moglie. 6 anni dopo, riabilitato da Michail Gorbaciov, rientrò a Mosca e fu eletto deputato nel 1989. Morì pochi mesi dopo.

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