Denny Tamaki, il governatore giapponese contro le basi USA

Di padre americano, il nuovo governatore di Okinawa sembra essere il negoziatore ideale per risolvere la diatriba nata tra le autorità giapponesi e la popolazione dell’isola riguardo alla costruzione di una nuova base americana.

Ridurre la presenza militare americana sull’isola del sud del Giappone: questa è stata la maggior promessa fatta in campagna elettorale da Denny Tamaki, fresco di nomina a capo della prefettura di Okinawa. Quando il Governo giapponese ha annunciato questa settimana la ripresa dei lavori per la costruzione la base aerea di Henoko, sulla costa est dell’arcipelago, il neo governatore ha definito questa decisione “deplorevole”. “Non smetterò di esortare il Governo centrale ad ascoltare sinceramente la voce di Okinawa e adottare una posizione democratica cercando una soluzione attraverso il dialogo, non attraverso le ruspe”, ha dichiarato in un comunicato.

Nato cinquantanove anni fa da madre giapponese e padre americano che non ha mai incontrato, questo meticcio – hafu un giapponese –  rappresenta l’interlocutore ideale, agli occhi della popolazione locale, per trovare una soluzione che rappresenti una vittoria per tutti in un contenzioso che dura da decenni. Nel 1945, gli americani sbarcano per la prima volta sull’isola. In 82 giorni, i combattimenti particolarmente violenti della battaglia di Okinawa provocano la morte di più di 100.000 civili, lasciando profonde cicatrici. Da allora, i soldati americani hanno mantenuto la loro presenza sull’isola, nonostante sia stata restituita formalmente al Giappone nel 1972. Ancora oggi vi sussistono alcune basi militari. Sull’isola abitano un milione di persone e ospita la metà dei  54.000 soldati americani di stanza in Giappone.

Per via dei dolorosi eventi che hanno fatto la storia dell’isola, la popolazione locale fatica ad accettare la presenza militare americana, giudicata spesso troppo vicina alle città. Negli anni ’50, un aereo americano si è schiantato su una scuola poco dopo il decollo, causando la morte di 200 persone. I GI sono anche parte in causa in diversi casi di abusi sessuali. Nel 1986, tre soldati americani della base di Futenma sono stati condannati a sei anni di prigione per aver violentato una ragazzina di 12 anni. Nel 2016, un dipendente della difesa americana ha violentato e ucciso una donna giapponese di 20 anni.

Oggi, i malumori della popolazione si concentrano su un progetto vecchio di decenni che prevede lo spostamento della base aerea dei Marine Corps di Futenma, cittadina densamente popolata, verso la zona che circonda il campo Schwab, a Henoko Bay. Gli oppositori si sono riuniti lo scorso 1° Novembre a bordo di alcuni pedalò in prossimità della baia prima di essere dispersi dalle pattuglie della guardia costiera. In questo contesto, il nuovo Governatore si è detto essere determinato a portare avanti il progetto del suo predecessore, deceduto lo scorso Agosto, che aveva ritirato il permesso di costruire la base.

Ma il braccio di ferro tra Danny Tamaki da una parte, e Tokyo e Washington dall’altra, si preannuncia teso. L’ex legislatore del Parlamento ha pregato il Primo Ministro Shinzo Abe e altri rappresentanti del Governo centrale di mettere fine al piano Henoko. “Dicono che non ci sia che Henoko, che Henoko sia l’unica soluzione. Ma pensiamo che non sia assolutamente così”, ha dichiarato il Governatore. “La parte americana ha fatto numerose proposte nel quadro di questo piano di riorganizzazione e il Governo giapponese dovrebbe esaminarle”.

Per far sentire la voce degli abitanti di Okinawa e ottenere l’appoggio di Washington su questo dossier, il Governatore di origine americana ha annunciato voler recarsi negli Stati Uniti, soprattutto a New York, entro la fine del mese. “Voglio che il popolo americano conosca passato, presente e futuro per risolvere questo problema”, ha dichiarato Tamaki. Ufficialmente, per Washington, sta a Tokyo e Okinawa risolvere questa disputa. Denny Tamaki ritiene che i gesti di riconciliazione di Donald Trump nei confronti  della Corea del Nord mostrano una certa volontà a ricercare la pace nella regione. Ma non è previsto nessun incontro con il Presidente americano.

Dietro ai suoi risoluti discorsi, il Governatore mostra tuttavia una posizione moderata sull’argomento. Contrariamente alla maggioranza degli anziani dell’isola che perorano il totale ritiro degli americani, dice essere  favorevole al Trattato di sicurezza bilaterale nippo-americano firmato dopo la disfatta del Giappone durante la Seconda Guerra mondiale. Difende anche l’alleanza di sicurezza tra i due Paesi. Denny Tamaki in realtà chiede solo una cosa: che Okinawa non sostenga il peso da sola, i soldati americani devono essere meglio ripartiti su tutto il territorio giapponese.

©Futuro Europa® Le immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione

Print Friendly, PDF & Email

Sii il primo a commentare su "Denny Tamaki, il governatore giapponese contro le basi USA"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato


*