Legittima difesa, demagogia bipartisan

Il Parlamento è un ring dove maggioranza e opposizione, non sono certamente leggendari pesi massimi come Clay o Mike Tyson, ma neppure attori quantomeno innocui come Rocky Balboa. Il combattimento è la brutta copia di un wrestling degno di una fiera di paese con protagonisti inadatti e senza la benché minima cognizione del gioco, delle regole e, ovviamente, senza il phisique du rôle. La vicenda della modifica dell’articolo 52 del codice penale ne è forse la più evidente punta dell’iceberg.

La normativa voluta fortemente da Salvini, indiscusso controllore della maggioranza (il termine leader è fuori luogo) va a modificare a furor di popolo e non certo su basi giuridiche, una norma che ha sempre fatto il suo dovere, forse con l’eccezione di alcune interpretazioni che hanno fatto storcere la bocca a molti. Probabilmente vi sono state applicazioni del concetto di legittima difesa non proprio aderenti al fatto. Il nostro sistema penale prevede una serie di elementi da considerare che non sono solo gli articoli di legge, ma le circostanze del singolo caso. Dette circostanze quasi sempre, sono contenute in decine o centinaia di pagine: interrogatori, perizie, analisi scientifiche, dichiarazioni e tutto quanto può entrare nel fascicolo di un dibattimento.

In quanti, se non alcuni addetti ai lavori, prima di commentare una sentenza vanno a leggere gli atti? Risposta facile: nessuno. Più semplice sputare un giudizio dopo essersi “informati” sulla base del titolo della notizia o, purtroppo, su un post condiviso sui social, fermandosi alla prima apparenza. Del resto l’attuale maggioranza di governo è figlia di questo modo di affrontare le questioni.

L’articolo 52 tutt’ora vigente dice cheNon è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”. Una norma ovviamente aperta a possibili interpretazioni e che non avvertiva il bisogno di essere rivista. Il nostro codice penale, pur risalente ad un periodo storico particolare, è stato scritto dai più insigni giuristi dell’epoca quali Rocco, da cui prende il nome, e Manzini. Anche negli anni successivi, non si è sentita la necessità di modificarne l’impianto sostanziale, pur a fronte di avvenimenti che hanno mutato il contesto sociale

Sulla legittima difesa sono state avanzate diverse teorie: da chi vi individua una delega dei poteri dello Stato al privato a chi parla di mancanza di colpevolezza elemento del reato. Probabilmente la spiegazione tecnico-giuridica è che, in caso di legittima difesa proporzionata, si opera un giudizio di bilanciamento tra diverse situazioni di diritto. Intendiamo: mai si giustifica il reato ma, come nell’esempio classico, uccidere con un fucile il ladro di uva disarmato, è decisamente eccessivo.

La prevista riforma presuppone che, all’interno di un’abitazione, debba sempre trovare applicazione la scriminante. Ma esiste una sostanziale differenza tra un ladro (diciamo pure extracomunitario) che entra in casa armato e un bambino (diciamo pure rom). Ma ad una prima e rigida lettura della norma non è dato escludere che il proprietario possa avere una rappresentazione diversa della realtà e imbracciare un’ama. Conta solo quanto si prefigura la vittima.

Sarebbe bastata una piccola correzione della norma e non un provvedimento populistico che potrebbe avere anche risvolti tragici. Pensiamo al non improbabile caso di un uomo che torna a casa e trova la moglie con l’amante. Ben potrebbe ucciderli e invocare la legittima difesa sostenendo che è stato l’amante ad aggredirlo per primo, aiutato dalla moglie. Non è la trama di un film.

Peraltro alcune reazioni delle opposizioni ad un provvedimento comunque inopportuno, lasciano molte perplessità, ad iniziare da chi sostiene che si vada verso l’americanizzazione. Con i limiti che esistono alla vendita e circolazione delle armi è una scusa di lana caprina, forse figlia del fallimento di precedenti tentativi di legiferare in materia e di stampo decisamente nostalgico verso quel momento storico in cui il mondo si divideva in russi amici del popolo e americani guerrafondai.

Sempre l’opposizione ha richiamato la necessità di maggiori interventi in sicurezza con aumento del controllo e, magari, ricorrendo all’ausilio dei militari. Due modi di agire che sono l’antitesi di quanto sempre voluto e perorato dalla sinistra, anche quella moderata e, in particolar modo, dalla sua base elettorale. Il terrore è che le spese di questa scelta infelice, ricadano solo sulla già martoriata Giustizia.

©Futuro Europa® Le immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione

Print Friendly, PDF & Email

1 Commento per "Legittima difesa, demagogia bipartisan"

  1. Valentino Cecchini | 4 novembre 2018 a 11:19:47 | Rispondi

    Grazie Gianni, io come sai faccio altro nella vita, non mi occupo di legge, ma ho apprezzato molto le tue riflessioni. Fiducioso nel senso di responsabilità anche da te auspicato, che sei invece un addetto ai lavori, spero solo che gli italiani capiscano in fretta, prima che sia troppo tardi, dove questi “nuovi” maghi della politica ci stanno andando ad infilare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato


*