Stati Generali Green economy 2018

I cambiamenti climatici rappresentano, stando ai risultati del “Global Risks Report del World Economic Forum – WEF, il più grande “rischio” a livello globale di entità tale da superare anche i rischi che possono derivare da un uso sconsiderato di armi di distruzione di massa o dalla scarsità di risorse idriche (dove per rischio si intende, per il WEF, un “evento incerto o condizionale che, qualora si verificasse, potrebbe generare un impatto negativo significativo per numerose nazioni e imprese nell’arco dei prossimi dieci anni”).

Cambiamenti climatici e Green Economy rappresentano un unicum difficilmente divisibile. La Green Economy non privilegia una prospettiva politica rispetto ad un’altra, ma coinvolge tutti i modelli economici. E’ un “modello economico che si propone di produrre energia in modo sostenibile e fa un uso controllato delle risorse, evitando gli sprechi, così da migliorare la qualità della vita, aumentare l’equità sociale e riducendo i rischi ambientali”.

Vediamo, quindi, che non può e non deve sostituirsi al concetto di sviluppo sostenibile: “è uno degli strumenti per perseguire la sostenibilità” (Rapporto UNEP – United Nation Enviroment Programme). L’esame dei dati di rilevazione ha dimostrato, nel corso degli anni, che gli investimenti nell’economia verde nel lungo termine producono “un miglioramento delle performance economiche”, aumentando e migliorando, la green economy, le performance economiche in quanto aumenta la disponibilità di risorse rinnovabili, riduce i rischi ambientali e rafforza la capacità di crescita delle generazioni future.

E’ evidente, in questo, come la Green Economy, offra moltissime opportunità nel mercato del lavoro, in termini di nuovi posti di lavoro, nuove opportunità e realtà lavorative: imprese, start up, introduzione di nuove tecniche di produzione e creazione di nuove figure professionali. Ed è, ugualmente, evidente come siano collegate a tutto questo importanti effetti sul piano geopolitico e di politica internazionale oltre che macroeconomico.

La Green Economy è un forte fattore propulsivo del mercato del lavoro, un potente elemento di crescita e sviluppo che condiziona inevitabilmente i rapporti di forza a livello internazionale tra i vari Paesi, con cambiamenti radicali nelle relazioni tra gli Stati nel lungo periodo.

Questo è il motivo per cui il prossimo tema scelto per essere sviluppato negli Stati Generali della Green Economy – Rimini Fiera 6-7/11/2018 – è, appunto, “Green economy e nuova occupazione per il rilancio dell’Italia”, in occasione di Ecomondo 2018.

Due giorni di lavori articolati in due sessioni plenarie e cinque sessioni tematiche di approfondimento: questo, grosso modo, lo sviluppo della Manifestazione i cui lavori preparatori si svolgono nel corso di tutto l’anno e si avvalgono dell’ausilio fornito dall’attività di dieci Gruppi di lavoro in dieci ambiti strategici, iniziative pubbliche di consultazione e attività di “interlocuzione istituzionale”.

Relazione sullo stato della Green economy 2018; proposte di priorità della Green economy per la XVIII legislatura, per approfondire le metodologie di sviluppo di nuove potenziali fonti di occupazione nella e grazie alla Green economy e per approfondire e proporre possibili strade alla politica, nel nostro Paese, per mettere in evidenza alcune soluzioni su cui puntare, in questa legislatura, sviluppando e sfruttando le potenzialità dell’Italia; il ruolo delle imprese nella transizione alla green economy con focus sui principali trend mondiali; Green city; mobilità elettrica e condivisa; recepimento delle Direttive sull’Economia Circolare; la nuova politica agricola comune – PAC – Piano nazionale Energia e Clima: queste le principali questioni sviluppate dalle giornate di lavoro.

Gli Stati Generali della Green Economy sono stati promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.

Il fine è di elaborare proposte e raccomandazioni da indirizzare ai decisori pubblici per indirizzare l’economia italiana verso la promozione di un’idea di Green Economy che veda il più ampio coinvolgimento partecipativo di Istituzioni e Imprese. Utilizzano un “processo partecipativo multi-stakeholder fondato su un approccio di consultazione bottom-up” dei principali soggetti coinvolti dalla Green Economy in Italia.

Le iscrizioni saranno possibili a cominciare da fine ottobre.

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