Il matrimonio che vorrei (Film, 2012)

Un film di David Frankel che affronta un tema complesso come la vita coniugale di una coppia anziana che – pur amandosi – da tempo non riesce ad avere rapporti sessuali, marito e moglie vivono in camere separate, in una routine abitudinaria priva di affettività. Come spesso accade, la moglie prende l’iniziativa, pretendendo ben altro da un matrimonio nel quale crede ancora, dopo aver letto un saggio scritto da uno psicologo sulla vita di coppia. Proprio il terapeuta sarà l’aiuto fondamentale per mettere a nudo tutte le problematiche del matrimonio, che non riguardano solo il marito ma anche certe ritrosie e incapacità di vivere liberamente il sesso da parte della moglie.

Film che da commedia vira in dramma sentimentale, a tratti erotico (ma non troppo), con un finale abbastanza prevedibile ma ben costruito, dopo aver descritto vicissitudini e lotte interiori di moglie e marito. Ambientato a Omaha  per la parte familiare, si sposta nel Maine per tutto il segmento narrativo della consulenza terapeutica che rappresenta l’ossatura del film. Non era facile scrivere una simile storia, si rischiava di cadere nel banale, nel già detto, persino nel ridicolo, cosa che Vanessa Taylor (abile sceneggiatrice) evita con cura, costruendo personaggi veri e credibili. Se è la moglie insoddisfatta a prendere l’iniziativa, nel corso del film apprendiamo che la donna non è immune da colpe se il menage familiare si è raffreddato, così come il marito reagisce alle provocazioni in maniera opportuna e senza forzature.

Regia di David Frankel molto curata, direzione di attori perfetta, favorita da due professionisti come Meryl Streep e Tommy Lee Jones, davvero straordinari. Fotografia del Maine curata da Florian Ballhaus molto intensa che immortala freddi tramonti e notturni gelidi. Musiche di Theodore Shapiro, colonna sonora ispirata di una commedia sentimentale che coinvolge e interessa, a tratti commuove e porta lo spettatore a parteggiare per uno dei protagonisti. Messaggio utile e non scontato in tempi in cui parlare di amore coniugale par d’essere fuori moda, teso alla conservazione del matrimonio e a rinnovare le promesse, perché è fondamentale in un rapporto che perduri il sentimento, il legame.

Non una stupida commedia americana. Tutt’altro. Un lavoro ben scritto e impaginato da un cast tecnico d’eccezione, interpretato in maniera teatrale con sicurezza e bravura. Consiglierei i nostri registi di commedie (Bruno, Brizzi e compagnia cantante) di prendere lezioni da David Frankel, perché hanno molto da imparare prima di continuare a massacrare un’arte (la commedia) che un tempo ci vedeva maestri.

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Regia: David Frankel. Soggetto e Sceneggiatura: Vanessa Taylor. Durata. 100’. Genere. Commedia. Produttore: Todd Black. Case di Produzione: Escape Artist, mandate Pictures, Management 360, MGM. Distribuzione (Italia): Bim Distribuzione. Fotografia: Florian Ballhaus. Montaggio: Matt Maddox, Steven Weisberg. Musiche: Theodore Shapiro. Scenografia: Stuart Wurtzel. Costumi: Ann Roth. Interpreti: Meryl Streep, Tommy Lee Jones, Steve Carell, Elisabeth Shue, Jean Smart, Ben Rappaport, Marin Irealand, Mimi Rogers, Becky Ann Baker, Susan Misner, Brett Rice, Daniel Flaherty, Damian Young.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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